Osservatorio Continental 2021: la terza edizione sulla Mobilità e sulla Sicurezza Stradale

La curiosità degli italiani per l'auto elettrica si scontra con la realtà

Osservatorio Continental 2021: la terza edizione sulla Mobilità e sulla Sicurezza Stradale

Al Magna Pars di Milano è stata presentata la terza edizione dell’Osservatorio Continental sulla Mobilità e sulla Sicurezza Stradale. L’argomento principale è stato quello della nuova mobilità e prossimi scenari per l’auto elettrica nel nostro Paese. L’onere di far luce sul tema, con numeri e analisi in questo momento di grande evoluzione di tutto il mondo automotive e non solo, è stato affidato da Continental Italia all’istituto di ricerca Euromedia Research diretto da Alessandra Ghisleri, passando per la società di consulenza strategica operativa Kearney, rappresentata da Andrea Marinoni oltre alla presenza di Massimo Nordio, Vice President Group Government Relations and Public Affairs Volkswagen Group Italia S.p.A.

Le auto elettriche sono il futuro

Il futuro dell’auto passa da tre pilastri: elettrificazione, connettività e guida autonoma per raggiungere l’obiettivo di rischio zero. Tutti i più grandi costruttori di automobili hanno dichiarato di aver investito moltissimo denaro per questo ed in Europa a partire dal 2035 verranno vendute solo auto che risponderanno a questi parametri. Un cambio epocale che modificherà completamente l’andamento del mercato dell’auto visto che molti Brand stanno già anticipando la data del 2035. Così i numeri di immatricolazione di auto elettriche crescerà enormemente nei prossimi anni con i concessionari che dovranno informare ed aiutare i clienti in questa fase di transizione tecnologica. Proprio i concessionari avranno un ruolo chiave tenendo sempre conto della diversa ramificazione di servizi ed infrastrutture tra Nord e Sud oltre alle città metropolitane e paesini di provincia.

I numeri dell’Osservatorio Continental

Il dato che emerge con forza è che su oltre trentamila italiani maggiorenni intervistati, divisi per fasce d’età, il 66,1% è interessato a comprare un’auto elettrica. Di questi, però, soltanto il 12,1% ne ha provata una. C’è quindi grande curiosità e fiducia nell’auto elettrica ma ancora troppa confusione sul tema dell’elettrificazione visto che meno della metà degli intervistati, il 47%, sa di cosa stiamo parlando in materia di auto ibride di tipo plug-in. Bisogna impegnarsi a più livelli per dare informazioni ancora più precise ed approfondite facendo chiarezza sulle diverse tipologie di alimentazioni ibride, mild – full e plug-in hybrid, ben distinte dalle auto 100% elettriche.

Le problematiche dell’auto elettrica

La curiosità verso l’auto elettrica ha dei punti di forza ben distinti. Infatti sono viste come auto silenziose, non inquinanti e dalla sorprendente accelerazione. Di contro si lamenta il prezzo d’acquisto ancora molto alto, l’autonomia limitata che riduce l’utilizzo a brevi viaggi o nel contesto cittadino oltre alla scarsa diffusione delle colonnine. È chiaro che più si andrà avanti nel tempo più le auto elettriche avranno un listino prezzi in linea con le attuali “auto tradizionali” endotermiche e l’infrastruttura per la ricarica delle batterie sarà più capillare in tutto il territorio nazionale. 

Euromedia Research – Alessandra Ghisleri

Dopo una attenta analisi si evince che i tempi di questa transizione tecnologica verso la mobilità elettrica non saranno brevi. Ci sono più sfide da affrontare e bisogna puntare sulla curiosità ed interesse dei consumatori italiani verso l’auto elettrica. Le Case automobilistiche sono pronte e stanno investendo nel futuro elettrico venendo accompagnate dalle istituzioni mentre i noleggiatori e mondo delle flotte aziendali assieme alla rete delle concessionarie avranno l’opportunità di fare da vetrina di un nuovo corso verso una mobilità più sostenibile ed elettrica.

Kearney – Andrea Marinoni

Lo studio di Kearney illustrato da Andrea Marinoni fa emergere uno dei principali problemi del nostro Paese: lo sviluppo a diverse velocità rispetto alla locazione geografica. Basti pensare che sul suolo pubblico italiano sono 24.000 i punti di ricarica per auto elettrificate di cui il 64% al Nord. Un fatto che penalizza lo sviluppo della mobilità elettrica che deve avvenire in modo armonico visto i tanti elementi che devono crescere in maniera complementare. Le performance dei veicoli devono avere a supporto le migliori infrastrutture ed a contorno ci devono essere normative e regole chiare valide per tutti. C’è un nuovo mondo di servizi aggiuntivi da esplorare che porterà ad alleanze di grossi player all’interno della filiera della mobilità.

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