Opel festeggia 120 anni dalla millesima auto prodotta

La 16/18 HP del 1906 fu la millesima Opel prodotta

Opel festeggia 120 anni dalla millesima auto prodotta

Ci sono traguardi che, più dei numeri stessi, raccontano il momento in cui un marchio capisce davvero di essere entrato nella storia. Per Opel è successo più volte, e tre date in particolare aiutano a leggere bene questa crescita. La prima è il marzo del 1906, quando dalla fabbrica uscì la millesima automobile prodotta: una 16/18 HP. La seconda è il 1936, anno della 500millesima vettura, una Olympia diventata famosa anche per un’insolita traversata verso il Brasile a bordo di un dirigibile. La terza è il 9 novembre 1956, quando a Rüsselsheim venne celebrata la duemilionesima Opel costruita dal 1899, una speciale Kapitän color oro. Tre modelli diversi, tre epoche diverse, ma un unico filo conduttore: la crescita di Opel insieme all’evoluzione dell’automobile.

All’inizio del Novecento, quando il settore era ancora giovane e tutto era in piena costruzione, raggiungere quota mille auto non era affatto un dettaglio. La Opel 16/18 HP System Darracq rappresentava bene quel momento pionieristico. Dal punto di vista tecnico era strettamente imparentata con altre vetture medio-alte della gamma, come la 12 HP e la 14 HP, con cui condivideva il telaio e l’impostazione generale. La struttura inferiore chiusa da lamiere metalliche formava il pianale, mentre le sospensioni seguivano schemi tradizionali per l’epoca, con assali rigidi e molle a balestre semiellittiche sia davanti sia dietro.

Sotto il cofano, però, c’era già qualcosa di più raffinato. Il motore da 18 CV derivava infatti da quello della più prestigiosa 20/22 HP lanciata l’anno precedente. Riprendeva la particolare disposizione dei quattro cilindri e soluzioni che, in quegli anni, erano considerate moderne e persino eleganti dal punto di vista tecnico, come la lubrificazione a pompa azionata dal motore e la distribuzione con asse a camme. La trasmissione utilizzava un albero cardanico, la frizione era a cono in pelle e il cambio aveva tre marce. La 16/18 HP restò in produzione dal 1904 al 1906, e oggi resta uno dei simboli dei primi passi di Opel nel mondo dell’auto.

Opel festeggia 120 anni dalla millesima auto prodotta

Trent’anni dopo, il quadro era completamente cambiato. Opel era ormai una realtà industriale importante e nel 1936 arrivò il traguardo della 500millesima automobile prodotta. A rappresentarlo fu la Olympia, modello fondamentale nella storia del marchio e più in generale nell’industria automobilistica tedesca. La Olympia fu infatti la prima automobile tedesca costruita in serie con carrozzeria portante in acciaio, una soluzione che allora rappresentava un deciso passo avanti. Non era solo una questione tecnica: significava anche rendere l’auto più moderna, più efficiente e più vicina alle esigenze di un pubblico sempre più ampio.

In una prima fase la Olympia montò un motore 1.3 da 29 CV, mentre dall’anno successivo arrivò un 1.5 da 37 CV, sufficiente per portarla fino a 110 km/h. Per quegli anni erano numeri più che rispettabili. Anche la diffusione del modello fu notevole: la versione 1.3 venne prodotta in 81.661 esemplari, mentre la 1.500 raggiunse nel 1940 quota 87.214 unità. Ma la 500millesima Opel divenne famosa anche per un altro motivo, decisamente più scenografico. Nell’estate del 1936, proprio quella Olympia venne spedita a Rio de Janeiro all’interno del dirigibile Hindenburg, trasformandosi nella “prima automobile volante del mondo”. Una trovata pubblicitaria clamorosa, perfetta per un’epoca in cui il progresso andava mostrato anche con gesti spettacolari.

Il terzo grande passaggio arriva nel 1956, quando Opel festeggia la duemilionesima vettura prodotta dal 1899. Per l’occasione la casa scelse una Kapitän speciale, verniciata in oro, quasi a voler trasformare quel momento in una celebrazione ufficiale della propria maturità industriale. La Kapitän apparteneva alla quinta serie, nota anche come Modello 1956, ed era una vettura che aggiornava la generazione precedente soprattutto nel design. Il frontale, per esempio, abbandonava la famosa “bocca di squalo” per adottare una calandra ovale più grande con sottili listelli orizzontali, in linea con il gusto più elegante degli anni Cinquanta.

La meccanica restava affidata a un sei cilindri da 75 CV, cui venne poi affiancato un cambio interamente sincronizzato, inizialmente sempre a tre marce. Successivamente sarebbe arrivata anche una quarta marcia lunga. Pochi mesi dopo debuttò anche l’allestimento “L”, più ricco, con più cromature, finiture più curate, due sedili anteriori singoli al posto della panchetta e un impianto di riscaldamento migliorato. Dal 1953 al 1957 la Kapitän fu costruita in 92.555 esemplari, confermando il suo ruolo centrale nella gamma Opel.

Opel festeggia 120 anni dalla millesima auto prodotta

Guardando oggi queste tre vetture, la 16/18 HP, la Olympia e la Kapitän, si possono leggere tre momenti molto diversi della stessa storia. La prima racconta il tempo dei pionieri, la seconda quello dell’industrializzazione moderna, la terza quello della piena affermazione di un grande costruttore europeo. Ed è proprio questo il fascino di certi anniversari: dietro un numero, a volte, si nasconde molto più di una semplice cifra.

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