Mercato auto Italia: altro mese negativo, ottobre a -7,4%

Sono soprattutto i diesel a pagare la campagna negativa

Il mercato auto in Italia segna un altro mese negativo, in questa seconda parte del 2018: la flessione di ottobre fa seguito al crollo di settembre e c'è grande preoccupazione anche per gli ultimi mesi di quest'anno.
Mercato auto Italia: altro mese negativo, ottobre a -7,4%

La flessione del mercato auto in Italia prosegue: dopo il crollo di settembre, anche il mese di ottobre si è chiuso con un segno negativo, una perdita del 7,4% nelle immatricolazioni, rispetto allo stesso periodo del 2017. Nel cumulato gennaio-ottobre il mercato segna una flessione del 3,2% con 1.638.364 vetture immatricolate, 55.000 in meno rispetto ai primi 10 mesi dello scorso anno.

Il crollo soprattutto dei diesel

La campagna anti-diesel fatta da un po’ di tempo a questa parte da parte di comuni ed istituzioni, sta iniziando a farsi sentire molto in termini di vendite. Il mese di ottobre ha segnato un calo del 27%, rispetto ad un anno fa, con forte flessione in tutti i canali di vendita.

Ne beneficiano le auto benzina che incrementano le vendite del 22,5%, recuperando oltre 10 punti di quota e raggiungendo il 41,7%, grazie all’incremento degli acquisti dei privati. Anche le ibride in ottobre aumentano i volumi di circa il 30%, portandosi al 5,9% di quota di mercato, mentre è in forte flessione nel mese il metano (-62,7%) e cala anche il Gpl (-7,1%).

Calano tutti i marchi (o quasi)

Entrando un po’ più nel dettaglio, tutti i marchi principali del nostro mercato hanno avuto una flessione piuttosto importante: dal -20,73% di Fiat al -28,22% di Renault, passando per il -10,04% di Mercedes, il -20,43% di Audi ed il -4,53% di BMW.

Segno negativo anche per le case asiatiche, con l’eccezione di Suzuki (+20,71%), mentre si segnalano con un guadagno DS (+33,12%), Volvo (+47,34%) e Mitsubishi (+154,46%).

Le preoccupazioni per il futuro

C’è grande preoccupazione per il futuro: “Per quanto l’obiettivo prioritario delle Amministrazioni centrali e locali dovrebbe essere quello di rinnovare il vetusto parco auto italiano – le parole di Michele Crisci, presidente di UNRAE – i provvedimenti introdotti, fra loro scollegati e, in alcuni casi destinati più a demonizzare alcune motorizzazioni rispetto al più alto obiettivo ambientale, non fanno altro che generare incertezza nel consumatore”.

Pensando agli ultimi mesi dell’anno: “Le immatricolazioni dovrebbero fermarsi su 1.930.000 unità, accentuando la flessione già prevista rispetto al 2017, al -2,1%. Nel 2018, quindi, dovrebbe arrestarsi il percorso di recupero del mercato auto, dopo 4 anni di incrementi consecutivi”.

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