Auto elettriche, Federico Rampini: “Ecco quali sono i rischi”

Dal monopolio cinese sulle batterie all'estrazione dei minerali

Auto elettriche, Federico Rampini: “Ecco quali sono i rischi”

L’auto elettrica è stata al centro del dibattito nel corso della puntata di giovedì 21 ottobre di “Piazzapulita“, in onda in prima serata su La7. In un periodo in cui si fa un gran parlare di transizione elettrica e del ruolo che gioca il settore dell’auto in questo processo, a “Piazzapulita” si sono alternati diversi punti di vista, in una discussione tra i più convinti sostenitori dell’auto elettrica e dei suoi vantaggi da una parte e i più scettici che sottolineano le evidenti criticità pratiche nell’attuare il cambio di paradigma dall’altra. 

Alla discussione del programma di approfondimento condotto da Corrado Formigli ha partecipato anche Federico Rampini, corrispondente da New York di Repubblica, che ha sottolineato una serie di problematiche e rischi legati all’auto elettrica che coinvolgono non solo gli Stati Uniti, ma tutto il mondo, rivestendo anche un ruolo importante a livello geopolitico e nella definizione degli equilibri economici tra le grandi potenze del mondo. 

Tesla campione d’auto elettrica

Confermando una buona distribuzione negli Stati Uniti, in particolar modo nei grandi centri urbani, delle infrastrutture di ricarica, capaci anche di supportare velocità di ricarica elevate, Rampini spiega come, nella diffusione americana dell’auto a batteria, Tesla giochi un ruolo di primo piano, nonostante abbia una gamma di modelli elettrici non ancora accessibile a tutti (i prezzi partono da circa 40.000 dollari). 

Monopolio cinese sulle batterie e disastri ambientali legati all’estrazione dei minerali rari

Il giornalista di Repubblica, parlando dei rischi del passaggio all’auto elettrica, afferma che uno dei pericoli principali è la posizione di monopolio mondiale della Cina sulle batterie elettriche, Cina che già attualmente produce il 70% delle produzione mondiale di accumulatori per auto elettriche. Altra questione citata da Rampini è quella legata ai danni ambientali derivanti dall’estrazione dei minerali rari, come il litio e il palladio, che servono per la produzione di auto e batterie. Attività quella estrattiva nelle quale la Cina, ancora una volta, conferma la sua posizione dominante.

Centrali a carbone a produrre energia elettrica

C’è poi il problema di come viene generata l’energia elettrica, ovvero quanto questa sia realmente “pulita”. Le auto elettriche aiutano a spostare l’inquinamento fuori dai centri urbani, a beneficio della salute di chi li abita, ma non a eliminarlo come spiega Rampini che evidenzia, citando ancora una volta la Cina, come gran parte dell’energia elettrica, ovvero il 70%, prodotta nel Paese del Dragone viene generata in centrali a carbone, tipologia di fonte inquinante ancora presente in larga parte anche nelle attività industriali americane. 

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