Freelander riparte dalla Cina: debutta il primo SUV elettrico 4×4
Freelander ha annunciato l’intenzione di introdurre un nuovo modello ogni sei mesi nei prossimi cinque anni
Freelander torna a farsi sentire nel panorama automobilistico internazionale, ma lo fa in una forma completamente nuova. Il marchio, rilanciato attraverso la collaborazione tra JLR e Chery, ha svelato in Cina il suo primo modello, un SUV elettrificato a trazione integrale che segna l’inizio di un progetto ben più ampio. Non si tratta infatti di un debutto isolato: il piano annunciato è ambizioso e punta a costruire in tempi rapidi una vera gamma globale, con l’Europa già indicata tra i mercati chiave del futuro.
Freelander ha annunciato l’intenzione di introdurre un nuovo modello ogni sei mesi nei prossimi cinque anni
Il primo modello Freelander si presenta come un SUV familiare di medie dimensioni, con una chiara vocazione off-road ma anche con l’obiettivo di inserirsi in quel segmento sempre più strategico dei SUV premium a uso quotidiano. La base tecnica è una nuova architettura elettrica a 800 Volt, pensata per supportare diverse soluzioni di propulsione: elettrica pura, range extender e ibrida plug-in. Una scelta che racconta bene la filosofia del progetto, orientata alla flessibilità e alla capacità di adattarsi a mercati differenti, ciascuno con esigenze e tempi di transizione diversi.
A fare da anticipazione stilistica e concettuale è stato il concept 97, presentato in occasione del lancio del marchio. Il nome è un richiamo diretto al 1997, anno in cui debuttò la Land Rover Freelander originale, un modello che ha lasciato un segno importante soprattutto in Europa. Secondo quanto emerso, la vettura di serie dovrebbe mantenere gran parte degli elementi del concept, con poche modifiche rispetto alla show car. Tra gli elementi destinati probabilmente a rimanere fuori dalla produzione ci sarebbero le portiere posteriori senza montante e ad apertura inversa, soluzione d’effetto ma più difficile da trasferire su un modello destinato alla grande serie.

L’ambizione, però, va molto oltre questo primo veicolo. Freelander ha annunciato l’intenzione di introdurre un nuovo modello ogni sei mesi nei prossimi cinque anni, costruendo così una famiglia articolata di prodotti. Ogni nuovo arrivo sarà proposto con più possibilità di alimentazione, tra elettrico, range extender e plug-in hybrid, in modo da ampliare il pubblico potenziale e rispondere alle specificità dei vari mercati. È un piano industriale che parla di velocità, ma anche di una volontà precisa di non restare confinati al solo mercato cinese.
A spiegare la logica dietro il recupero del nome Freelander è stato il CEO del marchio, Wen Fei, che ha richiamato sia il valore storico del modello sia il significato simbolico della sua eredità. La vecchia Freelander, ha ricordato, fu per anni uno dei SUV più venduti in Europa, grazie alla sua capacità di unire spirito da 4×4, versatilità urbana e piacere di guida. Ed è proprio quell’equilibrio a essere stato assunto come fonte di ispirazione per il nuovo progetto.
Secondo Fei, “La genesi della Freelander risiede nel riconoscimento dell’enorme successo dei SUV urbani multifunzionali nei mercati europei e nordamericani, che ha ispirato la creazione di un veicolo completamente nuovo in grado di unire le capacità di un SUV 4×4, la versatilità urbana e il puro piacere di guida”. Il manager ha poi spiegato che il nome “incarna una forza innegabile, a suo agio sia nel conquistare la natura selvaggia che nel muoversi con eleganza nel paesaggio urbano. Oggi, pronunciando di nuovo questo nome, ciò che portiamo avanti è l’eredità di un marchio di alta qualità e una sensibilità raffinata”. E ancora: “Aspiriamo a far incontrare lo spirito di esplorazione britannico con la potenza delle nuove tecnologie energetiche cinesi, innescando tra loro un’energia inesauribile e trasformativa.”

Sul piano stilistico, la nuova Freelander 97 cerca effettivamente di mantenere un legame con il passato, pur all’interno di un linguaggio moderno. Il dettaglio più evidente è il montante posteriore diagonale, una citazione del tetto rigido removibile della Freelander originale a passo corto. Questo richiamo è stato ripreso anche nel logo del marchio, costruito attorno a due triangoli, e nella firma luminosa dei fari. Il risultato vuole essere una sintesi tra memoria del nome e immagine contemporanea.
La presentazione è avvenuta a Pechino, poco prima del debutto pubblico al salone internazionale dell’auto della città, e ha coinciso simbolicamente con la fine di un’altra fase industriale. Nello stabilimento JLR-Chery di Changsu, infatti, il giorno della presentazione del concept è uscito l’ultimo esemplare a combustione della Range Rover Evoque. È proprio in questo sito produttivo che il nuovo corso Freelander prenderà forma, andando di fatto a sostituire produzioni come Discovery Sport ed Evoque per il mercato cinese.
Ma il punto forse più rilevante riguarda proprio il futuro fuori dalla Cina. Wen Fei ha confermato che le varianti internazionali sono già in fase avanzata di sviluppo e che il marchio farà il proprio ingresso nei principali mercati globali dopo il lancio interno. Ha inoltre sottolineato che i prototipi sono già stati sottoposti a test approfonditi in Europa e che i futuri modelli destinati all’export saranno progettati per rispondere alle norme di sicurezza Euro NCAP.

Soprattutto, il CEO ha voluto chiarire un concetto: le versioni internazionali non saranno semplici adattamenti delle auto pensate per la Cina. “Un veicolo veramente globale non si progetta attraverso l’adattamento”, ha dichiarato, “ma nasce dalle radici stesse di un sistema di ricerca e sviluppo di livello mondiale”. E ha aggiunto: “Fin dal primo giorno della sua esistenza, ogni prodotto Freelander è concepito e calibrato per le diverse esigenze dei mercati di tutto il mondo. Non stiamo esportando un’auto cinese nel mondo, ma stiamo costruendo un’auto globale, per il mondo, fin dall’inizio.”
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