Citroën DS3 e DS4, primo contatto con i nuovi motori 2015 [FOTO e VIDEO]

Si punta su downsizing e abbattimento dei consumi

Le gamme CItroën DS3 e DS4 possono ora contare su una serie di nuovi motori che puntano ad abbassarne i consumi e l'impatto ambientale, senza per questo rinunciare eccessivamente a prestazioni, spinta e piacere di guida. Disponibili da gennaio, li abbiamo provati per voi in anteprima

Citroën DS3 e DS4 – Continuiamo a chiamarle Citroën, ma ben sappiamo che le gamme DS3 e DS4 hanno ormai raggiunto una vera e propria indipendenza dal marchio della Double Chevron. Ne è conferma non solo la scelta di marketing della casa francese, ma anche come le vetture della serie siano proposte in maniera quasi completamente separata. Ulteriore testimonianza è il DS Store di Parigi, il negozio ufficiale del neonato marchio che dalla capitale francese punta non solo a diffondere in termini di vendite le nuove auto, ma anche a creare una vera e propria filosofia di attenzione e cura del cliente, sulla stessa strada di altri marchi molto noti come Apple o Nespresso.

Proprio alla luce di quest’aria nuova, il 2015 inizia all’insegna di una serie di nuovi motori particolarmente elaborati e performanti, specificatamente sul fronte consumi, ma anche su quello delle prestazioni. Noi abbiamo potuto metterci alla guida di tre diverse unità, una dedicata alla DS3 (anche per la sua versione cabrio) e due per la DS4. Andando con ordine, parliamo prima di tutto della più piccola delle due sorelle. Sotto al cofano troviamo il nuovo THP da 1.600 cc, in grado di sviluppare una potenza massima di ben 165 CV e una coppia di 240 Nm. Rispetto al vecchio motore che va a sostituire, guadagna circa nove cavalli di potenza, il che già anticipa come dal punto di vista prestazionale le differenze non siano poi moltissime. Si tratta comunque di un motore dotato di una buona silenziosità e di una risposta decisamente appagante in senso generale. Pur non essendo un’unità molto sportiva, rappresenta un buon investimento per chi desidera un’auto divertente da guidare, senza per questo sfociare in qualcosa di esagerato. Del resto questo THP puntava soprattutto a migliorare le sue prestazioni dal punto di vista dei consumi e dell’impatto ambientale, così da ottenere la certificazione Euro 6. Ovviamente nella nostra breve prova non abbiamo ancora potuto verificare inequivocabilmente la veridicità dei dati ufficiali, che comunque si mostrano incoraggianti. La casa francese parla infatti di un consumo medio nel ciclo combinato europeo di 5,6 litri/100 km, mentre le emissioni di CO2 si fermerebbero sui 129 g/km. Tenendo conto della potenza complessiva dell’unità, ci sembrano dei risultati degni di nota, per quanto dovremo poi verificarli su un test drive più approfondito.

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Passiamo ora a parlare della DS4. Per l’occasione abbiamo potuto provare una delle unità maggiormente interessanti per il mercato italiano, ovvero il Blue HDi da 120 CV di potenza e 300 Nm di coppia. Questo motore in particolare si presenta come uno dei più parchi e rispettosi dell’ambiente dell’intera offerta della casa francese. Sempre secondo i dati ufficiali, parliamo di consumi che nel ciclo europeo si assestano sui 3,7 litri/100 km, mentre la CO2 emessa nell’atmosfera si fermerebbe sui 97 g/km, superando così la tanto agognata barriera dei 100 grammi. In generale, comunque, si tratta di un motore con una buona potenza e facile da gestire. La silenziosità che avevamo avuto modo di verificare già sul benzina della DS3 viene ulteriormente migliorata sulla sorella più grande, in parte com’è naturale che sia per questo genere di meccaniche, in parte anche per la realizzazione effettiva del sistema. La potenza viene erogata in maniera molto omogenea e senza particolari picchi, ma dobbiamo anche notare come questo Blue HDi riesca a fornire una discreta accelerazione. La spinta si fa notare in particolare quando si superano i 1.800 giri di regime.

La nuova offerta della DS4 si chiude con il nuovo 1.200 Puretech a tre cilindri da 130 CV, che va a sostituire nell’offerta della gamma il vecchio 1.600 Vti da 120 CV. Da un punto di vista prestazionale stiamo parlando di un discreto passo avanti rispetto al Blue HDi e non solo per la naturale differenza tra benzina e diesel (che comunque si fa sentire). Parliamo di una meccanica in grado di far scattare la vettura anche ai regimi più bassi, grazie alla coppia quasi immediatamente disponibile, per poi crescere in maniera piuttosto omogenea e costante. Ovviamente tutto ciò contribuisce a far crescere il piacere di guida, che veniva già esaltato dalle caratteristiche intrinseche dell’auto. La DS4 conferma il suo essere una vettura di livello premium, senza toccare esagerazioni a livello di dotazioni o design. Se la DS5, ad esempio, è un’auto piuttosto impegnativa per chi non è interessato ad alcuni suoi particolari, la DS4 rappresenta un’ottima via di mezzo tra la compattezza della DS3 e la completezza della sua sorella più grande. Il downsizing operato sulla meccanica, tra l’altro, è esente da eccessiva rumorosità e vibrazioni, senza contare che a livello di consumi sono stati fatti dei notevoli passi avanti rispetto al vecchio 1.600. Si parla di un consumo nel ciclo combinato di 5 litri/100 km, mentre le emissioni di CO2 arriverebbero al massimo a 116 g/km.

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