Renault Talisman Sporter, la ricetta per un viaggio di classe [PRIMO CONTATTO]

Lo stile della berlina con lo spazio della station wagon

Renault ha lanciato anche la versione station wagon della sua Talisman, ovvero la Sporter. Gli interni e le dotazioni sono sempre di livello premium, ma ora c'è anche tantissimo spazio in più

La Losanga piazza la sua scommessa. Ritornare prepotentemente all’interno del segmento D delle station wagon. Lo fa con la versione Sporter della Renault Talisman, la berlina di livello premium lanciata lo scorso gennaio che ora guadagna soprattutto in spazio, mantenendo però le caratteristiche basilari della vettura dalla quale deriva, quindi allestimenti premium e buoni motori. Si tratta di una scommessa, come detto, anche perché nel segmento D delle famigliari si trovano già alcuni avversari di livello e la Talisman è un modello completamente nuovo per il mercato. La parentela con la Laguna, a detta degli stessi tecnici del marchio, è solamente di filosofia, in realtà si tratta di una vettura molto diversa.

La fiducia nella Talisman Sporter è alta. Anzi, i volumi che la casa prevede per la station wagon è sensibilmente più alta rispetto alla berlina, anche perché è il mercato stesso a testimoniare come solamente SUV e crossover riescano a stare davanti a questa categoria per le vendite. La sua evoluzione era quindi una logica conseguenza. Com’era lecito aspettarsi, il frontale è lo stesso della versione berlina, con il nuovo logo della Losanga ben in evidenza e soprattutto con i gruppi ottici a forma di semicerchio che rendono la parte anteriore della vettura immediatamente riconoscibile. Naturalmente a cambiare è stata soprattutto la parte posteriore dell’auto, con le sue forme tipicamente da station wagon. Come ormai accade sempre più spesso, però, Renault ha cercato di rendere più accattivante e piacevole da vedere la linea del mezzo, come testimoniato anche dal nome Sporter. Troviamo così una linea del padiglione completata da uno spoiler aggiuntivo e anche da una serie di cromature extra che contribuiscono a rendere oggettivamente la Talisman molto più “cattiva”. I gruppi ottici posteriori sono stati a loro volta caratterizzati da uno speciale disegno con effetto 3D. Tutte queste modifiche non hanno praticamente modificato le dimensioni e gli ingombri dell’auto, che se nella versione berlina arrivava a 4.849 mm, la Sporter aumenta ad appena 4.865 mm, con un passo da 2.809 mm.

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Parlando degli interni, questa volta dobbiamo cambiare approccio. Invece che partire dall’abitacolo, ci occupiamo prima di tutto del bagagliaio, che come potete immaginare è la vera grande novità della vettura. In questo particolare caso abbiamo a che fare con uno spazio davvero abbondante, che parte da un minimo di 572 litri. Con i sedili ribaltati si può arrivare fino ad un massimo di ben 1.681 litri, con uno spazio per oggetti lunghi fino a due metri. Si tratta di un risultato che naturalmente finisce per portare dei decisi vantaggi anche per i passeggeri. Basti pensare che per le ginocchia sulla fila posteriore c’è uno spazio da 262 metri, mentre la seduta consente un’altezza massima fino al tetto di 886 mm. Da notare anche la soglia di carico di 571 mm, molto comoda e completata dal sistema di apertura e chiusura del bagagliaio con il piede, ideale in quelle situazioni in cui si hanno le mani particolarmente occupate. Gli allestimenti dell’abitacolo sono i medesimi della berlina, quindi partiamo da quello entry level “Zen” per poi proseguire con il più equilibrato “Intens”, fino ad arrivare al prestigioso (e costoso) top di gamma “Initiale Paris”. Si tratta in generale di tre allestimenti abbastanza ricchi. Per fare un esempio, già nella versione di base il sistema di infotainment è composto, come sulla Espace, da un sistema di infotainment enorme con pannello da ben 7 pollici. Solamente il primo passo verso il top di gamma con schermo da ben 8,7 pollici. Praticamente un vero tablet installato sul cruscotto della vettura, dotato di un software con una grafica ben concepita e facile da usare. L’unico difetto che abbiamo trovato è stato nel navigatore satellitare, che in alcune situazioni ha dimostrato alcune difficoltà a consigliare il miglior percorso. Il comparto tecnologico viene completato da “chicche” come il sistema audio curato dalla Bose, l’head-up display e, volendo, persino i sedili massaggianti, che alzano di molto il livello della vettura. Dal punto di vista dei materiali ci si assesta su un livello molto buono, soprattutto per quanto riguarda le sellerie. La copertura del cruscotto è buona in molti punti, anche se ogni tanto è possibile trovare qualche plastica che forse sarebbe stato il caso di rifinire un po’ di più. Il volante dà la sensazione di essere stato leggermente rimpicciolito rispetto alla media del segmento e questo rende il feeling della vettura durante la guida decisamente accattivante. Molto buona la dotazione di aiuti alla guida, con sensori e retrocamera ben piazzati e in grado di farci compiere manovre in spazi risicatissimi, con appena pochi centimetri sia da un lato che dall’altro.

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Parlando di motori, abbiamo a che fare con un’offerta composta da due benzina e, soprattutto, tre diesel. Questi ultimi sono tutti dCi turbo, con potenze declinate in 110, 130 e 160 CV. Quest’ultimo è l’unico dotato del sistema biturbo, che consente di avere un turbocompressore più compatto che agisce ai regimi più bassi, mentre quello più performante si occupa di aiutare il motore a quelli più alti. Noi abbiamo avuto l’opportunità di provare il 130 CV con il cambio sia manuale che automatico e abbiamo avuto a che fare con un ottimo motore, capace di districarsi senza particolari problemi nel traffico cittadino. Molto del merito è dovuto al sistema 4Control, già visto anche sulla versione berlina, che fa sterzare di qualche grado anche le ruote posteriori a seconda del comportamento di quelle anteriori, riducendo di conseguenza l’angolo di sterzo e aumentando la precisione del volante. In modalità comfort ed eco si tratta di un’unità che restituisce una buona potenza senza però eccessi. Ovviamente parliamo di un’unità che non è stata pensata per correre e come tale si comporta, per quanto inserire la modalità di guida Sport contribuisce a rendere la coppia disponibile ad un regime più basso e, di conseguenza, godere di uno spunto maggiore, senza esagerare. Purtroppo non abbiamo ancora potuto mettere le mani sul top di gamma dei diesel, ovvero il dCi da 160 CV Twin Turbo, ma per questo vi rimandiamo al futuro test drive approfondito. Per quanto riguarda i benzina, abbiamo a che fare con due unità TCe con potenze da 150 e da 200 CV. Non sono al momento previste unità ad alimentazione alternativa.

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Per il lancio della Renault Talisman Sporter sono state fatte le cose in grande. Arriverà infatti a giugno e la casa francese non ha previsto semplicemente un weekend di porte aperte, bensì un’intera settimana open week. Si parte da lunedì 13 giugno e si arriva fino a sabato 18 giugno. Il prezzo della versione di base parte da un interessante 30.600 € (allestimento Zen con motore turbodiesel dCi da 110 CV). Alzando un po’ l’asticella dell’allestimento la Talisman Sporter diventa sensibilmente più impegnativa per il portafoglio. La versione che potete vedere nel video è equipaggiata con allestimento Intens e motore dCi da 130 CV. Già con questa dotazione siamo sui 40.550 €. Rimaniamo quindi molto curiosi di vedere quale sarà l’impatto di questa elegante station wagon sul grande pubblico.

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