Galerie Peugeot: luogo d’incontro di generazioni e ricordi in Toscana [FOTO]

Un passato sempre vivo a San Gimignano

Una storia di uomini e di macchine anima le vie nei dintorni di San Gimignano, in provincia di Siena. Qui Daniele Bellucci, appassionato e collezionista di Peugeot, ha dato vita a un museo dedicato ad alcune vetture del Leone di diverse epoche

Galerie Peugeot – La passione vera dicono che faccia illuminare gli occhi e inseguire continuamente nuovi sogni. Osservando come il signor Daniele Bellucci guarda le sue auto e parla di quelle che già possiede e di quelle che potrebbe accogliere alla Galerie Peugeot – auto e non solo di San Gimignano (Siena), emerge che siamo di fronte a un uomo che si alimenta di passione ogni giorno da oltre trenta anni.

I colli e la campagna toscana rappresentano un magico scenario per questa breve storia a cavallo tra passato e presente. Sfiorare il volante rugoso di una fascinosa Peugeot 504 cabriolet del 1970, dalla vernice brillante che ricorda il colore del mare, o gustare il rombo cupo e grintoso di una 205 Gutmann 1.9 GTi 16V da 160 cavalli (119 kW) degli Anni Ottanta su questi tratti dalle curve morbide incorniciate da ulivi, sono dettagli che rendono preziosa questa esperienza. A bordo delle storiche Peugeot messe a disposizione, si ha la sensazione che il tempo scorra più lentamente e che guidare non sia solo un modo di spostarsi, ma di vivere il mondo circostante a un ritmo lento o incalzante in costante mutamento.

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Prima di gustare queste sensazioni, però, ce ne sono altre da apprezzare. Un incontro con le protagoniste di un tempo a questa Galerie di tesori, carichi di ricordi e aperta a ottobre del 2007, è un appuntamento imperdibile per un appassionato di automobili. Un museo, il primo dedicato a Peugeot all’esterno della Francia, in cui la visione è calamitata dalla voluminosità di certe forme e soluzioni che sembrano appartenere a un tempo troppo lontano, quasi alieno. Si resta incantati e incuriositi ad esempio davanti alla Peugeot 202 del 1949, chiamata con simpatia “paquet de tabac” (pacchetto di sigarette) per via della sua forma squadrata e voluminosa, o incrociando la lunga e imperiosa 604 realizzata dal carrozziere francese Heuliez, in occasione della visita del Pontefice agli stabilimenti del Leone nel 1980. Quella che è diventata a tutti gli effetti una Papamobile.

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Una storia fatta di tanti aneddoti appassionanti, che si arricchisce di rare e uniche protagoniste salendo su per le scale della struttura. Come in un invisibile teletrasporto, seguendo brevi percorsi dalle tonalità calde e le pareti che richiamano la bellezza delle campagne circostanti, ci si trova circondati da esemplari di rara bellezza ed eleganza. Dalla minuta Peugeot Bébé (ideata dal noto Ettore Bugatti nel 1913 e sviluppata dal marchio francese del 1916) passando per la berlina 201 del 1929 (una delle prime vetture di serie con sospensioni anteriori indipendenti), trascorrono anni, evoluzioni, testimonianze che in pochi minuti alimentano la fantasia e ampliano le prospettive come in quei quadri di De Chirico che sembrano distendersi all’infinito. Spirali temporali che continuano a collegare di decennio in decennio evoluzioni meccaniche, variando dalla fascinosa 301 D Coupé “Regina dei concorsi d’eleganza” del 1934, alla Peugeot 203 del 1955 definita come “Oca di latta in salsa francese” dal concetto europeo e il design che ricorda le vetture americane. E mende si viaggia di anno in anno ci si avvicina a periodi più recenti, dai singoli pezzi che sottolineano la presenza del Leone anche al Tour de France, alle vittorie nei rally con la 306 che si sommano a quelle mostrate sulla parete celebrativa alle sue spalle. Un modo semplice per mettere in risalto anche l’anima più sportiva del marchio.

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Daniele Bellucci racconta le sue auto, gli ridà sempre nuova vita tra aneddoti e leggende, continuando una storia iniziata tra fine Anni Settanta e Anni Ottanta quando, impegnato come tour operator nelle zone desertiche presenti tra Sahara e località mediorientali, vide all’opera le robuste 504 del leone e ne restò affascinato. Da allora iniziò sempre più a interessarsi alle vetture della casa di Sochaux, e a creare questa collezione che comprende una trentina di vetture, anche se in totale sarebbero una cinquantina gli esemplari in possesso. Un’entità che resta comunque separata dalla sede francese, ma che vede anche la collaborazione del Club Storico Peugeot Italia, e che consente poi il noleggio di alcune di queste auto, ripopolando l’asfalto con una sonorità d’altri tempi.

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Una vitalità assaporata tra le province di Siena, Firenze e Pisa, dosando freno e acceleratore su tornanti e rettilinei che si distendono tra i campi coltivati e la natura lussureggiante dell’entroterra toscano. Percorrerli a bordo di una 504 cabrio, che offre visioni da set cinematografico nonostante quel cambio quattro rapporti un po’ incerto e il motore da 2.0 litri a tratti balbuziente (ma data l’età è comprensibile), o sulla divertente 106 Rallye che svicola tra le curve con un’agilità sorprendente grazie al buon telaio e al generoso motore 1.3 da 98 cavalli (73 kW) di potenza, è un costante déjà-vu di sensazioni, stati d’animo, personalità che si incrociano per le strade sfoggiando ad esempio la rara eleganza di una 203 in livrea nero e argento, la singolarità della 204 del 1966 con cambio invertito e una vernice poco comune color melanzana, la ricercatezza della 205 Gentry rivestita di beige dagli interni curati o la voce tonante della già citata versione Gutmann, che sommerge a tratti le sonorità campestri dei grilli e delle cicale, prima di sparire all’orizzonte alla fine di questo viaggio.

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