Toyota GR Supra 2.0 | Com’è & Come Va

La prova su Strada della sportiva giapponese con il 2.0 turbo da 258 CV, consumi, dimensioni e scheda tecnica

La nuova Toyota GR Supra ha fatto molto parlare di sé nei mesi antecedenti al suo debutto, avvenuto nel 2019. C’è chi riteneva un’eresia apporre un nome così evocativo su una vettura non in grado di esprimere a pieno il DNA di Toyota per via della collaborazione con BMW e la diretta parentela con la Z4. La realtà dei fatti è che un’auto così equilibrata, divertente ed emozionante – senza dover necessariamente andare a scomodare auto superiori come potenza e prezzo – crediamo sia difficile da trovare al giorno d’oggi. Ma stiamo provando la sua versione entry-level, quella più accessibile e dotata del più piccolo 2.0 4 cilindri turbo da 258 CV ( contro il più potente 3.0 L6 twin-power da 340 CV) in allestimento Fuji Speedway, riservato a soli 200 esemplari. Il prezzo d’attacco è di 55.900 euro

Dimensioni 

Cambiano un po’ le dimensioni rispetto al passato, alla mitica Supra A80, frutto della condivisione della piattaforma con BMW: è più corta di 14 cm, arrivando a 4,38 m di lunghezza per 1,85 m di larghezza e un’altezza di solo 1,29 m. Il peso? Si risparmiano quasi 90 kg rispetto alla supra con il 3.0 sei cilindri, fermando l’ago della bilancia a 1.390 kg.

Design 

Ciò che non varia però – e menomale – sono le sue proporzioni quasi perfette, con il lungo cofano ricurvo verso il frontale e l’abitacolo molto arretrato, quasi posizionato sull’asse posteriore che culmina in una coda stretta e raccolta, ma molto sportiva e ricca di tridimensionalità con la sua ducktail. I fari anteriori a matrice di LED sono affilati e trasudano sportività, ricordando vagamente la forma ovale della precedente sportiva giapponese. Personalmente apprezzo molto le linee della nuova Supra, dolci ed eleganti, quasi levigate dal vento, figlie del design della concept FT-01 che fu presentata nel 2017, ma rielaborate per l’omologazione stradale. Unico peccato, alcune prese d’aria sulla fiancata, sul cofano o sui paraurti risultano solamente estetiche. Per il resto, questo esemplare Fuji Speedway edition a tiratura limitata presenta una colorazione bianco perla, finiture rosse sulle calotte degli specchietti e dentro ai fari Led di serie e dei cerchi in lega neri opachi da ben 19 pollici. Non manca il doppio scarico cromato nel posteriore, ai lati di un diffusore molto pronunciato con tanto di retrocamera in stile F1. 

Interni 

All’interno della Toyota Supra è sorprendente quanto sia ribassata e inserita nell’abitacolo la posizione di guida. Mi sento quasi letteralmente a terra ma nonostante questo è davvero comoda e le molte regolazioni del sedile e del volante consentono di trovare una perfetta collocazione anche per i più alti di 1 metro e 84. All’interno si respira aria sportiva, partendo subito dalle colorazioni scelte per questo allestimento Fuji Spedway che pongono l’attenzione sul sedile del guidatore, contornato da pelle rossa in modo non speculare rispetto al lato del passeggero. Come accennato è ottima la regolazione dei sedili, seppur solo manuale, ma possono anche essere riscaldati per i periodi invernali. Buona l’ergonomia del volante, dall’ottima impugnatura e ben verticale rispetto al suolo – come è solito sulle auto sportive – tuttavia non sembra dei più riusciti dal punto di vista estetico. Complessivamente la cura costruttiva è molto alta, con pelle e pastiche morbide ovunque, figlia anche della partnership con BMW. Si percepisce infatti l’influenza di Monaco per buona parte della componentistica, dai tasti sul tunnel centrale alle levette dietro al volante, ma ben venga se questo è l’effetto finale. La plancia ha una bella impostazione orizzontale, con le bocchette del clima automatico quasi nascoste al suo interno e nella zona di destra si può notare la targhetta con il numero limitato di questa edizione speciale. 

Infotainment 

La Toyota Supra sfrutta il sistema i-Drive da 8,8 pollici condiviso con il costruttore tedesco, non è dei più grandi in commercio ma probabilmente la scelta migliore per non distrarre dall’obiettivo principale, il piacere di guida. E’ abbastanza fluido e può essere gestito tramite il touch o con il rotore al centro del tunnel. Dispone solo di Apple Carplay o dello streaming bluetooth, ma fa bene il suo lavoro informandoci sulle condizioni meteo o sul traffico in tempo reale. C’è anche una strumentazione digitale di fronte al volante, essenziale quanto basta e che si integra abbastanza bene e che non farà rimpiangere troppo le lancette agli amanti dell’analogico.

Abitabilità e bagagliaio 

Si tratta di un due posti secco ma anche per dei viaggi in coppia non si soffrirà più di tanto la mancanza di spazio perché si è seduti davvero comodi con un buon margine per le ginocchia e il passeggero può vantare tanto spazio per le gambe. Non mancano poi i vani per riporre gli oggetti: dalla tasca sulle portiere ai portabottiglie al centro fino al vano di fronte al cambio o il piccolo pozzetto in mezzo ai sedili. Purtroppo il portellone posteriore non dispone di un tasto esterno ma può essere sbloccato solo dall’interno o dal telecomando della vettura. Una volta aperto ci si presenta una soglia di carico verticale abbastanza generosa, un po’ rialzata da terra ma che comunque offre un discreto spazio, per la precisione 290 litri, quindi quanto basta per un paio di borsoni e due o tre trolley piccoli. La cappelliera può essere rimossa e il vano di carico è anche comunicante con l’abitacolo, un dettaglio da non sottovalutare in termini di comodità. 

Come va?

Al volante della nuova Toyota Supra si viene subito sorpresi dalla lunghezza del cofano, è davvero infinito e la sua particolare forma ricurva verso il frontale non aiuta durante le manovre. Sarebbero indispensabili dei sensori di parcheggio perimetrali che però, non sono disponibili per questa versione a 4 cilindri, anche se troviamo di serie la retrocamera. Parlando sempre di sistemi di sicurezza la dotazione di serie comprende Cruise control, ma non adattivo, avviso di superamento della carreggiata ma non il mantenitore attivo della corsia. Troviamo poi la rilevazione dei segnali stradali e la frenata di emergenza. Per il pacchetto completo è necessario scegliere il 6 cilindri. 

Bastano letteralmente due curve per poter apprezzare la perfetta dinamica di guida assicurata da questo telaio e un rettilineo per capire che con questo 2.0 4 cilindri turbo – di tipo Twin Scroll – vince sicuramente uno stile di guida più pacato e abbottonato rispetto a quello che si potrebbe attuare con il 6 cilindri. Il motore c’è, ha molta schiena ed è ben reattivo con i suoi 258 CV e 400 Nm di coppia che le consentono di staccare lo 0-100 km/h in soli 5,2 secondi, fino a 250 km/h di velocità massima, tuttavia sopra i 5000 giri si sente che inizia a perdere di fiato, costringendoci al cambio marcia prima della linea rossa. L’enorme tenuta di strada assicurata dal suo telaio, dalle sospensioni attive e dalle gomme Michelin Super Sport rende il suo 4 cilindri quasi sottodimensionato per la potenzialità di quest’auto, ma forse è un pregio, consentendoci di spingerci sempre oltre per cercare più brivido durante la guida, senza compromettere la sicurezza. L’inserimento è fulmineo e il posteriore segue fedelmente grazie ad uno schema mutilink a 5 bracci che assicura un ottimo appoggio e nessuna reazione nervosa sulle sconnessioni. E’ sempre ben bilanciata su strada e non la metterete mai in crisi a patto di impostare la modalità Sport e disattivare completamente i controlli elettronici, a quel punto dovrete davvero esagerare con il gas per esibirvi in spettacolari traversi di potenza perché, come detto, il grip è davvero elevato. 

A livello di comfort penso siano riusciti a trovare un ottimo compromesso tra guida sportiva e sfruttabilità quotidiana, perché se da un lato, guidando forte, la sua dinamica di guida è davvero portentosa, non sfigura neanche nella vita di tutti i giorni in città: è sicuramente abbastanza rigida e secca, ma mai in modo fastidioso perché digerisce in modo rotondo e dolce tutte le buche. Volendo cercare il pelo nell’uovo mi sarei aspettato forse un suono dallo scarico più presente nell’abitacolo quando si spinge a fondo il pedale del gas. Si sente, è presente, ma risulta sempre un po’ troppo dolce rispetto al mio gusto personale e poi, un altro piccolo difetto è il cambio automatico ad otto rapporti che, essendo un Aisin con convertitore di coppia non raggiunge la fluidità di esercizio dello ZF – anch’esso con convertitore di coppia – riservato però alla versione a sei cilindri.

Quanto consuma? 

Parlando del suo 2.0 4 cilindri turbo da 258 CV siamo riusciti a staccare delle medie tra i 12 e i 13 km al litro, che scendono a circa 11 km al litro in ambito urbano e salgono oltre 16 km al litro in extraurbano. In autostrada si stabilizza su circa 14 km al litro.

Quanto costa? 

Per la nuova Toyota Supra i prezzi partono da 55.900 euro per la versione SZ-R con il 2.0 da 258 CV e si sale a 57.900 euro per la Fuji Speedway che vedete nelle immagini. La più potente RZ con il 3.0 6 cilindri da 340 CV ha un prezzo d’accesso di 67.900 euro.

Pregi e Difetti 

+ Dinamica di guida 

+ Design 

+ Posizione di guida 

– Poca visibilità nelle manovre 

– Sound poco coinvolgente 

– Motore poco grintoso agli alti regimi

 Scheda Tecnica  
 Numero posti 2
 Bagagliaio 290 litri
 Alimentazione Benzina
 Classe Euro 6D-Temp
 Potenza 258 CV
 Prezzo (da) da 55.900€

 

Foto Credit: Luca Rocchi aka @luropics (Instagram)

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