Bollo auto 2017: importi maggiorati, scatta il rimborso

Ecco cosa è successo e come porre rimedio

Alcuni dei contribuenti che hanno pagato il bollo 2017 entro il mese di Gennaio sono incorsi in un disguido che ha imposto una maggiorazione sulla tassa da pagare fino al 30%. L'anomalia ha colpito le regioni di Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Sardegna e Veneto. Fortunatamente sono già state predisposte le misure per chiedere eventuali rimborsi.
Bollo auto 2017: importi maggiorati, scatta il rimborso

Il bollo auto è una delle scadenze tributarie meno “amate” dagli automobilisti italiani che ogni anno, puntualmente, devono fare i conti con il pagamento della tassa relativa alla proprietà della propria automobile. Fortunatamente il bollo auto va pagato soltanto una volta all’anno e nella maggior parte dei casi questo termine coincide col primo mese di ogni anno nuovo: infatti il più delle volte la tassa di possesso essendo in linea con la scadenza naturale dell’anno ossia Dicembre, deve essere pagata entro il mese successivo e cioè Gennaio.

In virtù di questa scadenza tutti coloro che avevano la validità del proprio bello fino a Dicembre 2016 hanno dovuto pagare il rinnovo del bollo entro il 31 Gennaio 2017 per non incorrere nel pagamento della mora. Ed è in questo contesto che molte persone desiderose di mettersi in regola col pagamento del bollo si sono trovate ad affrontare un grosso disguido in quanto i sistemi di calcolo della Sogei, società di informatica statale che concede i suoi servizi nel campo della fiscalità, sono andati letteralmente in tilt proprio nei giorni dedicati al pagamento della tassa.

In tal contesto molte persone che si sono recate in banca, negli uffici postali e nelle tabaccherie per pagare il bollo nei tempi dovuti si sono viste richiedere importi del bollo superiori anche del 30% rispetto a quanto dovuto. Fortunatamente il black out informatico che ha costretto molte persone a pagare una sanzione non dovuta ha colpito soltanto alcune regioni che nello specifico sono state: Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Sardegna e Veneto.

Tutti coloro che però, in buona fede, hanno versato l’importo di pagamento richiesto comprensivo dunque della maggiorazione non devono disperare: è infatti possibile chiedere subito un rimborso alle autorità competenti tramite una istanza a cui allegare copia della ricevuta del pagamento effettuato. Sono diverse però le modalità per chiedere la restituzione dell’ingiusta differenza versata a seconda delle regioni: in Friuli Venezia Giulia e Sardegna l’istanza va presentata all’Agenzia delle Entrate, mentre nelle regioni rimanenti colpite dal disguido bisogna comunicare il proprio iban utilizzando un modulo ad hoc presente sui rispettivi siti internet istituzionali.

Leggi altri articoli in Auto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati