Citroën rilancia Gëneration AMI: a Roma il progetto contro bullismo e cyberbullismo
Citroën Ami protagonista dell’iniziativa volta a promuovere una comunicazione consapevole tra le generazioni
Citroën continua a stare accanto ai ragazzi, alle famiglie e alla scuola con Gëneration AMI, il progetto nato per parlare di bullismo e cyberbullismo in modo concreto, vicino alla vita di tutti i giorni. L’iniziativa, avviata nel 2021 insieme al Centro Nazionale Contro il Bullismo – BulliStop, porta avanti un messaggio chiaro: il rispetto si impara anche attraverso le parole, i gesti, l’ascolto e la capacità di riconoscere l’altro.
Citroën Ami protagonista dell’iniziativa volta a promuovere una comunicazione consapevole tra le generazioni
È dentro questo percorso che si è svolto a Roma, nell’Auditorium dell’IIS Matteucci, l’incontro gratuito “Il peso delle parole”, pensato per genitori, docenti ed educatori. In sala oltre sessanta partecipanti, riuniti per confrontarsi su un tema che riguarda da vicino la crescita dei più giovani: il modo in cui si comunica, si ascolta, si corregge, si consola o, a volte senza volerlo, si ferisce.
Gëneration AMI è arrivato nell’anno scolastico 2025-2026 alla quinta edizione e ha già coinvolto oltre 44.000 studenti e 2.684 classi in tutta Italia. Numeri importanti, ma dietro le cifre c’è soprattutto un lavoro quotidiano fatto di incontri, attività educative, dialogo con le scuole e attenzione alle famiglie. L’obiettivo non è solo raccontare che cosa sia il bullismo, ma aiutare adulti e ragazzi a riconoscerlo quando nasce, anche nelle sue forme meno evidenti: una presa in giro ripetuta, un’esclusione dal gruppo, un messaggio offensivo, una parola detta per colpire.
Il seminario romano, che si è tenuto il 22 aprile dalle 18.00 alle 19.30, è stato condotto dalla Dott.ssa Antonella Elena Rossi, psicologa, pedagogista e criminologa con oltre trent’anni di esperienza e volto noto di programmi RAI. Il suo intervento ha accompagnato il pubblico in una riflessione semplice e profonda: le parole non sono mai neutre. Possono sostenere un ragazzo in un momento difficile, dargli fiducia, farlo sentire accolto. Oppure possono diventare un peso, lasciare insicurezza, alimentare vergogna, rabbia e isolamento.
Da qui il titolo dell’incontro, “Il peso delle parole”. Un peso che gli adulti hanno la responsabilità di conoscere, perché ogni relazione educativa passa anche dal linguaggio. Un rimprovero, una battuta, un commento sul corpo, sul carattere o sul rendimento scolastico possono restare impressi più a lungo di quanto si immagini. Allo stesso tempo, una parola scelta con cura può aprire uno spazio di dialogo, sciogliere una tensione, aiutare un ragazzo a sentirsi meno solo.
Durante l’appuntamento non sono mancati esempi pratici e momenti di confronto con il pubblico. Genitori, insegnanti ed educatori hanno potuto portare domande, dubbi e situazioni reali, trasformando il seminario in un’occasione di ascolto reciproco. È emersa con forza l’importanza di costruire una rete tra scuola e famiglia, perché la prevenzione del bullismo non può essere affidata a un solo ambiente. Serve una comunità adulta capace di osservare, intervenire e accompagnare.
L’incontro di Roma si inserisce in un calendario più ampio di attività che Citroën porta avanti con Gëneration AMI: percorsi digitali, iniziative in presenza, strumenti interattivi e progetti speciali pensati per parlare ai ragazzi con linguaggi diversi. Tra questi c’è lo spettacolo “Together is Better”, previsto a Roma nel settembre 2025, dove una classe simbolica diventa il luogo in cui emozioni diverse si incontrano e si scontrano. L’arrivo di Ami, inizialmente esclusa perché diversa, cambierà il gruppo e mostrerà come collaborazione, empatia e accoglienza possano diventare la risposta più forte al bullismo.
Il messaggio del progetto è arrivato anche nel mondo aziendale con il workshop “Il peso delle parole”, che si è svolto a Torino nel dicembre 2025 per i dipendenti Stellantis. Un modo per ricordare che il tema non riguarda solo la scuola, ma tutti gli adulti che, in famiglia o nella società, possono contribuire a creare relazioni più sane.
In questo percorso, Citroën AMI è diventata un simbolo riconoscibile. Piccola, accessibile, diversa dalle auto tradizionali, inizialmente osservata con curiosità e qualche pregiudizio, oggi rappresenta bene il cuore del progetto: ciò che è fuori dagli schemi non va respinto, ma compreso. Perché spesso è proprio dalla diversità che nasce il cambiamento.
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