Alfa Romeo Giulietta 1.4 Multiair TCT, prova su strada
“Io sono Giulietta e finalmente ho un doppia frizione”
Guardando i numerosissimi riconoscimenti e i premi ricevuti, sia dalla stampa nazionale che internazionale, oltre ai dati di vendita, che la vedono stabilmente nella top ten italiana, si capisce come la Giulietta sia un modello indubbiamente riuscito ed apprezzato. Peró, a quest’Alfa, per competere totalmente ad armi pari e non avere davvero nulla da invidiare alle concorrenti, mancava una cosa: un bel cambio automatico, meglio se doppia frizione. Ma oggi, finalmente, l’attesa è finita , perchè è arrivato il TCT (twin clatch gearbox). Ovviamente il nostro compito sarà quello di capire se ne è davvero valsa la pena di aspettare così tanto tempo per questo cambio. Per scoprirlo, oltre ad averla provata a lungo su strada, la Giulietta l’abbiamo anche portata in pista, perchè se sei una vera Alfa, è lì che lo devi dimostrare.
Design e Interni:
È ancora bellissima, anche a 2 anni e mezzo dal lancio. Quel lato b…
Non c’è alcun dubbio che, tra le chiavi del successo della Giulietta, vi sia indubbiamente la linea, tipicamente Alfa, con quel mix di linee che richiamano la tradizione, esaltando il cuore sportivo e la passione per le belle auto che da sempre caratterizzano i modelli della casa del biscione. Lei, la Giulietta, non fa nulla per mascherare la sua indole da berlinetta sportiva, con delle forme tese e muscolose, fortemente dinamiche nonché sinuose. In particolare, sin da quando è stata presentata, chi vi scrive è sempre stato innamorato del lato b: quei fari a Led dal taglio così aggressivo, con il paraurti alto e fasciante, e la linea del portellone tronca, lo rendono uno dei più belli in circolazione. Non che il resto della vettura sia da meno, ma se il lato b ci lascia davvero entusiasti, per il muso avremmo desiderato un sbalzo anteriore più contenuto ed un taglio dei fari ancora più aggressivo. Nella vettura in prova poi, a rendere il tutto ancora più intrigante, ci pensano il colore rosso, che su un’Alfa è sempre graditissimo, le minigonne laterali, i cerchi da 17″ con disegno a turbina, e le calotte degli specchi cromate.
Abitacolo
Anche qui si respira un’area sportiva
Dando un rapido sguardo agli interni, da subito, non appena aperta la portiera, risalta l’intonazione sportiva di questa Giulietta: battitacco cromato con scritta “Alfa Romeo”, le cuciture rosse sul volante ed i bellissimi sedili in misto pelle stanno tutti lì a sottolineare che non ci troviamo al cospetto di una paciosa compatta per famiglia. La stessa sensazione te la restituisce la posizione di guida: il sedile è avvolgente e contenitivo, e la seduta è bassa. Guardando la plancia, risalta all’attenzione la grande fascia satinata, che la attraversa orizzontalmente, impreziosendo l’intero abitacolo. Decisamente gradevoli sono anche i 5 comandi a bilanciere posizionati sotto quelli dell’autoradio e del sistema di infotainment. Quest’ultimo è dotato di uno schermo a scomparsa, posizionato nella parte alta, che si ripiega in automatico ogni qual volta spegnete la vettura. Le grafiche sono senza dubbio gradevoli, ed in particolare le schermate sportive che vengono visualizzate quando si seleziona la modalità Dynamic del Dna. Le finiture e i materiali utilizzati sono certamente “di livello”, perchè tutto è piacevole da vedere, ed anche morbido al tatto. L’unica nota stonata è la troppa lamiera a vista nelle portiere. Lo spazio? Per essere una berlinetta sportiva non ci si può proprio lamentare: molto bene davanti, ma anche dietro in due si sta benone. Per di più chi siede sui sedili posteriori potrà godere delle bocchette del climatizzatore, una rarità per vetture del segmento. Il bagagliaio, con i suoi 350 litri, si afferma come tra i più capienti della categoria. La soglia di carico, però, non è delle più basse.
Comportamento su Strada:
Sorprendentemente confortevole, ma anche decisamente appagante per gli amanti della bella guida
Quando si parla di un’Alfa, per i fedelissimi del marchio, le doti stradali vengono prima delle finiture, dei consumi, del prezzo, e di qualsiasi altra cosa. Bene, possiamo dirvi già da ora che, anche chi si definisce un Alfista DOC non potrà che restare contento. Ma andiamo con ordine. Grazie al manettino del Dna, che agisce anche sulle logiche di funzionamento del TCT, è un po’ come avere due Giulietta in una. In normal, infatti, a prevalere è l’animo più tranquillo della vettura, pensato per quando non hai voglia di metterti a fare il pilota: la risposta all’acceleratore è docile e progressiva, il volante è leggero, ed il cambio passa subito ai rapporti superiori, per contenere al massimo rumorosità e consumi. Relativamente al TCT, nel traffico, abbiamo potuto apprezzare la dolcezza nelle cambiate, praticamente inavvertibili, ma anche la prontezza nel kick down, non appena si preme con decisione sull’acceleratore. Un solo appunto negativo: lo stacco della frizione è un po’ brusco quando si procede in colonna a passo d’uomo. Ma passiamo ora alla modalità Dynamic e, già che ci siamo, varchiamo anche i cancelli della pista.
Non appena messe le ruote tra i cordoli del Motodromo di Castelletto di Branduzzo si capisce che, spostando il manettino nella modalità più sportiva, la nostra Giulietta diventa un’auto diversa. La risposta al pedale del gas ora è molto più decisa, quasi rabbiosa, il volante si fa molto più carico, ed il TCT adesso tira le marce fin su al limitatore, con le cambiate che si fanno molto più sportive. Ma in pista vogliamo essere noi ad avere il controllo: selezioniamo quindi la modalità manuale. Adesso saremo noi a scegliere quando cambiare rapporto tramite i paddle al volante, o agendo in alternativa sulla leva del cambio. Beh, anche in pista, e quindi nell’uso sportivo, il TCT ci lascia pienamente soddisfatti: le cambiate sono sempre rapide e secche. Manca forse un pelino di cattiveria, ma va benissimo così. Peccato soltanto che i paddle siano davvero piccolini,tanto che per azionarli bisogna muovere le mani dalla fatidica posizione delle 9.15. Giro dopo giro arrivano risposte assolutamente positive anche dallo sterzo e dal telaio: il primo è parecchio pronto e diretto, mentre l’assetto, che su strada non ci era sembrato eccessivamente rigido, in pista si è mostrato ben frenato, annullando come si deve il rollio. Molto apprezzabile è anche il funzionamento del differenziale elettronico q2: non ci sono mai reazioni fastidiose sul volante e non si hanno mai problemi a mettere a terra tutti i cavalli, anche in uscita dalle curve più strette. In Dinamyc cambia anche la consistenza del pedale del freno: più pesante e più pronto a “pinzare” alla minima pressione del piede. Dunque, complessivamente, la guida è senza dubbio molto appagante, nonchè divertente. Peccato soltanto che non si possa disattivare mai del tutto l’ESP: giustissimo su strada, meno condivisibile in pista.
Motore e prestazioni
L’accoppiata Multiair-TCT funziona alla grande
Aprire il cofano e trovare una bella scritta rossa “turbonenzina”, in un epoca in cui, su vetture di gamma medio alta spopolano i diesel, fa sempre piacere. Piacere che aumenta ulteriormente a livello uditivo: il rumore del 1.4, in accelerazione, è sempre ben presente, con tonalità rauche che si incattiviscono mano a mano che ci si addentra nella parte alta del contagiri. A velocità costante, invece, la voce si placa, consentendo di viaggiare con un buon comfort acustico. Con i suoi 170 cv, il 4 cilindri turbo di casa Alfa è anche capace di offrire delle prestazioni degne del blasone del marchio: 0-100 in 7.7 secondi, e velocità massima di 218 km/h. Il funzionamento del propulsore è però molto omogeneo e regolare, con una spinta costante dai 2.000 giri fino alla prossimità della zona rossa. Trattandosi di una vettura con una forte intonazione sportiva, non ci sarebbe dispiaciuta tuttavia un pelino di cattiveria in più in alto. Notevole invece la ripresa: grazie al TCT si mette giù tutto, e la Giulietta si proietta in avanti sempre con decisione. Si passa dai 70-80 km/h a 130 e più davvero in un batter d’occhio.
Consumi e Costi:
Le richieste di carburante dipendono molto da voi: può consumare poco, può consumare un po’
Certo, di questi tempi, parlare di un turbobenzina, per di più con 170 cv, di primo acchito può fare un po’ spavento. Nulla di più sbagliato: il 1.4 Multiair ha tutte le carte in regola non solo per consumare poco, ma anche per non far rimpiangere una motorizzazione a gasolio. Con il piede di velluto, infatti, medie di 14 km/l sono alla portata. Ma, il vero problema, data la vivacità della vettura e del propulsore, è resistere alla tentazione di premere l’acceleratore con poca parsimonia. In quel caso le medie si avvicinano ai 10-11 km/l, ma, come vi abbiamo già detto, dipende tutto da voi. La Giulietta ci ha dimostrato che comprare un turbobenzina, per di più con una buona potenza, non è più equivalente a dover diventare i migliori amici del benzinaio. Non manca ovviamente il sistema start&stop, che ha un funzionamento in maniera inappuntabile. Listino? La Giulietta, secondo noi, ha un posizionamento un po’ particolare: è senza dubbio un gradino sopra rispetto a vetture più “popolari”, come ad esempio Focus, i30, Bravo o Mégane. Ma, allo stesso tempo, è anche un gradino sotto rispetto alle concorrenti così dette premium, quali Serie 1 o Audi A3. I prezzi, infatti, partono da 18.770 € per la 1.4 turbo 105 cv, che diventano 27.920 € nel caso della nostra 1.4 Multiair 170 cv Exclusive dotata del doppia frizione TCT e di una ricca lista di optional.
In conclusione
Innanzitutto, dobbiamo confessarvi che questo TCT ci è piaciuto talmente tanto che difficilmente, se mai dovessimo acquistare una Giulietta, opteremmo per un tradizionale cambio manuale. Al di là del cambio, peró, la Giulietta ha dimostrato di essere davvero una gran macchina, molto bella da guidare oltre che da vedere. Chi la critica, dicendo che altro non è che una Bravo ricarrozzata, è completamente fuoristrada. Peró, da Alfista, concedetemi le ultime righe per fare alcune considerazioni personali: non vi nascondo che, non avendo mai avuto possibilità di provarla approfonditamente in precedenza, come molti Alfisti, anche io avevo dei pregiudizi sulla vettura, ma mi sono dovuto ricredere totalmente, perchè la Giulietta merita assolutamente il marchio che porta sul cofano. È una vera Alfa. A questo punto, dopo l’arrivo della doppia frizione, spero che arrivi al più presto anche un bel restyling, per consentire alla Giulietta di dire la sua di fronte a tutte le concorrenti indistintamente, per molti altri anni. Diversamente da quanto accaduto con 159, Brera e Gt, lasciate morire senza troppa considerazione. E poi (anche se da questo punto di vista qualcosa si sta muovendo),visto che in Alfa le belle macchine le sanno fare ancora, e visto l’appeal ancora fortissimo del marchio, mi piange il cuore a vedere una gamma ridotta alle sole MiTo e Giulietta. Giulia e 4C, per favore, arrivate presto! Scusate il piccolo sfogo da Alfista.
Pro e Contro
| Ci Piace | Non Ci Piace |
|---|---|
| L'accoppiata TCT-Multiair va davvero benone. La guida è al top per il segmento. Sempre appagante senza mai scordare la sicurezza ed il comfort. | Paddle del TCT troppo piccoli e non comodissimi da raggiungere. |
Alfa Romeo Giulietta 1.4 Multiair TCT: la Pagella di Motorionline
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