Crollo ponte Morandi: chiuse le indagini

Gli indagati sono 69, più le due società Aspi e Spea

Crollo ponte Morandi: chiuse le indagini

Dopo quasi tre anni dall’apertura dell’inchiesta, la Procura di Genova ha chiuso le indagini sul crollo del ponte Morandi, il viadotto dell’autostrada A10 collassato il 14 agosto 2018 provocando 43 vittime.

La disposizione della chiusura delle indagini ha dato il via alla notifica, da parte dalle Guardia di Finanza, degli avvisi agli indagati. Nel corso dell’inchiesta sono stati eseguiti due incidenti probatori, uno sullo stato di salute del viadotto e uno sulle cause vere e proprie del crollo. 

69 indagati più le due società Aspi e Spea

Le indagini si sono chiuse con complessivamente 71 indagati, comprese le due società del gruppo Benetton coinvolte, Aspi e Spea, e 69 persone tra manager, tecnici e dirigenti pubblici e privati. L’inchiesta ha appurato in più occasioni di comportamenti definiti dai pm incoscienti e negligenti, con i pubblici ministeri che parlano anche di immobilismo, manutenzioni inadeguate, comunicazioni incomplete, equivoche e fuorvianti. 

Diversi filoni d’indagine

Grazie ad altri filoni di indagine partiti dall’inchiesta principale è emersa la prassi del precedente management dell’azienda, le cui attività, stando all’accusa, si basavano su interventi di manutenzione all’insegna del massimo risparmio al fine di garantire ai soci dei dividendi più elevati. Ulteriori fascicoli sono stati aperti successivamente dalla procura relativamente a falsi report sullo stato di salute di altre infrastrutture, sulla conformità delle barriere fonoassorbenti e sulle gallerie in seguito al crollo della volta della galleria Berté del 30 dicembre 2019. 

Le indagini hanno portato all’azzeramento dei vertici di Autostrade per l’Italia, dopo aver coinvolto l’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci, l’ex numero due Paolo Berti e l’ex numero tre Michele Donferri Mitelli. 

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