Auto Union Lucca rinasce: Audi riporta in Italia la freccia d’argento da record
La replica della celebre streamliner va ad arricchire la famiglia delle Frecce d’Argento appartenenti alla collezione storica di AUDI AG
C’è un tratto di strada, nei pressi di Lucca, che nel 1935 entrò nella storia dell’automobile. Fu lì che una Auto Union carenata, nata per sfidare i limiti della velocità e dell’aerodinamica, stabilì un primato destinato a renderla leggendaria. Oggi quella vettura torna idealmente nel luogo del suo record grazie ad Audi Tradition, che ne ha realizzato una ricostruzione fedele e la presenta per la prima volta proprio nella città toscana. Il 15 febbraio 1935, la Auto Union Lucca raggiunse una velocità media di 320,267 km/h sul miglio con partenza lanciata e toccò una punta di 326,975 km/h.
La replica della celebre streamliner va ad arricchire la collezione storica di Audi
Numeri straordinari per l’epoca, sufficienti a farne la vettura da corsa stradale più veloce del mondo. Dietro quel risultato c’erano ricerca tecnica, coraggio e una visione dell’automobile già proiettata verso il futuro. La vettura derivava dalla Auto Union Type B ed era una vera pietra miliare dell’aerodinamica applicata alle competizioni. Negli anni Trenta, i record di velocità erano seguiti con enorme attenzione da pubblico e stampa. Era una sfida tra marchi, ingegneri e piloti. Da una parte Mercedes-Benz, dall’altra Auto Union, nata nel 1932 dall’unione di Audi, DKW, Horch e Wanderer.
Per battere i primati stabiliti da Rudolf Caracciola con Mercedes-Benz, gli ingegneri Auto Union lavorarono sull’evoluzione della Type A, sviluppando una vettura ancora più estrema. Nacque così la Type B in configurazione streamliner, frutto anche delle ricerche nella galleria del vento dell’Istituto di Ricerca Aeronautica di Berlino-Adlershof. Per l’Europa dell’epoca era un approccio radicalmente nuovo allo sviluppo di un’auto da competizione.

La carrozzeria in alluminio venne accuratamente levigata, rivestita con vernice trasparente e modellata per ridurre al minimo la resistenza all’aria. Le ruote a raggi furono coperte con speciali elementi lenticolari, mentre la coda allungata e sagomata a pinna contribuiva a rendere la silhouette inconfondibile. Sotto quella forma futuristica lavorava un V16 sovralimentato di circa 5,0 litri, capace inizialmente di 343 CV.
La caccia al record non fu semplice. Dopo i primi test all’AVUS di Berlino, il team puntò inizialmente sull’Ungheria, vicino a Gyón, dove Caracciola aveva stabilito il proprio primato. Il maltempo, però, complicò i piani. Anche il successivo tentativo in Lombardia venne ostacolato dalla neve. Auto Union si spostò quindi più a sud, individuando un tratto ideale lungo la strada Firenze-Viareggio, tra Pescia e Altopascio, nei pressi di Lucca.
Quel rettilineo, lungo circa cinque chilometri, con fondo regolare e buona aderenza, offriva le condizioni giuste. Il 14 febbraio iniziarono le prove, con regolazioni continue sulla presa d’aria del radiatore, sulle coperture delle ruote e su altri dettagli aerodinamici. La mattina successiva, alle 9.00, Hans Stuck tornò in pista. Dopo diversi tentativi e ulteriori affinamenti, arrivò il record.
La Auto Union Lucca divenne così un simbolo dell’innovazione tecnica dei quattro anelli. Un’auto nata in un’epoca pionieristica, ma già capace di anticipare concetti che sarebbero diventati centrali nello sviluppo automobilistico moderno: aerodinamica, leggerezza, gestione dei flussi e integrazione tra forma e funzione.
La vettura originale, come molte auto da corsa dell’epoca, andò incontro a trasformazioni successive. Dopo il record, una configurazione molto simile venne presentata alla Mostra Internazionale dell’Automobile e della Motocicletta di Berlino. In seguito, la Type B fu adattata anche per l’utilizzo in gara, prendendo parte al Gran Premio AVUS del 1935.
La replica realizzata da Audi Tradition restituisce oggi visibilità a quella pagina di storia. Il lavoro è stato affidato allo specialista inglese Crosthwaite & Gardiner, sulla base di fotografie storiche e documenti d’archivio. Il progetto ha richiesto oltre tre anni ed è stato completato all’inizio del 2026. Tutti i componenti sono stati costruiti a mano, con un livello di attenzione coerente con il valore storico del modello.

Il coefficiente aerodinamico rilevato nella galleria del vento Audi è pari a 0,43, un dato che conferma la qualità del lavoro compiuto già negli anni Trenta. Secondo Stefan Trauf, responsabile Audi Tradition, la Auto Union Lucca resta una pietra miliare dell’aerodinamica automobilistica e un esempio perfetto dello spirito “Vorsprung durch Technik”.
Dopo la presentazione a Lucca, la ricostruzione sarà protagonista anche al Festival of Speed di Goodwood, in programma dal 9 al 12 luglio in Inghilterra. Un nuovo palcoscenico internazionale per una vettura che, quasi un secolo dopo il suo record, continua a raccontare cosa significhi innovare davvero.
Seguici qui








