DPCM 3 dicembre 2020, parametri di valutazione rischio: le Regioni chiedono al Governo di ridurli da 21 a 5

L'ISS risponde sull'utilità di mantenere gli attuali 21 criteri

DPCM 3 dicembre 2020, parametri di valutazione rischio: le Regioni chiedono al Governo di ridurli da 21 a 5

Da giorni si discute del complesso meccanismo, basato su 21 parametri, che il Comitato tecnico scientifico, l’Istituto Superiore di Sanità e la Cabina di regia per il monitoraggio del rischio sanitario utilizzano per valutare il rischio di contagio da Covid-19 nelle regioni italiane, definendo così la loro collocazione nelle tre aree (gialla, arancione e rossa), ognuna con specifiche misure restrittive, che abbiamo imparato a conoscere nelle ultime settimane.

I cinque indicatori sostitutivi proposti dalle Regioni

Meccanismo che viene però giudicato eccessivamente complicato anche da molti presidenti di Regioni. Così la Conferenza delle Regioni riunitasi ieri ha avanzato la proposta al Governo di un intervento di semplificazione dei parametri, passando dagli attuali 21 a 5 indicatori specifici, per definire il livello di rischio delle regioni. Secondo le Regioni, i 21 criteri utilizzati attualmente, giudicati inadeguati e da rivedere, andrebbero sostituiti con questi cinque parametri: percentuale di tamponi positivi (escludendo attività di screening e re-testing degli stessi soggetti); Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata dell’Istituto Superiore di Sanità; tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva per pazienti Covid; tasso di occupazione dei posti letto totali per pazienti Covid oltre alla possibilità di garantire risorse adeguate per contract-tracing, isolamento e quarantena; numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing. 

Toti: “Criteri più trasparenti, semplici e aggiornati”

Maggiore semplicità e trasparenza viene invocata da Giovanni Toti, presidente della Liguria, che su Facebook scrive: “Criteri più trasparenti, semplici e aggiornati alla realtà delle singole Regioni. Un serio confronto politico tra Governo e Regioni sulle misure da prendere in ogni territorio, che tengano conto anche della situazione economica e sociale”. “Il 3 dicembre – prosegue Toti – scade anche il Decreto del Presidente del Consiglio che regola attualmente il contrasto al Covid. Prima di rinnovare il provvedimento occorre stabilire un meccanismo di condivisione delle decisioni poi efficiente e comprensibile per i cittadini. Oggi le istituzioni devono lavorare insieme, evitando le troppe polemiche e i giudizi sommari di questi giorni”.

Fontana: “Parametri poco congrui”

Dello stesso avviso sono anche il presidente del Veneto, Luca Zaia, che afferma: “Le Regioni chiedono un incontro preventivo con il Governo sul tema dei parametri e delle modalità”, e il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che sottolinea: “La Conferenza delle Regioni ha chiesto un incontro con i Ministri competenti per rivalutare i parametri utilizzati fino a oggi. Parametri che l’integrità dei Presidenti ha ritenuto poco congrui”.

L’approfondimento dell’ISS, il ministro Speranza: “I parametri restano 21”

Alla richiesta delle Regioni è arrivato la pronta risposta dell’Istituto Superiore di Sanità che ha pubblicato una serie di schede di approfondimento sull’argomento in cui viene spiegata l’utilità e l’adeguatezza dell’attuale sistema di valutazione per misurare tutta una serie di fattori di rischio “meno evidenti” a prima vista, ma che permettono di stimare l’andamento e di ragionare sulla proiezione al periodo attuale. Alle precisazioni dell’ISS si aggiungono le parole del ministro della Salute Roberto Speranza che ha dichiarato che il dialogo con le Regioni è sempre aperto, ma che i parametri rimarranno 21. 

Leggi altri articoli in Auto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati