Audi e-tron: aerodinamica da record

L'inedito Suv elettrico vanta dettagli aerodinamici esclusivi

Audi ha posto grande cura nella progettazione aerodinamica della sua nuova e-tron raggiungendo risultati rilevanti a tutto vantaggio dell'autonomia di marcia
Audi e-tron: aerodinamica da record

Audi e-tron – In attesa della presentazione ufficiale che si terrà esattamente tra tre mesi il prossimo 30 Agosto, il costruttore di Ingolstadt svela alcuni dettagli che hanno caratterizzato la nascita e lo sviluppo dell sua prima Suv 100% elettrica. In una nota diffusa agli organi di stampa, Audi ha voluto porre l’attenzione sull’aerodinamica che contraddistingue l’inedita e-tron.

L’aerodinamica ha già un valore alto in rapporto alle vetture tradizionali ed assume un valore enorme se rapportato alle vetture elettriche in quanto migliore è l’aerodinamica di una vettura elettrica, più generosa sarà la sua autonomia. A tal riguardo Audi ha sottolineato: “Sulle lunghe percorrenze, dove la e-tron gioca in casa, la resistenza aerodinamica costituisce l’ostacolo più rilevante al movimento, molto più della resistenza al rotolamento e dell’inerzia dovuta alla massa. In aggiunta, l’energia che un’auto impiega per sconfiggere tale fattore non è recuperabile. Per questo, un’aerodinamica efficiente riveste un’importanza determinante”.

Nella galleria del vento di Ingolstadt, gli ingegneri Audi hanno lavorato di fino sulla e-tron per garantire un’aerodinamica da record alla nuova nata. Grazie ad un coefficiente di resistenza aerodinamica (CX) di 0,28, inferiore di 0,07 rispetto a una vettura tradizionale dalle dimensioni equivalenti, la e-tron ha fatto registrare un valore stupefacente nel segmento dei Suv, risultato che ha contribuito in modo determinante nel garantire l’autonomia di oltre 400 chilometri nel nuovo ciclo WLTP che si propone di riflettere in modo più realistico i consumi delle vetture nell’uso quotidiano.

Per arrivare al coefficiente di resistenza pari a 0,28, in cui un centesimo del coefficiente CX corrisponde a circa 5 chilometri di autonomia negli spostamenti quotidiani, Audi ha adottato molteplici soluzioni aerodinamiche. Grazie alla nuova Audi e-tron, gli specchietti retrovisivi esterni virtuali (optional a richiesta) debuttano a livello mondiale: decisamente più corti di quelli tradizionali, riducono la larghezza della vettura di 15 centimetri rispetto a una soluzione convenzionale, a tutto vantaggio non solo della resistenza aerodinamica, ma anche della rumorosità.

Negli specchietti retrovisori esterni virtuali ciascuna delle estremità dei supporti va ad integrare una piccola telecamera. Le immagini registrate vengono visualizzate mediante dei display OLED installati nella zona di transizione tra plancia e porta. Gli specchietti retrovisivi esterni virtuali si adattano alle diverse situazioni di guida, massimizzando la sicurezza. Mediante il sistema MMI di Audi sono opzionabili tre visualizzazioni: per la marcia in autostrada, in fase di curva e per il parcheggio.

Un ulteriore elemento tecnico di pregio della nuova Audi e-tron è costituito dal sistema Adaptive air suspension, ovvero dalla combinazione di molle pneumatiche e di ammortizzatori regolabili. Grazie a questo inedito sistema, a partire da una velocità di 120 km/h, l’assetto viene ribassato per un massimo di 26 millimetri rispetto alla configurazione standard, riducendo così la resistenza aerodinamica della vettura.

Inoltre, sempre al fine di migliorare l’aerodinamica, il sottoscocca della nuova Audi e-tron è integralmente carenato: in corrispondenza della cella dell’abitacolo, una lastra di alluminio protegge la batteria dagli urti, mentre i punti di fissaggio, dalla conformazione a fossette, evocano le “dimple” di una pallina da golf. Così facendo il deflusso dell’aria sotto la vettura risulta più efficiente rispetto ad una semplice superficie piana.

Alla ridotta resistenza aerodinamica della nuova Audi e-tron contribuisce anche la presa d’aria adattiva (SKE), costituita da un telaietto posizionato alle spalle del single frame che cela due feritoie a gestione elettrica. Quando queste sono chiuse, l’aria fluisce senza generare vortici, ma non appena risulta necessario raffreddare i componenti del propulsore o il condensatore del climatizzatore, prima si apre la feritoia superiore e successivamente anche quella inferiore.

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