Blancpain GT Series, Endurance Cup: weekend di successo a Monza

Lamborghini tra i protagonisti davanti a oltre 20 mila presenti

Blancpain GT Series, Endurance Cuo - Successo a Monza con oltre 20 mila spettatori che hanno assistito dal vivo all'emozionante weekend. Lamborghini si è rivelato il marchio protagonista della due giorni con il monomarca Super Trofeo (serie Europa) e con la di gara 3 ore, aggiudicandosi il primo posto.
Blancpain GT Series, Endurance Cup: weekend di successo a Monza

Il primo weekend stagionale dell’Endurance Cup targato Blancpain GT Series, svoltosi a Monza, ha confermato il successo della serie ideata da Stèphane Ratel, che dal 2011 fa tappa sul tracciato brianzolo. Circa 20.500 appassionati hanno assistito allo spettacolo del campionato, la cui peculiarità è il rapporto cristallino col pubblico, permettendo un’esperienza in prima persona.

Presenti oltre 50 auto (tutte gommate Pirelli) rappresentanti 12 costruttori diversi e divise fra le classi Pro-Cup, Pro-Am Cup e AM Cup, che hanno caratterizzato l’intero weekend. Come di consueto, l’evento è stato affiancato dal Lamborghini Super Trofeo, uno dei monomarca più competitivi del mondo, nonchè in continua crescita con l’aggiunta della serie Medio Oriente che è andata ad unirsi con le già esistenti serie in Asia, in Nord America e, appunto, in Europa dove ha preso il via tra sabato e domenica. In totale 9 Huracàn GT3 e circa 40 Huracàn Super Trofeo schierate dai rispettivi team e nelle rispettive serie che hanno goduto del supporto di Lamborghini Squadra Corse.

Il marchio di Sant’Agata Bolognese si è rivelato il protagonista, specialmente per quanto concerne l’Endurance Cup cogliendo un’importante vittoria dopo aver dominato sui propri avversari per quasi tutte le 3 ore di gara, con la mega-carambola verificatasi in partenza, replicando la prima vittoria assoluta ottenuta nel 2015, anno in cui debuttò la Huracàn GT3. A tagliare il traguardo per prima la vettura del GRT Grasser Racing Team con l’equipaggio ufficiale: Mirko Bortolotti, Andrea Caldarelli e Christian Engelhart.

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