Noleggio auto a lungo termine, primo trimestre 2026 in lieve calo
Nei primi tre mesi dell’anno i contratti per autovetture e fuoristrada superiori ai 30 giorni sono stati 251.680
Il noleggio auto a lungo termine apre il 2026 con una piccola battuta d’arresto nei numeri, ma senza perdere solidità. Nei primi tre mesi dell’anno i contratti per autovetture e fuoristrada superiori ai 30 giorni sono stati 251.680, in lieve calo dell’1,0% rispetto allo stesso periodo del 2025. È una flessione contenuta, la prima dal 2022, che però non cambia la sostanza: il comparto continua a muoversi su volumi alti e conferma di essere una formula ormai strutturale nel mercato dell’auto italiano.
Flessione dell’1,0% per il noleggio auto a lungo termine nei primi tre mesi dell’anno
A dirlo è l’analisi realizzata da UNRAE sui dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che racconta un settore in trasformazione, ma ancora molto dinamico. Il noleggio a lungo termine continua infatti a essere scelto soprattutto dalle aziende, ma mantiene stabile anche la propria presa sui privati, mentre sul fronte delle motorizzazioni emerge con sempre maggiore chiarezza la crescita delle vetture elettrificate. Partiamo proprio dagli utilizzatori. Nei primi tre mesi del 2026, i privati hanno sottoscritto 38.309 contratti, pari al 15,2% del totale. Il dato è praticamente stabile, con una lieve flessione dell’1,4% rispetto allo scorso anno, ma il peso sul mercato resta invariato.
Il grosso del mercato, però, resta saldamente in mano alle società, che rappresentano l’84,8% dei contratti, per un totale di 213.371 unità. All’interno di questo universo, la componente più importante è quella delle aziende non-automotive, che da sole valgono il 65,1% del totale e crescono leggermente in quota. In pratica, sono ancora loro il vero motore del lungo termine: imprese, professionisti e realtà produttive che continuano a vedere nel noleggio una risposta efficace per gestire flotte, costi e rinnovo dei mezzi.
Più altalenanti gli altri segmenti. Il noleggio a breve termine arretra, fermandosi al 12,1% del totale e registrando una contrazione del 12,9% nei volumi. Anche dealer e costruttori segnano una flessione, mentre crescono in modo molto marcato le altre società di noleggio a lungo termine. Un dato che racconta un mercato in movimento, con equilibri che si stanno ridefinendo anche all’interno della filiera.
Un elemento che merita attenzione è poi la durata media dei contratti, salita a 22 mesi, contro i 20 mesi del primo trimestre 2025. Anche questo è un indicatore importante: chi sceglie il lungo termine tende a farlo con un orizzonte un po’ più esteso, segno di una maggiore fiducia nella formula. I privati arrivano in media a 25 mesi, le aziende non-automotive a 24, mentre i tempi si accorciano sensibilmente per dealer, costruttori e operatori del breve termine.
Se però c’è un capitolo che racconta meglio di tutti l’evoluzione del mercato, è quello delle alimentazioni. Il primo trimestre del 2026 conferma infatti una crescita molto forte delle auto ricaricabili. Le ibride plug-in registrano un balzo del 57,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e arrivano all’11,5% di quota. Le elettriche pure crescono del 12,6%, raggiungendo il 5,6%. Non siamo ancora davanti a una rivoluzione totale, ma la direzione è chiara: le motorizzazioni a basse emissioni stanno guadagnando spazio in modo sempre più visibile anche nel noleggio.
La motorizzazione più scelta in assoluto resta comunque l’ibrida, che tocca il 33,7% dei contratti e continua a rafforzare il proprio ruolo di soluzione più trasversale. Subito dietro ci sono il diesel, al 29,6%, e il benzina, al 18,0%. Il quadro, insomma, racconta un mercato ancora molto variegato, dove convivono esigenze diverse e in cui la transizione procede, ma senza cancellare di colpo le alimentazioni tradizionali.
Le preferenze cambiano molto a seconda del tipo di cliente. Le società di noleggio a lungo termine continuano a puntare sul diesel, mentre aziende non-automotive e privati scelgono soprattutto l’ibrido. Il benzina, invece, resta forte nel noleggio a breve termine e tra dealer e costruttori. Le plug-in trovano il consenso maggiore tra le aziende, mentre le elettriche pure mostrano il loro peso più alto proprio tra privati e operatori professionali legati alla distribuzione.
Anche sul piano dei modelli scelti, il messaggio è piuttosto netto: a dominare sono i SUV, che rappresentano il 60,3% dei contratti. Una quota ormai schiacciante, che conferma quanto questa carrozzeria continui a essere la più richiesta dal mercato. In particolare, i più apprezzati sono i C-SUV, che raccolgono da soli oltre un quarto delle preferenze complessive. Le berline si fermano al 27,3%, mentre le station wagon, un tempo centrali soprattutto nelle flotte aziendali, scendono al 9,9%.
Dal punto di vista geografico, la Lombardia si conferma nettamente la regione leader del lungo termine, con il 31,2% dei contratti nazionali. Seguono Trentino-Alto Adige e Lazio, entrambe all’11,5%, poi Emilia-Romagna, Veneto e Campania. Ma il dato territoriale è interessante anche per capire come cambia il profilo della domanda: in regioni come Molise, Puglia e Calabria la quota dei privati è particolarmente alta, mentre la Lombardia e la Basilicata mostrano una forte incidenza delle aziende non-automotive. Il Trentino-Alto Adige, invece, si distingue per il peso del noleggio a breve termine.
Infine, un altro dato utile arriva dai contratti stipulati entro il 31 marzo 2026 per auto immatricolate nei dodici mesi del 2025: sono stati 424.949. Anche in questo caso dominano le aziende non-automotive, mentre sul fronte delle alimentazioni il primo posto spetta ancora alle ibride, davanti a benzina e diesel, con plug-in ed elettriche che continuano a guadagnare terreno.
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