Targhe estere per evitare multe e tasse, la Guardia di Finanza indaga

Si intensificano i controlli sulle vetture immatricolate oltre confine: in discussione alla Camera un nuovo articolo del Codice della strada

Targhe estere per evitare multe e tasse, la Guardia di Finanza indaga

Guardia di Finanza

Si intensificano i controlli della Guardia di Finanza per “stanare” quelle targhe estere dietro le quali si cela, spesso, la volontà di sottrarsi a tasse e multe, configurando una vera e propria truffa ai danni alle casse dello Stato. Il fenomeno, secondo le Fiamme Gialle, è in crescita, mentre diminuiscono i casi di leasing –  ovvero il noleggio a lungo termine – e quelli di acquisto diretto all’estero. Dalle indagini sarebbe infatti emerso che sempre più spesso cittadini italiani immatricolano le proprie autovetture in paesi esteri, soprattutto nell’Est Europa (spesso attraverso intermediari italiani e stranieri) e, dopo aver applicato la relativa targa, tornano in Italia evitando di pagare eventuali multe e tasse (in primis, il bollo auto). Con l’immatricolazione presso il registro automobilistico di un altro paese, infatti, si evitano di pagare le tasse dovute e si ha anche accesso ad assicurazioni RCA meno costose. Inoltre, le multe elevate a queste vetture vengono spesso dichiarate non esigibili. Questo fenomeno è facilitato dall’assenza di una normativa apposita, ma sembra che qualcosa si stia muovendo.

 

È infatti al momento in discussione alla Camera un’aggiunta all’attuale articolo 132 del Codice della Strada, il 132 bis, che limiterebbe la circolazione dei veicoli con targa straniera sul territorio italiano solo ed esclusivamente ai residenti all’estero, chiaramente in grado di provare con documenti il possesso in regola del veicolo guidato. Negli ultimi nove anni quasi quattro milioni di verbali hanno riguardato le targhe straniere: metà delle quali bulgare. Nel 2015, dei 740mila verbali non pagati, oltre 20mila si riferivano a vetture con targa bulgara.

 

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