Zona arancione rinforzata in diversi comuni della Lombardia, l’Emilia-Romagna valuta ulteriori restrizioni

Coinvolte la provincia di Brescia, 7 comuni della Bargamasca e uno del Cremonese

Zona arancione rinforzata in diversi comuni della Lombardia, l’Emilia-Romagna valuta ulteriori restrizioni

Il trend in risalita dei contagi da Covid-19, come segnalato negli ultimi giorni dall’Istituto Superiore di Sanità, spinge gli amministratori locali ad intervenire rafforzando le restrizioni.

La Regione Lombardia, come annunciato la vicepresidente e assessora al Welfare, Letizia Moratti, ha deciso di rafforzare le misure restrittive della zone arancione in tutta la provincia di Brescia, in sette comuni della provincia di Bergamo (Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso) ed in uno della provincia di Cremona (Soncino). 

Scuole chiuse e divieto di andare nelle seconde case

La zona arancione “rinforzata”, che verrà ufficializzata con un ordinanza della Regione Lombardia, entrerà in vigore dalla 18 di oggi 23 febbraio ed, oltre alle misure già in vigore nelle aree arancioni, prevede anche “la chiusura di scuole elementari, infanzia e nidi, divieto di recarsi presso le seconde case, smart working obbligatorio ove possibile, utilizzo delle mascherine chirurgiche sui mezzi di trasporto, chiusura delle attività universitarie in presenza”. 

Bertolaso: “A Brescia siamo di fronte alla terza ondata”

Nella comunicazione al Consiglio regionale la Moratti ha affermato: “Considerata l’ultima accelerazione nella provincia di Brescia, con l’aggravante delle varianti che nell’area sono presenti al 39% del totale dei casi, abbiamo concordato con Ministero della Salute una strategia di mitigazione e contenimento del contagio”. Di vera e propria “terza ondata” ha parlato Guido Bertolaso parlando della critica situazione in atto a Brescia. Restando alla Lombardia, è stata inoltre prorogata per altre due settimane l’ordinanza che istituisce la zone rossa nei comuni di Bollate, Castrezzato (Brescia), Mede (Pavia) e Viggiù (Varese). 

Emilia-Romagna, possibili nuove zone rosse

Anche in Emilia-Romagna la situazione dei contagi è in peggioramento, con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, pronto a correre ai ripari, aprendo alla possibilità di istituire nuove zone rosse: “Non escludiamo, dove ci sia un aumento dei contagi, – ha spiegato Bonaccini – di prendere provvedimenti ulteriormente restrittivi nelle prossime ore, nel caso ce ne fosse l’esigenza, come sempre abbiamo fatto e sempre di concerto con amministratori locali e in accordo con quello che le Ausl ed esperti ci consigliano. Siamo pronti ad applicare zone rosse dove ce ne sia la necessità e sempre sentendo i sindaci”.

Dilaga la variante inglese nel Bolognese

Preoccupa la situazione nel Bolognese, con circa 500 nuovi casi al giorno e la variante inglese presente nel 70% delle nuove infezioni. Nel comune di San Benedetto Val di Sambro (Bologna), dove è esploso un focolaio, il sindaco ha firmato un’ordinanza per chiudere le scuole, con il presidente Bonaccini pronto a intervenire come da lui stesso affermato: “Nel caso fosse necessario sarà prevista una zona rossa, ma prima verranno effettuati tamponi a tappeto a San Benedetto, soprattutto sulla popolazione degli studenti”.

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