Maserati Ghibli Diesel ed S Q4: primo contatto

L'Italia s'è desta: tedesche avvisate, mezze salvate?

Maserati Ghibli – Lasciateci essere un pò patriottistici per una volta, perchè ora possiamo “gridarlo” al mondo intero, o se preferite, scriverlo a caratteri cubitali: “FINALMENTE ARRIVANO I NOSTRI”. Per parecchi, anzi troppi anni abbiamo lasciato praticamente campo libero ai tedeschi nel settore delle berline premium, con la sola Thema a contrastare le varie Audi A6, Bmw Serie 5, Mercedes Classe E.

Ma finalmente è arrivata una vettura italiana in grado di “stragiocarsela” con tutte, indistintamente. Lo stemmino che porta sul cofano è uno dei più blasonati e affascinanti al mondo: il tridente di casa Maserati. Il suo nome è Ghibli. Ghibli che appunto è una Maserati dai “grandi numeri”: insieme alla Levante, in arrivo a breve, ed al resto della gamma, vuole portare il marchio modenese a vendere qualcosa come 50.000 unità annue nel 2015. E siamo nettamente sulla buona strada, dato che, a dispetto della crisi, al 19 Giugno di quest’anno sono stati raccolti 14.000 ordini: già superate di gran lunga le vendite totali dello scorso anno.
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LA MASERATI GHIBLI: La nuova berlina è la sorella minore della Quattroporte, rispetto alla quale è più corta di 291mm, con il passo che invece si riduce di 173mm. Ne beneficia anche il peso, con un risparmio di una cinquantina di chilogrammi. Insomma, le dimensioni sono quindi simili alle concorrenti tedesche di cui parlavamo prima, mentre lo stile è inconfondibilmente e tipicamente Maserati. La linea, secondo noi, è stupenda, con quel muso così cattivo e minaccioso, grazie alla calandra che rispetto alla Quattroporte è più ampia, più aperta verso il basso, e direttamente collegata con i fari. C’è poi il cofano molto scolpito, e la fiancata tremendamente sexy, grazie all’andamento sinuoso dei parafanghi, piuttosto pronunciati. Altrettanto affascinante ed armonioso è il disegno della coda, con le nuove luci a sviluppo orizzontale, che si integrano alla perfezione con le forme del bagagliaio e del lunotto. All’interno, invece, l’atmosfera è ovviamente molto lussosa, con gli interni in pelle offerti di serie su tutta la gamma, impreziositi dagli inserti in radica, e dell’impareggiabile cura artigianale dei materiali, tipica delle Maserati e delle rosse di Maranello. Ci sono anche ampissime possibilità di personalizzazione, con numerosi accostamenti cromatici disponibili.

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LE MOTORIZZAZIONI La Maserati Ghibli sarà disponibile in quattro diverse versioni: la gamma a benzina prevede come entry level (si fa per dire) la 3.0 v6 twin turbo da 330cv e 500 nm di coppia, capace di accelerare da 0 a 100 km/h in 5.6 sec, con una velocità di punta di 263 km/h. Abbiamo poi la più potente Ghibli S, dotata sempre del 3.0 v6 costruito in casa Ferrari, che in questo caso sviluppa ben 410cv, e che polverizza lo 0-100 in 5.0 sec, raggiungendo i 285 km/h. Questa stessa motorizzazione è disponibile anche in versione S Q4 a trazione integrale, che grazie al maggiore grip riesce a raggiungere i fatidici 100 orari in 4.8 sec. Davvero notevole. C’è poi la novità “shock”, che in Italia venderà il 70-80% del totale: la motorizzazione a gasolio, che ovviamente su una Maserati suona decisamente strano. È la prima della storia. Ma i puristi aspettino a farsi venire un coccolone, perchè, ve lo anticipiamo già da adesso, la Ghibli Diesel va straordinariamente bene. Per la precisione il motore è sempre un 3.0 v6, in grado di sviluppare 275 cv, e sopratutto 600 nm di coppia. Le bastano appena 6.3 sec per raggiungere i 100 km/h, con la velocità massima che è invece di 250 km/h. Nota eccezionalmente positiva, ovviamente, i consumi: nel ciclo combinato la casa dichiara appena 5.9 litri/100 km. Paura di quella pagliacciata tutta italiana del superbollo? No problem, è disponibile anche la versione “depotenziata” da 250cv, appositamente pensata per evitare questo ridicolo orpello. Che poi, a farsi furbi, non appena comprata si mette la mappa della 275cv, con il simpatico fisco che ci resta bellamente fregato.

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PROVA SU STRADA MASERATI GHIBLI S Q4 Scegliamo di partire dalla più potente: il richiamo dei 410 cv è troppo forte per non iniziare da lei. Come in tutte le auto moderne, infarcite di elettronica, si capisce da subito che la Ghibli è un’auto dalla doppia faccia, anche in questa versione più potente. C’è persino la modalità ecologia I.C.E. Così la Ghibli riesce ad essere una perfetta berlinona di rappresentanza, decisamente comoda e confortevole, grazie anche al cambio Zf ad otto rapporti. Ma ovviamente, siccome di Maserati si tratta, basta premere due tasti per rivoluzionare il mondo. Cambia la risposta del motore e del cambio, l’assetto si irrigidisce, e lo scarico inizia a cantare in maniera straordinaria, con una sonorità che tra i 3000 ed i 4000 giri/min è un qualcosa di sensazionale. A fare il resto ci pensano la ripartizione dei pesi perfettamente al 50:50, ed il raffinatissimo telaio, con lo schema delle sospensioni che prevede un quadrilatero all’anteriore ed un multilink a 5 bracci al posteriore. Ovvero il meglio che si possa avere. E così la Ghibli diventa uno strumento di precisione, un’arma affilatissima anche sul misto stretto, in barba ai quasi 5 metri di lunghezza e ai 1870 kg di peso. Il comportamento infatti è da coupè di quelle toste, e la goduria che si prova al volante è esagerata. Con quell’assetto così, e con quell’anteriore così pronto, la Ghibli si divora le curve come se nulla fosse, con degli appoggi ed una stabilità praticamente infinita. La trazione integrale la rende poi sempre stabile e sicura, tanto che non c’è mai nessun problema a scaricare a terra tutta la cavalleria e tutti i Nm di coppia. Persino in uscita dalle curve strette si può spalancare il gas senza troppi patemi. Anche se, con la ripartizione della trazione che predilige comunque le ruote posteriori, qualche accenno di “simpatica” scodata, con l’elettronica disinserita, ogni tanto ci scappa. Per il resto lo sterzo è sempre molto preciso, e dialoga bene con l’asfalto. Nella modalità più sportiva, però, ci sarebbe piaciuto giusto un filo di carico in più. Impeccabili invece i freni: gran mordente al pedale, e grandi decelerazioni, anche dopo un uso prolungato. Ed il motore? Beh, le prestazioni sono notevolissime: metti giù tutto e la Ghibli t’incolla al sedile alla grande. Ma la coppia e la potenza sono talmente tanto ben distribuite lungo tutto l’arco dei giri, che alla fine ci si ritrova a velocità pazzesche senza neanche rendersene conto più di tanto. Ecco, a fronte di questa godibilità ed omogeneità “totali”, per essere un motore sportivo, manca forse quel picco nell’allungo verso la zona rossa, ma sono sfumature che si notano soltanto nella guida più spinta. Proprio nella guida spinta si apprezza invece il lavoro fatto dagli uomini Maserati sul cambio Zf ad otto rapporti, che presenta dei tempi di cambiata ridotti del 40%. Insomma, in modalità manuale, con i paddle al volante, c’è da divertirsi.
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PROVA SU STRADA MASERATI GHIBLI DIESEL: Finito il nostro giro con la versione più potente, la curiosità di provare la diesel era enorme. Sin dalla conferenza stampa, gli uomini di casa Maserati hanno sottolineato come il problema più grosso legato ad una motorizzazione a gasolio fosse quello del sound, da sempre peculiarità delle vetture del tridente. E proprio per questo hanno lavorato di fino, per garantire un rumore che fosse degno di una Maserati. Il risultato dei loro sforzi? Quando l’abbiamo accesa per la prima volta siamo rimasti letteralmente senza parole. Anzi abbiamo guardato uno dei progettisti e gli abbiamo chiesto: “ ma come caz… avete fatto?”. Proprio per questo, al posto di starvelo a raccontare, ecco il video del sound, che può farvi capire meglio di qualunque parola lo straordinario lavoro che è stato fatto:

Insomma, non c’è dubbio che sia il motore diesel con il rumore più bello al mondo, no? Detto del sound, come va questa Ghibli a gasolio su strada? Molto molto bene, tanto da non sfigurare per nulla, neanche rispetto alla più potente S Q4 da cui eravamo appena scesi. Il valore di coppia, infatti, è addirittura maggiore, e tenendo il motore nell’arco dai 1850 ai 3800 giri/min il 3.0 v6 spinge alla grande, e la Ghibli fila come una cannonata, anche senza guidare troppo impiccati. Per il resto il comportamento è sostanzialmente paragonabile a quello della versione a benzina, anche se in questo caso la trazione è soltanto posteriore. Proprio per questo la diesel ci è sembrata un filino più agile, ma sono delle sfumature impercettibili nella guida di tutti i giorni. Insomma, la scelta del diesel non è affatto un ripiego, anzi. Non si perde neanche un grammo del tipico piacere di guida Maserati, al tempo stesso consumando “niente” considerata la tipologia di vettura e le prestazioni di cui è capace. Un’ultima annotazione: entrambe le vetture erano dotate di cerchi da 19”, con spalla da 45, quindi non proprio ribassatissima. A listino sono disponibili anche i cerchi da 21”, con spalla invece ultra ribassata: con questi, probabilmente, il temperamento sportivo già eccellente della Ghibli verrebbe ulteriormente esaltato. Ma ovviamente si perderebbe qualcosa in termini di comfort. A voi la scelta.

PREZZI. Il listino della Maserati Ghibli parte da 66.000€ per la versione diesel, che diventano 68.000€ per il benzina da 330cv. Al top di gamma la Ghibli S, che si porta in garage con 81.000€, che diventano 84.000€ qualora optiate per la trazione integrale.

In ultimo, gusto per farvi un altro piccolo regalo, eccovi anche l’inebriante voce del 3.0 v6 a benzina:

Eccovi anche il link alla gallery delle foto forniteci da Maserati, mentre quelle che vedete nel corpo dell’articolo sono una nostra esclusiva: Foto Maserati Ghibli

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10 commenti

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  • Luca ha detto:

    Macchina semplicemente fantastica!
    Peró, che rumorino il diesel. Bella idea quella del video

  • Richard Greene ha detto:

    bel articolo !
    stonato da ‘ ..con il simpatico fisco che ci resta bellamente fregato.’
    Una caduta di stile, anche se forse è una cosa che tutti pensano.
    Una rivista non dovrebbe aizzare la gente a fare le cose illegali !
    dovrebbe concentrarsi sulla macchina.
    perché spronare l’illegalità ?

    finalmente c’è la risposta ai marchi Tedeschi !!!
    adesso facciamo un bel marketing e teniamo la qualità alta !
    ben fatto Maserati !

  • frederick ha detto:

    Bellissima !!!
    e’ miliardi di volte meglio questa che quelle merde crucche hahahahahaha 😉

  • mario ha detto:

    X Richard
    Fanno benissimo a scrivere certe cose. Reputi che invece sia giusto cche il fisco stia distruggendo il mercato dell auto con le sue politiche sconsiderate, facendo perdere migliaia di posti di lavoro e perdendoci lui stesso in termini d entrate???
    Detto questo stupenda la ghibli

  • Stefano ha detto:

    Auto strepitosa ! Quando noi Italiani vogliamo fare qualche cosa e ci crediamo , siamo imbattibili ! Speriamo che il mercato gli dia ragione .

  • Richard Greene ha detto:

    X Mario

    non concordo con 70% della politica Italiana.. però penso che un articolo su una macchina meritevole deve restare quello.. un articolo
    non roviniamo un reportage di una bella cosa mischiando tutto insieme.

    adesso ci serve un bel marketing per vendere bene la macchina.. forza !

  • Chiluelan ha detto:

    W l’italia. Forza ora manca solo l’alfa che tutti aspettiamo da almeno 10 anni

  • anci ha detto:

    Grande macchina, sono piacevolmente sorpreso..
    Davvero non me l’aspettavo così bella, anche dentro!!
    Devo dire che è una rivale temibile per le tedesche; aspettiamo solo che questo telaio e questi v6 arrivino sulle alfa, e ne vedremo delle belle

  • G ha detto:

    Sì, d’accordo, bellissima, validissima; personalmente spero solo che il supporto marketing (rapporto prezzo/qualità, dotazioni del modello “base”, pubblicità, etc.) sia adeguato; il gruppo Fiat è sempre stato molto carente in questo , speriamo bene .

  • Sergio ha detto:

    Condivido l’entusiasmo, però quell’invito a “fregare” il fisco non mi è andato giù. Anche io credo sia una fesseria il superbollo, però qualcuno potrebbe ritenere una fesseria l’Irpef, un altro l’iva, un altro ancora i contributi ai dipendenti e via così.

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