Lancia Delta Evo Martini Racing by Miki Biasion: torna il Deltone più originale che mai

Lancia Delta Evo Martini Racing by Miki Biasion: torna il Deltone più originale che mai

La Regina, il Deltone o semplicemente Lancia Delta HF Integrale. Lei è l’auto che ha segnato un’epoca a suon di vittorie nel campionato del Mondo Rally e che tra fine anni ‘80 e ‘90 ha scaldato i cuori di tutti gli appassionati di motori italiani, e non solo, che potevano acquistarla anche in versione “stradale” fino alla sua ultima evoluzione con la Evo 2 e derivate serie speciali.

8 auto con prezzo da 250 a 300.000 euro

Un’epoca d’oro per il mondo dei motori e per Lancia che ha visto tra i suoi protagonisti il vincente pilota Miki Biasion e l’ingegner Bruno Cena, responsabile di produzione della Lancia Delta. La notizia è che proprio questi due importanti personaggi, che hanno dedicato una vita intera alla mitica Lancia Delta, hanno deciso di riportare alla luce quella che possiamo definire una vera e propria Lancia Delta Integrale Evo 3. Così è stato presentato alla stampa questo nuovo progetto firmato Miki Biasion che vede una Delta con livrea Martini Racing essere stata restaurata completamente dalla Italia Motor Sport; l’azienda e centro di restauro del pilota italiano. Sono solo otto gli esemplari che verranno prodotti e ciascuno sarà certificato sia da Miki Biasion sia dalla Martini. Il prezzo non è alla portata di tutti perché, rispetto al costo della donor car, può variare dai 250 ai 300.000 euro totali.

Lancia Delta Evo 3

Il progetto mai nato per costi ritenuti eccessivi da Lancia prende vita oggi con Biasion che però dice di “non voler fare un restomod della delta o di modificare eccessivamente l’auto originale”. L’intento è quello di partire dalla base di una Lancia Delta Integrale Evo rimessa a nudo e modificata a livello di scocca con irrigidimenti frutto dell’esperienza maturata nelle gare del Gruppo A. Esattamente gli speciali “fazzoletti” che l’ingegner Cena avrebbe aggiunto alla mai nata Delta Evo 3. Vengono utilizzati materiali più all’avanguardia rispetto ai classici restauri conservativi a cui vengono sottoposte le Delta e tra i lamierati della scocca, pannelli porta, tetto e fondo verrebbe iniettata una schiuma speciale per migliorare sia l’insonorizzazione sia la tenuta termica. Si tratta di una nuova Lancia Delta capace di essere un’auto da tutti i giorni con la mappatura standard da 220 CV ma trasformabile grazie ad un semplice pulsante in un’auto da rally da 340 CV più rigida e precisa tra le curve.

Componentistica di prim’ordine

Gli ammortizzatori vengono completamente sostituiti con componentistica della Bilstein regolabili meccanicamente su dieci posizioni. Vengono ottimizzati sia per le alte frequenza al fine di assorbire meglio buche sia per le basse così da rendere più reattiva l’auto in velocità. Tutti i silentblock originali vengono sostituiti con componenti rinforzati ad hoc mentre la trasmissione prevede le prime tre marce corte con un nuovo cambio, differenziali e frizione a doppio disco. Sempre grazie all’esperienza avuto con il Gruppo A è stata modificata la scatola di guida per uno sterzo diretto mentre l’impianto frenante è firmato Brembo con dischi maggiorati all’anteriore da 332 mm e al posteriore da 300 mm. Per montare questo impianto sono stati sostituiti i cerchi con una misura più grande da 18’’ su pneumatici Michelin Pilot Sport 4 sviluppati appositamente da specifiche di Biasion per aiutare il gruppo sospensioni negli smorzamenti. Anche gli interni vengono “modificati” con due sedili racing della Sparco mentre il divano posteriore prevede solo due sedute e un kit di bellezza per gli interni della Ma-Fra. Tocco esclusivo per la carrozzeria che adotta una speciale verniciatura Xrirallic a triplo strato che viene garantita a vita.

La migliore Delta di sempre

Per poterla ammirare dal vivo bisognerà aspettare il debutto al Salone di Padova dal 21 al 24 ottobre 2021 e per ora dobbiamo accontentarci dei render che comunque ci anticipano la livrea Martini Racing ufficiale (sottoscritta dalla Martini stessa) e la chicca degli specchietti retrovisori del Gruppo A che lo stesso Biasion ricorda per essere stati utilizzati nella sua vittoria al Safari Rally del 1988.

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