Volvo e la guida autonoma: i vantaggi, i problemi ed il futuro

Un dibattito con Crisci, Calabresi e Al Muredan

Volvo e la guida autonoma: i vantaggi, i problemi ed il futuro

Il mondo dell’auto si sta evolvendo costantemente. Ora è l’elettrificazione il grande tema, ma è sempre presente quello legato alla guida autonoma, che sta evolvendo in maniera forse più lenta di quanto ci si aspettava qualche anno fa. Proprio questa tecnologia è stata al centro di un interessante talk organizzato da Volvo, per parlare di vantaggi e problemi, anche legati alle tempistiche ed alle difficoltà legislative.

La convivenza tra guida autonoma e guida umana

“Non penso sia una frenata nello sviluppo di questa tecnologia – le parole di Michele Crisci, presidente di Volvo – ma la necessità di inserirla nel contesto sociale gradatamente e con ricezione positiva da parte del pubblico”. Poi c’è un altro importantissimo fattore: “C’è la coscienza della necessità della convivenza tra le auto a guida autonoma e quelle senza”. Oltre ovviamente a leggi che, attualmente, non consentono alle auto di guidare senza l’intervento del conducente.

Ribadito da Enrico Al Muredan, docente di diritto civile all’Università di Bologna: “L’auto da sola è già pronta e capace di guidare in maniera autonoma, manca il contorno – le sue parole – Se le strade e le altre auto non dialogano e non si comportano come l’auto si aspetterebbe, diventa difficile utilizzare il potenziale”. E, quindi, quali saranno le tempistiche? “Per una coesistenza a campo aperto ci vorrà un bel po’ di tempo – prosegue Crisci – mentre quelle a circuito chiuso, invece, penso entro il 2030 può essere già una data valida”.

Gli incidenti e le responsabilità

L’arrivo della guida autonoma, secondo tutti gli intervenuti, porterà un grande vantaggio, una riduzione notevolissima degli incidenti: “La maggior parte sono causati da errori umani e mancanza di attenzione – ha spiegato Guido Calabresi, professore alla Yale University e Senior Judge alla Corte americana – Con l’autonomo, questo dovrebbe scomparire”. Ma non solo: “Gli interventi della Polizia saranno molto ridotti, visto che non ci sarà più la maggior parte delle infrazioni”.

Un tema molto dibattuto è legata alla responsabilità. Chi paga, in caso di incidente con un’auto a guida autonoma? “L’idea sarebbe quella che, se il conducente non deve fare più niente, allora tutto si sposterebbe sul prodotto e, dunque, sul produttore”. Idea su cui si trova concorde Crisci: “Sono a favore della presa in carico della responsabilità. Arriverà il momento in cui le tecnologie o sono davvero efficaci, oppure è meglio non averne. Oggi, purtroppo, non è ancora un sentore comune”.

Il problema delle scelte

Un grande tema, però, resta di difficile soluzione, legato alla programmazione in caso di urto inevitabile: “Come decidere come il programma deve scegliere chi fra uno e l’altro viene danneggiato o addirittura ammazzato? – la domanda del professor Calabresi – Ogni scelta darà il via ad un caso, probabilmente facendo cambiare con frequenza le regole, e sarà il problema più importante della guida autonoma. Anche legato a culture e valori diversi nelle varie comunità”.

Tuttavia, questo non deve compromettere la tecnologia: “Sarebbe uno sbaglio tremendo non andare avanti per questo motivo. Gli incidenti diminuiranno in maniera enorme”. Crisci è fiducioso su questo tema: “Dobbiamo immaginare che la guida autonoma non deve sbagliare. E, se non lo si fa o si previene, è molto difficile trovarsi davanti alle scelte. Ci saranno sempre, ma rispetto ad oggi saranno in numero decisamente minore. Quindi l’upgrade sulla sicurezza sarà elevatissimo”.

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1 commento

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  • Gianni contiello ha detto:

    Guida autonoma utopia in città non sarà mai pronta è inutile affermare il contrario e follia pura

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