Auto usate, i danni nascosti costano cari: i marchi più colpiti in Italia
Lo studio carVertical accende i riflettori sui rischi del mercato dell’usato
Comprare un’auto usata può sembrare spesso un ottimo affare, ma non sempre lo è davvero. È normale che una vettura, nel corso degli anni, possa riportare qualche piccolo danno o un’urto di lieve entità. Il problema nasce quando dietro un aspetto apparentemente impeccabile si nasconde un incidente ben più serio, magari riparato in modo poco accurato. In questi casi, quello che all’inizio appare come un acquisto conveniente può trasformarsi in una fonte di spese impreviste e problemi non da poco.
Tra le auto usate più cercate dagli acquirenti nel 2025, una su due presentava precedenti di danni
È questo, in sostanza, il quadro che emerge da uno studio realizzato da carVertical, società specializzata nell’analisi dei dati del settore automotive, che ha esaminato il mercato italiano e quello di altri Paesi europei per capire quali siano le auto più spesso coinvolte in sinistri. Il dato che colpisce di più è chiaro: tra le auto usate più cercate dagli acquirenti nel 2025, una su due presentava precedenti di danni. Un numero che invita alla prudenza e che conferma quanto sia facile imbattersi in un’auto con una storia più complicata di quanto lasci immaginare l’aspetto esterno.
Guardando al mercato italiano, il marchio che risulta più frequentemente associato a danni è Porsche. Secondo l’analisi di carVertical, il 38,2% dei modelli Porsche controllati aveva almeno un danno registrato nella propria cronologia. Alle sue spalle si trovano BMW con il 35,3%, Smart con il 23,9%, Mini con il 20,6% e Audi con il 15,5%. Non sorprende che in cima alla classifica ci siano marchi premium o particolarmente richiesti, perché sono proprio questi modelli a muovere gran parte dell’interesse nel mercato dell’usato.
A spiegare meglio il fenomeno è Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical, secondo cui una parte rilevante delle auto danneggiate arriva dall’estero, viene riparata con costi contenuti e poi rimessa in vendita come se fosse in perfette condizioni. Ma il problema non riguarda soltanto le importazioni. Anche le auto che hanno sempre circolato sul mercato italiano possono accumulare danni nel tempo. In media, ricorda Buzelis, un veicolo è coinvolto in un incidente ogni 5-10 anni, e questo rende l’acquisto di un’auto usata una scelta che richiede sempre attenzione.
Lo studio evidenzia anche un altro dato significativo: considerando l’intero campione analizzato in Italia, più di una vettura su dieci presentava danni registrati, pari al 12,8%. E non si tratta solo di graffi o piccoli difetti estetici. Secondo le stime delle compagnie assicurative, il costo medio di un sinistro è di circa 7.500 euro. Questo significa che un danno pregresso, se non riparato a regola d’arte, può pesare sul valore dell’auto, sulla sua affidabilità e, soprattutto, sulla sicurezza.

All’opposto, tra i marchi meno esposti a danni in Italia figurano Alfa Romeo con il 6%, Citroën con il 6,3% e Land Rover con il 6,5%. Ma oltre alla frequenza dei danni, conta anche il loro costo medio. E anche qui Porsche è in testa, con 12.400 euro di danni medi e 2,2 sinistri per veicolo nei report storici. Seguono Jaguar con 12.100 euro e Toyota con 11.600 euro.
Anche guardando ai singoli modelli, sono soprattutto le auto di fascia alta a risultare più esposte: in Italia guidano questa classifica Ford Mustang con il 64,8%, BMW Serie 4 con il 43,1% e Porsche Macan con il 39,1%. Il messaggio, in fondo, è semplice: quando si compra un’auto usata, l’apparenza non basta. Controllare bene la sua storia e farla verificare da un professionista resta il modo migliore per evitare brutte sorprese.
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