Volvo XC40 Recharge 2021: prima PROVA SU STRADA dei modelli plug-in e 100% elettrico

Dimensioni, interni e soprattutto autonomia dei nuovi motori elettrificati

Non è cambiata ancora la Volvo XC40, ma del resto non ne aveva nemmeno bisogno. Pur essendo stata introdotta solamente nel 2017, appena cinque anni fa, la compatta del marchio scandinavo ha ottenuto subito un grande apprezzamento a livello globale, che l’hanno tra l’altro portata a vincere il premio di Auto dell’Anno nel 2018. Da allora non è cambiato quasi nulla, anche se di novità di cui parlare ne abbiamo. Come già saprete, sono arrivate anche le versioni plug-in hybrid e 100% electric del crossover svedese, entrambe riunite sotto il nome comune di Recharge. Ci siamo recati a Bologna, per portare per la prima volta su strada entrambe le novità e queste sono le nostre prime impressioni a caldo.

Esteticamente non cambia quasi nulla

Tra la Volvo XC40 con motore termico e le Recharge non ci sono quasi differenze. Soprattutto sulla ibrida plug-in, che se non fosse per il badge dedicato e per la presenza di un secondo sportello laterale (per la presa di corrente), sarebbe praticamente indistinguibile dalla versione tradizionale (potete trovare qui la nostra prova su strada). Le dimensioni sono sempre 4,43 metri di lunghezza, 1,86 metri di larghezza, 1,66 metri di altezza e 2,7 metri di passo. Discorso leggermente diverso per la versione elettrica, che si differenzia dalla termica grazie alla nuova griglia frontale completamente chiusa, dato che il motore elettrico ha un bisogno di raffreddamento sostanzialmente più basso rispetto ad un benzina o ad un diesel. Oltre a ciò, sia la versione elettrica che ibrida presentano il marchio Recharge impresso sul montante posteriore, oltre ad un badge dedicato. Aprendo il cofano dell’elettrica, inoltre, troviamo un piccolo vano di carico aggiuntivo, grazie alla maggior compattezza del motore elettrico.

Nell’abitacolo sbarca il robottino verde!

Anche gli interni della Volvo XC40 Recharge sono stati confermati in blocco, anche perché il crossover della casa già presentava un abitacolo di livello premium particolarmente curato e ricco, con in più lo stile minimalista e lineare tipico della casa. Anche in questo caso la novità è nascosta alla vista: debutta infatti sul sistema di infotainment il nuovo software basato su Android, il sistema operativo di Google già popolarissimo nel mondo degli smartphone. Questa novità porta diversi vantaggi, tra cui i più evidenti sono l’introduzione di Google Maps, uno dei più completi e affidabili navigatori GPS del mercato (replicabile anche sul quadro comandi dei veicolo, feature che i pur presenti Apple CarPlay e Android Auto non offrono), e l’assistente personale digitale Google Assistant, che oltre a essere compatibile con i propri dispositivi demotici di casa, può anche fornire informazioni sullo stato dell’auto, cambiare la temperatura del climatizzatore, sintonizzare radio e così via. Rimane praticamente invariato il bagagliaio, grazie al saggio posizionamento della batteria, che così si assestata un minimo di 460 litri fino ad un massimo di 1.336 litri con i sedili reclinati.

La vera novità: i motori

Naturalmente la vera novità della Volvo XC40 Recharge sono i motori ibridi ed elettrici. La versione Plug-In Hybrid può contare su ben due varianti di potenza: la T4 dichiara 221 CV, mentre la T5 arriva a 262 CV, in entrambi i casi grazie all’aggiunta ai modelli originari del motorino elettrico da 61 kW. Le prestazioni dei due modelli sono importanti soprattutto per quanto riguarda consumi ed emissioni. La T4 si assesta sui 45 g/km di CO2 e grazie all’apporto della batteria da 10,7 kWh è in grado di consumare appena 2 litri/100 km. Ovviamente stiamo parlando di prestazioni con la batteria carica, in quanto le ibride plug-in senza aiuto elettrico ritornano a consumare come delle normali auto a benzina, ma con un sapiente dosaggio è possibile risparmiare davvero. Anche perché, volendo, si possono sfruttare i 46 km di mobilità solo elettrica offerti da questa versione, che si possono adattare a molti tragitti quotidiani, lasciando così la benzina solo per i lunghi viaggi. La versione T5 ovviamente consuma un po’ di più e ha un range più limitato, ma è un bel prezzo da pagare in cambio di ben 41 CV aggiuntivi che finiscono per sentirsi molto al volante. Qui parliamo di un ciclo combinato WLTP da 2,5 litri/100 km, mentre l’autonomia a zero emissioni si assesta sui 41 km. Infine, abbiamo ovviamente l’attesa versione elettrica: potenza da 408 CV con doppio motore elettrico montato sui due assali, coppia da 660 Nm e, soprattutto, un’autonomia che spazia dai 399 ai 418 km (la discriminante per questa differenza è l’allestimento, in quanto quello più ricco offre dei cerchi in lega più ampi, che però sacrificano all’estetica qualche chilometro).

Come va la Volvo XC40 Recharge?

La Volvo XC40 Recharge ha dei comportamenti similari tra la versione plug-in e l’elettrica. Abbiamo potuto provarle brevemente entrambe (per una prova più lunga e particolareggiata vi diamo appuntamento ad una futura puntata di Com’è & Come Va) e le nostre prime impressioni a caldo sono senz’altro positive. La XC40 è rimasta praticamente quella di sempre, quindi una vettura con un abitacolo dal sapore premium, ben equipaggiato anche a partire dagli allestimenti di base. La guida è estremamente piacevole e votata soprattutto al comfort, grazie a dei sedili forse leggermente stretti, ma per nulla costrittivi. Ottima anche l’altezza della seduta, che permette di posizionarsi particolarmente in alto senza per questo andare a toccare con la testa il tetto. Da qui è eccellente anche la visibilità, con il cofano a vista che trasmette un’idea più precisa delle dimensioni e degli ingombri. Si tratta naturalmente di una vettura pensata principalmente per il comfort, con un abitacolo estremamente silenzioso e delle sospensioni estremamente morbide (forse persino troppo in alcuni frangenti). Nulla da eccepire sulla sicurezza e sugli ADAS, settore che fa parte notoriamente del DNA di Volvo. Sono forniti ovviamente sistemi di alto livello, tra cui il cruise control adattivo, la frenata di emergenza e il controllo attivo della corsia.

Tutte queste caratteristiche sono comuni a entrambe le auto, ma ci sono ovviamente cose che le distinguono nettamente. Prima di tutti i consumi e le percorrenze, che per quanto riguarda la plug-in hybrid questa volta hanno un riscontro reale grazie ai dati forniti da Volvo Cars Italia. La casa ha provveduto in autonomia a sperimentare le prestazioni della XC40 Recharge su un percorso di un migliaio di chilometri e ne è risultato che con batteria carica le prestazioni sono addirittura migliori di quelle dichiarate, assestandosi su 1,6 litri/100 km. Noi abbiamo ovviamente tenuto l’auto per un percorso molto più breve, ma nelle poche decine di km che abbiamo sperimentato il computer di bordo è rimasto sempre intorno a 1 litro/100 km. Tutto questo consumando l’autonomia elettrica, ovviamente, che si è dimostrata un po’ meno precisa di quanto avremmo sperato (su un tratto da 23 km abbiamo registrato una diminuzione dell’autonomia di 32 km). Per quanto riguarda l’autonomia con la batteria scarica, Volvo Cars Italia parla di una media di 7,1 litri/100 km, ovvero pari a quelli rilevati su una XC40 D3 Turbodiesel. Guidando con cura, inoltre, si può fare ancora meglio, arrivando sui 6,5 litri/100 km. Come detto, la nostra valutazione in merito la rimandiamo ad un long test drive più approfondito.

Discorso a parte per quanto riguarda la XC40 Recharge elettrica. Come detto, l’autonomia è compresa tra i 399 e i 418 km, ma qui la valutazione è un po’ più difficile da fare. Questo perché Volvo, al fine di combattere la così detta “ansia da ricarica”, oltre a inserire vari sistemi di aiuto (come la programmazione del GPS in base alle colonnine e all’autonomia residua) ha scelto anche di non mostrare la carica residua in km sul display del quadro comandi. Viene infatti visualizzata solamente la percentuale di carica della batteria e i km residui sono mostrati solo quando si scende sotto al 20% di energia. In questo modo ci si preoccupa di meno della futura ricarica, almeno secondo la teoria della casa, venendo avvisati solo quando effettivamente si rende necessario andare alla spina. Non abbiamo modo di verificare se questa sia una buona idea o meno, ma è sicuramente un approccio interessante, che potrebbe avere delle solide basi reali. Vedremo in futuro se questa scelta verrà ripetuta o meno. Ad ogni modo, Volvo ha inaugurato l’iniziativa Volvo Recharge Highways, allestendo delle colonnine di ricarica (dedicate non solo ai clienti della casa) presso i concessionari vicino agli svincoli autostradali, puntando a rendere disponibili 30 colonnine solo da fonti rinnovabili entro il 2022.

Quando costa la Volvo XC40 Recharge?

La Volvo XC40 Recharge in versione ibrida plug-in parte da un prezzo di 47.750 €, mentre l’elettrica presenta un listino di 56.300 €. Il tutto, naturalmente, tenendo anche conto degli incentivi statali, finché disponibili. Potete farvi un’idea più precisa del costo grazie al configuratore ufficiale sul sito di Volvo.

Pro e Contro

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Look sempre attuale. Qualità percepita alta. Comfort di guida.Indistinguibile dalla versione normale. Sound amplificato in Sport. Pulsanti al volante poco chiari.

Volvo XC40 Recharge: Scheda Tecnica

Dimensioni: 4,43 m lunghezza x 1,86 m larghezza x 1,66 m altezza x 22,7 m passo
Motore: Ibrido plug-in da 221 e 262 CV, elettrico da 408 CV
Trazione: anteriore e integrale
Cambio: automatico a 7 rapporti
Accelerazione: da 0 a 100 km/h in 4,9’’ (elettrica)
Velocità massima: 180 km/h
Allestimenti: Inscription, R-Design
Bagagliaio: da 460 litri a 1.336 litri con i sedili reclinati
Consumi: 2 litri/100 km (ibrida, WLTP)
Autonomia: 399-418 km (elettrica)
Prezzo: Da 47.750 € (ibrida); da 56.300 € (elettrica)
Classe: Euro 6d

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