Saab, una società turca potrebbe fare un’offerta per l’acquisto

Si tratta del fondo di private equity Brightwell

Un'altra società, in questo caso turca, potrebbe essere interessata all'acquisto di Saab, ad un passo dal fallimento: Brightwell (questo il nome) farà un'offerta tra due settimane (pare)
Saab, una società turca potrebbe fare un’offerta per l’acquisto

Un altro pretendente interessato a Saab, questa volta turco: si tratta – secondo alcune indiscrezioni, in attesa di conferma o di smentita – di un fondo di private equity, battezzato Brightwell, sino ad oggi rimasto estraneo alle vicende del brand svedese ed alle precedenti trattative per la cessione dell’azienda di Trollhättan. Per ora, questo possibile acquirente non ha ancora formalizzato un’offerta concreta: pare che ci vorranno (ancora) due settimane per conoscere il progetto preciso di questa società turca. Nel frattempo – stando a quanto hanno raccontato alcune fonti – i manager di Saab e di Brightwell si incontreranno per valutare ogni dettaglio della probabile cessione.

Anche la Turchia potrebbe entrare, dunque, nel panorama dell’automobilismo internazionale, come fatto progressivamente, in questi anni, dalla Cina: attualmente, non esistono case automobilistiche turche commercializzate al di fuori dei confini dello Stato, anche se il Paese ha ospitato e sta ospitando stabilimenti di costruttori globali (Daimler, GM, Fiat, Honda, Toyota, ad esempio).

Anche Youngman, società cinese già coinvolta in precedenza nell’affaire “Saab”, sta per fare una nuova offerta di acquisto (ve ne abbiamo parlato alcune ore fa): 500 milioni di euro per la cessione ed altri 500 milioni per poter progettare nuove componentistiche e così superare il veto di General Motors, che in quanto ex-proprietaria e fornitrice di tecnologie ha la possibilità di ostacolare il passaggio di proprietà di Saab.

Mentre aspettiamo di sapere se è veritiero l’interesse di Brightwell nei confronti di Saab, ma soprattutto di sapere quale sarà il futuro del brand, possiamo soltanto sperare che, nel caso la trattativa con la società turca andasse a buon fine (ma lo stesso discorso vale per Youngman), la produzione delle vetture Saab non venga trapiantata dallo storico quartier generale di Trollhättan a chissà dove.

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