Autostrade, Antitrust avvia procedimento per la mancata riduzione dei pedaggi

Agcm: "Aspi non è intervenuta nei tratti con problemi di viabilità"

Autostrade, Antitrust avvia procedimento per la mancata riduzione dei pedaggi

Dopo la sanzione di 5 milioni di euro ricevuta lo scorso marzo dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Autostrade per l’Italia aveva assunto l’impegno di ridurre il costo del pedaggio nelle tratte con notevoli problemi di viabilità. Cosa che però non è avvenuta e che ha portato l’Agcm ad intervenire nuovamente avviando un procedimento di inottemperanza nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.A. (Aspi).

Rispetto a qualche mese fa, Aspi, concessionaria cui faceva capo il Ponte Morandi, ha cambiato proprietà, passando dalle mani di Atlantia, gruppo della famiglia Benetton, al consorzio guidato da Cassa depositi e prestiti, affiancata da due fondi. Cambio di proprietà che però non la fa venire meno al rispetto degli obblighi risalenti a qualche mese fa. 

“Non ha cessato la pratica scorretta accertata a marzo 2021”

Nelle motivazioni relative al procedimento su Autostrade per l’Italia, l’Authority spiega che Aspi non ha dato seguito alla diffida che le imponeva “di cessare la pratica scorretta accertata nel mese di marzo 2021, atteso che Aspi non ha ridotto il costo del pedaggio e/o non ha adottato alcuna procedura per riconoscere agevolazioni tariffarie e rimborsi per le tratte autostradali in cui si verificano rilevanti criticità nella viabilità a causa di lavori straordinari per la messa in sicurezza delle infrastrutture che risentono di gravi carenze nella gestione e nella manutenzione”.

Le tratte autostradali sulle quali erano attesi gli interventi di Aspi

Per tali mancanze della concessionaria, al termine dell’istruttoria l’Agcm era intervenuta con una sanzione di 5 milioni di euro per la mancata riduzione del pedaggio relativa ad alcun tratti della rete: autostrade A/16 Napoli/Canosa, A/14 Bologna/Taranto, A/26 Genova Voltri-Gravellona Toce e, per le parti di sua competenza, A/7 Milano-Serravalle-Genova, A/10 Genova-Savona-Ventimiglia e A/12 Genova-Rosignano. Su queste tratte infatti, come ricorda la nota dell’Agcm, “si erano registrate importanti riduzioni delle corsie di marcia e/o specifiche limitazioni della velocità massima consentita, con conseguente notevole disagio non solo per i consumatori ma anche per gli autotrasportatori, in termini di code, rallentamenti e significativo aumento dei tempi di percorrenza”.

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