Fiat Industrial S.p.A. propone la fusione con CNH

La sede si sposterà in Olanda, la quotazione negli Stati Uniti

Con quest'operazione (che non è ancora stata portata a termine) nascerà una nuova società, per semplificare le attività di Fiat Industrial S.p.A. e di CNH e per allettare nuovi investitori
Fiat Industrial S.p.A. propone la fusione con CNH

Sta per iniziare l’operazione di fusione tra Fiat Industrial S.p.A., la società che racchiude tutte le attività più tecniche dell’ex-Gruppo Fiat e le aziende che producono mezzi pesanti, e CNH, uno dei marchi oggi controllati proprio da Fiat Industrial S.p.A. (che ne detiene l’88%): il Presidente, Sergio Marchionne, ha proposto al Consiglio d’Amministrazione di CNH mediante una lettera la creazione di una nuova società (Newco) di diritto olandese, che verrà quotata principalmente nella Borsa di New York. L’operazione finanziaria, di cui per ora sono ancora poco chiare le conseguenze, è stata ribattezzata “reverse merger”, cioè fusione a rovescio (si uniscono la controllante ed una controllata), già da tempo annunciata dagli analisti, che potrebbe poi sfociare nell’ulteriore fusione tra Fiat S.p.A. e Chrysler Group.

Nel comunicato stampa divulgato da Fiat Industrial S.p.A. si legge: “Dopo aver valutato le proposte ricevute da diverse banche d’affari relative a possibili strutture per la semplificazione dell’attuale assetto azionario di FI e della quota dell’88 per cento da essa detenuta in CNH, FI ha individuato una soluzione che, se implementata: (1) semplificherebbe la struttura del capitale del Gruppo creando un’unica azione quotata presso la borsa di New York e anche presso un’altra borsa in Europa e quindi facilmente negoziabile, e (2) darebbe luogo alla costituzione di un operatore nel settore dei Capital Goods in grado di confrontarsi con le principali aziende nordamericane del settore, sia a livello di dimensioni sia di capacità attrattiva sui mercati finanziari.” Un’operazione quindi non ancora certa e definitiva, che porterebbe benefici in termini di investimenti futuri e di appetibilità ma anche di semplificazione interna.

“L’operazione presa in esame costituisce la naturale evoluzione del processo di semplificazione del mondo Fiat. Una semplificazione che ha avuto inizio con la scissione di Fiat a favore di Fiat Industrial nel 2010 ed è continuata con l’unificazione delle azioni in una singola categoria. Questi eventi hanno evidenziato la scarsa capacità attrattiva della quotazione di FI e CNH in due mercati diversi e come tale struttura impedisca di trarre ulteriori benefici dal posizionamento sui mercati azionari di uno dei più grandi gruppi al mondo nel settore dei Capital Goods. L’operazione proposta consente ai mercati di valutare adeguatamente il valore complessivo di FI e CNH”, ha commentato Sergio Marchionne. “Questa chiarezza faciliterà anche l’ottenimento di finanziamenti dei nostri business a costi più favorevoli e garantirà la necessaria flessibilità per le future operazioni strategiche”.

Questa notizia ci sfiora, perché prettamente finanziaria e perché riguardante società non strettamente collegate al mondo delle automobili. Ma apre un dubbio importante, che vogliamo sottoporvi: se questa stessa operazione potesse avvenire in futuro tra Fiat S.p.A. e Chrysler Group e venisse così fondata una nuova società, integrante entrambi i gruppi, cosa succederebbe alla nostra industria automobilistica e alla nostra storia dei motori?

Un capital good è l’insieme dei beni immobili necessari per il processo produttivo.

Qui trovate il comunicato stampa completo.

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