Volkswagen, stampa tedesca: “Il CEO Herbert Diess non riceverà la proroga del mandato”

Il presidium dirà no al rinnovo del contratto in scadenza nel 2023

Volkswagen, stampa tedesca: “Il CEO Herbert Diess non riceverà la proroga del mandato”

Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, il comitato esecutivo del Gruppo Volkswagen dirà no alla richiesta di rinnovo del mandato di Herber Diess, attuale amministratore delegato del colosso tedesco, che rimarrà in carica fino a febbraio 2023, data di scadenza del suo attuale contratto.

L’anticipazione che arriva dalla Germania svela quella che sarebbe la decisione già presa dal presidium, il comitato che all’interno del consiglio di sorveglianza è chiamato in causa per esprimersi in casi complessi, come quello relativo al futuro del top manager. Il presidium, del quale fanno parte otto membri in rappresentanza di azionisti e lavorati, dovrà dunque ora ratificare la sua decisione respingendo in via ufficiale la richiesta di Diess e aprendo così scenari interni al Gruppo Volkswagen non facilmente prevedibili.

I problemi nel consiglio d’amministrazione

La notizia della richiesta di Diess di estensione del suo contratto come “voto di fiducia” era stata riportata a Reuters da varie fonti, tutte rimaste anonime. Una richiesta, quella del CEO di Volkswagen, motivata dall’opposizione di una parte del consiglio di amministrazione nella riforma del gruppo tedesco proposta dallo stesso Diess e per il blocco del taglio dei costi.

Di conseguenza, l’amministratore delegato del Gruppo Volkswagen vuole ricevere la fiducia del comitato esecutivo, sotto forma di prolungamento del contratto, per proseguire la sua avventura ai vertici dell’azienda. Altrimenti potrebbero venir prese anche delle decisioni clamorose, senza escludere l’ipotesi dimissioni.

Nominato nell’aprile 2018

Herbert Diess è stato nominato amministratore delegato del gruppo nell’aprile del 2018, con un incarico della durata di cinque anni, appunto in scadenza nel 2023. La richiesta di prolungamento del contratto così in anticipo è inedita, visto che solitamente la discussione per l’eventuale proroga dell’incarico avviene circa un anno prima della scadenza. Siamo quindi due anni in anticipo.

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