Audi ha portato a FuoriConcorso Como il suo DNA sportivo: dalle leggende di Le Mans alla nuova RS 5
11 vetture esposte: dal Gruppo B alle auto di Le Mans e Formula 1 sino a nuova Audi RS 5
Audi ha scelto FuoriConcorso Como per raccontare una parte molto importante della sua storia: quella costruita tra Motorsport, innovazione e ricerca della performance. Per la prima volta alla manifestazione dedicata alla cultura automobilistica, il marchio dei quattro anelli ha portato sulle rive del Lago di Como una selezione di modelli che non rappresentano solo auto da ammirare, ma tappe fondamentali di un percorso tecnico e sportivo lungo decenni.
Audi presente per la prima volta alla manifestazione dedicata all’eccellenza della cultura automobilistica
L’edizione 2026, intitolata “KraftMeister”, si è svolta il 16 e 17 maggio a Villa Sucota, in uno scenario capace di valorizzare ancora di più il racconto Audi. Dopo la presenza alla Milano Design Week, dove il brand aveva messo al centro design, innovazione ed emozione, a Como l’attenzione si è spostata sulla sua anima più sportiva: quella che nasce in pista, si sviluppa nelle competizioni e arriva poi sulle vetture di serie.
La presenza Audi non è stata una semplice passerella di modelli storici. Le 11 vetture esposte hanno disegnato un viaggio attraverso epoche e categorie molto diverse: dai rally del Gruppo B alla 24 Ore di Le Mans, dalla Formula E alla Dakar, fino alla futura avventura in Formula 1. Un percorso che mostra come, per Audi, il Motorsport sia sempre stato molto più di una vetrina: un laboratorio dove mettere alla prova idee, tecnologie e soluzioni destinate a lasciare il segno.
Tra le protagoniste c’erano icone come Audi Sport quattro del 1984, una vettura che ha cambiato il modo di intendere la trazione integrale nei rally. Al suo fianco, Audi Sport quattro S1 E2 del 1985 ha ricordato una delle stagioni più spettacolari e radicali del Gruppo B. La Audi 90 quattro IMSA GTO del 1989 ha invece portato il racconto negli Stati Uniti, dove la tecnologia quattro fu spinta a livelli estremi con un cinque cilindri turbo da oltre 700 CV.

Il dialogo tra competizione e strada è passato anche da Audi RS2 Avant, prodotta tra il 1994 e il 1995 in appena 2.908 esemplari. Nata con il contributo di Porsche, è considerata la vettura che ha dato origine alla filosofia RS: prestazioni da sportiva vera, ma con la praticità di un’auto da usare ogni giorno. Una formula che oggi viene reinterpretata dalla nuova Audi RS 5, prima plug-in hybrid nella storia di Audi Sport.
La nuova RS 5 ha rappresentato il volto più contemporaneo dell’esposizione. Sotto la carrozzeria lavora il V6 2.9 TFSI biturbo, affiancato dalla propulsione elettrica, per una potenza complessiva fino a 639 CV. La trazione quattro con Dynamic Torque Control debutta per la prima volta su una vettura di serie, mentre lo scatto da 0 a 100 km/h richiede appena 3,6 secondi. Sono numeri importanti, ma raccontano soprattutto la volontà di portare su strada tecnologie nate dalla cultura della competizione.
Il percorso Audi ha dedicato spazio anche all’endurance, disciplina in cui il marchio ha costruito una reputazione fortissima. La R15 TDI del 2009, con il suo V10 Diesel da oltre 600 CV, e la R18 e-tron quattro del 2013, simbolo della svolta ibrida a Le Mans, hanno mostrato come efficienza e velocità possano diventare parte dello stesso linguaggio tecnico.
A dare ancora più valore all’appuntamento sono stati Allan McNish, Tom Kristensen e Rinaldo “Dindo” Capello, tre nomi legati in modo profondo alla storia sportiva Audi. Durante la conversation “Autenticità e avanguardia: l’identità sportiva Audi”, i tre ex piloti hanno raccontato il Motorsport da una prospettiva diretta, fatta di esperienza, metodo e lavoro di squadra.
McNish, oggi Racing Director di Audi Revolut F1 Team, ha spiegato che “tecnologia e sport seguono strade parallele” e che spesso “non si tratta di correre una sprint, bensì una maratona”. Kristensen, vincitore per nove volte della 24 Ore di Le Mans, ha ricordato che “la velocità è una conseguenza di molteplici fattori”. Capello ha completato il concetto sottolineando che “la velocità è solo l’ultima parte del nostro lavoro”, perché la vera differenza si costruisce fianco a fianco con chi progetta e sviluppa la vettura.

Lo sguardo al futuro è stato affidato anche ad Audi R26, la monoposto che accompagnerà il marchio nel suo ingresso in Formula 1 nel 2026. Una nuova sfida, coerente con la storia Audi: usare le competizioni più avanzate per sperimentare tecnologia, efficienza e soluzioni destinate a definire la performance di domani.
Seguici qui
