Flotte aziendali, l’elettrico avanza in Italia ma costi e infrastrutture rallentano la svolta

Lo studio DKV Mobility conferma la crescita dell’elettrificazione nelle flotte aziendali

Flotte aziendali, l’elettrico avanza in Italia ma costi e infrastrutture rallentano la svolta

L’elettrificazione delle flotte aziendali non è più soltanto una prospettiva futura. In Europa è già un processo in corso, sempre più concreto, ma ancora pieno di variabili da gestire. Le aziende stanno guardando con interesse crescente ai veicoli elettrici, ma la transizione non si gioca solo sulla volontà di cambiare: contano i conti, l’energia disponibile, la facilità di ricarica e la sostenibilità operativa nel quotidiano.

Lo studio DKV Mobility conferma la crescita dell’elettrificazione nelle flotte aziendali europee e italiane

A fotografare questa fase è il DKV Mobility E-Mobility Study, realizzato da Innofact AG, da cui emerge un dato chiaro: nei prossimi due anni oltre la metà delle aziende europee prevede di acquistare nuovi veicoli completamente elettrici. È un segnale importante, che racconta un mercato in movimento. Ma racconta anche una trasformazione che non procede ovunque con lo stesso ritmo e che, soprattutto, non può essere ridotta a una semplice sostituzione di mezzi.

Come osserva Sven Mehringer, Managing Director di DKV Mobility e responsabile di Energy & Vehicle Services, il report mostra chiaramente che l’elettrificazione sta crescendo nel mondo aziendale europeo, ma evidenzia anche come la trasformazione delle flotte resti per molte imprese una sfida strategica complessa. Una definizione che riassume bene il momento attuale: la direzione è tracciata, ma la strada non è ancora lineare.

Nel mix delle flotte europee, infatti, diesel e benzina continuano a mantenere un peso rilevante. I veicoli elettrici puri e i plug-in hybrid stanno guadagnando spazio, ma con velocità diverse a seconda dei Paesi. In mercati come i Paesi Bassi la diffusione dei BEV è già sopra la media, mentre in altre aree d’Europa il cambiamento procede in modo più graduale e spesso passa attraverso soluzioni ibride considerate più facili da integrare.

C’è però un aspetto che accomuna molte aziende europee e che rappresenta uno dei segnali più concreti di questa transizione: la ricarica in sede. Tra le imprese che hanno già veicoli elettrici, circa nove su dieci dispongono di infrastrutture proprie. È un dato che dice molto, perché mostra come le aziende abbiano capito che senza una gestione diretta della ricarica è difficile rendere efficiente l’utilizzo quotidiano di una flotta elettrificata. E infatti la maggior parte di loro dichiara di voler rafforzare ulteriormente queste dotazioni nel prossimo futuro.

In Italia, il quadro segue la tendenza europea, ma mette in evidenza con particolare forza due aspetti. Il primo è proprio la diffusione della ricarica aziendale. Tra le imprese che hanno già veicoli elettrici o plug-in hybrid in flotta, il 90% dispone di infrastrutture in sede. È un dato rilevante, che spesso sorprende più di quanto dovrebbe, e che conferma come molte aziende abbiano già iniziato ad attrezzarsi in modo concreto. Inoltre, il 78% prevede di potenziare ulteriormente questi impianti nei prossimi due anni, scegliendo sia wallbox sia colonnine di ricarica.

Il secondo aspetto riguarda invece i freni che continuano a rallentare il cambiamento. Le aziende italiane indicano soprattutto il prezzo di acquisto dei veicoli elettrici come primo ostacolo, seguito dal costo dell’elettricità e della ricarica. A questi si aggiungono due elementi che pesano ancora molto nella percezione degli operatori: l’autonomia, considerata da molti ancora insufficiente in determinati contesti di utilizzo, e una rete pubblica di ricarica che viene giudicata non abbastanza sviluppata.

In sostanza, l’interesse verso l’elettrico c’è, ma non basta da solo a far decollare la transizione. Le imprese chiedono condizioni più favorevoli, maggiore prevedibilità e una struttura di supporto più solida. E questo si riflette anche nelle priorità indicate dalle aziende italiane, che mettono quasi sullo stesso piano tre grandi temi: la pressione sui costi, i requisiti di sostenibilità e la complessità dell’introduzione dei veicoli elettrici. Tre questioni diverse, ma profondamente intrecciate.

In questo scenario, anche i servizi continuano a svolgere un ruolo importante. Le carte carburante restano ampiamente utilizzate e, tra le aziende che hanno già EV o ibride, cresce anche l’uso delle carte di ricarica. Sono strumenti che aiutano a semplificare la gestione e a rendere più ordinato un passaggio che, per molte flotte, è ancora in piena costruzione.

Marco Berardelli, Managing Director di DKV Mobility Italia, sottolinea che l’elettrificazione delle flotte è entrata in una fase più matura. L’interesse delle aziende è concreto, spiega, e la direzione è ormai chiara. Ma la velocità del cambiamento dipenderà dalla capacità di renderlo sostenibile nel tempo, sia dal punto di vista economico sia da quello infrastrutturale.

Rate this post
Motorionline.com è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui
Leggi altri articoli in Auto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Array
(
)