Alfa Romeo: 75 anni di servizio in Italia con i Carabinieri
Un logo speciale ed un libro per celebrare il sodalizio
La collaborazione tra Alfa Romeo ed i Carabinieri è lunga 75 anni. Dalla ‘Matta’ del 1951 ai giorni nostri, con l’arrivo in servizio della nuovissima Giulia Quadrifoglio da 520 cavalli. Un sodalizio che ha fatto la storia dell’Italia, con numerosi modelli iconici ed una continua presenza sul territorio del nostro Paese. Oggi è stato celebrato al Museo di Arese questo importante anniversario, anche con un libro intitolato ‘Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese’.
“Un sodalizio che nasce da un percorso fatto insieme, di storie e valori condivisi e momenti importanti della storia italiana – le parole di Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, durante l’evento – Un connubio quasi perfetto. Per me è anche una storia personale, che parte da quando ero piccolo, ho sempre visto le Alfa Romeo all’interno delle stazioni dei Carabinieri. Un modo con cui Carabinieri e Alfa Romeo servono il Paese”.
Dalla ‘Matta’ alla Quadrifoglio

Questo connubio ha portato modelli rimasti nella storia e nell’immaginario collettivo. Il primo fu la 1900 M del 1951, più comunemente chiamata ‘Matta’. Un fuoristrada molto robusto, pensato per la ricostruzione del tessuto civile post bellico, che segnò l’inizio ufficiale di questo sodalizio. “All’inizio non avevano la livrea blu, ma quella militare – ha spiegato il comandante Luongo – Fino al 2000, inoltre, le vetture erano targate Esercito Italiano, poi sono diventate CC”.
I primi modelli ‘veloci’ arrivarono negli anni successivi, con la Giulia Super del 1968, una berlina raffinata e veloce che coniugava le prestazioni del servizio con quell’eleganza che è cifra storica del marchio. Per poi passare all’iconica Alfetta 2.0 del 1979: “Quando penso a questo storico connubio, mi viene in mente proprio quest’auto – spiega il CEO del Biscione Santo Ficili – e mi ricordo i miei genitori che mi passavano dei messaggi di rispetto per l’Arma”.

Si entra negli anni Ottanta e Novanta attraverso l’Alfa 90 del 1987 e l’Alfa 75 del 1992, stagione in cui la presenza visibile dello Stato sul territorio era essa stessa un messaggio di fermezza e fiducia. Per passare al secolo attuale, con l’Alfa 159 del 2006 o la Giulietta del 2016, arrivando fino ai giorni nostri: dalla Giulia alla Tonale, passando per la Stelvio. Per chiudere il viaggio con la nuova Giulia Quadrifoglio, con 520 CV ed un utilizzo non di pattuglia, ma per momenti speciali. Di rappresentanza, oppure per il trasporto degli organi agli ospedali.
Una parte di questi modelli iconici della collaborazione tra il Biscione e l’Arma è visibile all’interno del Museo Storico Alfa Romeo di Arese, in una sezione dedicata, denominata ‘Alfa Romeo in divisa’: “L’abbiamo aperta nel 2020 e così abbiamo completato il nostro museo – le parole di Lorenzo Ardizio, curatore del Museo Storico – Lo stupore nel pubblico nel vedere queste vetture porta il segnale della profondità di questo rapporto”.
Una collaborazione molto stretta

“Sono due entità al servizio del Paese”, ha spiegato Santi Ficili. Una collaborazione molto stretta, non solo con la consegna delle auto, ma anche con uno sviluppo congiunto per auto sicure e dedicate: “Noi sviluppiamo le vetture sull’esigenza dei Carabinieri. Abbiamo una struttura a Torino che lavora a stretto contatto con l’Arma. La scorsa settimana abbiamo preparato una vettura con sistemi di protezione dedicati, verrà testata nei prossimi giorni e poi sarà messa a disposizione. Dedicheremo sempre più delle risorse, perché serve il connubio tra la parte elettronica e meccanica”.
Un connubio a cui era molto legato anche Sergio Marchionne, ricordato dal comandante Luongo nel corso della conferenza stampa: “Una delle ultime uscite del dottor Marchionne fu la consegna di una vettura all’Arma. Lui disse ‘Ogni vettura che noi consegniamo all’Arma, significa un qualcosa che noi facciamo per il Paese e dobbiamo fare in modo che il Paese sappia che noi siamo sempre al servizio di tutti i cittadini’. Questo è il messaggio che dobbiamo mandare”.
Il logo ed il libro

Per celebrare questi 75 anni di collaborazione, è stato svelato un logo dedicato. Il numero 75 ne è il cuore: una forma solida e significativa che accoglie e integra con naturalezza il Biscione di Alfa Romeo e la Fiamma dei Carabinieri, emblemi identitari di due istituzioni che hanno contribuito insieme a scrivere pagine decisive della storia del Paese. Il risultato è un segno iconico, deciso e contemporaneo, che sarà protagonista negli eventi celebrativi del 2026.
Come dicevamo, c’è anche un libero per festeggiare l’anniversario. “Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese” è pubblicato da Giunti e Giorgio Nada Editore, con testi di Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio e fotografie originali di Alessandro Barteletti e Paolo Carlini. L’opera è strutturata in cinque capitoli che non seguono soltanto la cronologia dei modelli, ma quella più ampia della storia del Paese: ogni fase dell’Italia repubblicana trova un riflesso nei mezzi dell’Arma e quindi nelle Alfa in dotazione. Ripercorrendo questa iconica storia.
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