Citroën Urban Collëctif: la guida autonoma cittadina intercambiabile [FOTO e VIDEO]

Citroën Skate come base e Citroën Pods personalizzabili per ogni esigenza

Si chiama Citroën Urban Collëctif ed è il nome del progetto nato dall’unione della casa del double chevron con Accor e JCDecaux. Ancora non possiamo parlare di un vero e proprio concept per la mobilità urbana, ma piuttosto di una “visione”. Un’idea che potrebbe porre le basi per qualcosa di molto interessante per il futuro. Di cosa si tratta esattamente?

Che cos’è il Citroën Urban Collëctif?

Sotto il nome di Citroën Urban Collëctif si celano in realtà due elementi di base, concepiti per andare incontro alle esigenze della mobilità moderna. Parliamo prima di tutto della base, il Citroën Skate, per poi passare a tutto ciò che c’è sopra, i Citroën Pods. Lo Skate è una sorta di piattaforma mobile, al cui interno troviamo tutti gli elementi necessari per la circolazione, dal motore (ovviamente elettrico) fino ai sensori necessari per la mobilità indipendente. Nonostante il nome, però, non dobbiamo salirci sopra. Lo skate, infatti, è dotato di quattro pistoncini che fuoriescono per agganciarsi perfettamente ai Citroën Pods. Questi sono in pratica le zone abitative del progetto, che non solo possono essere completamente intercambiabili a seconda delle esigenze, ma sono addirittura “open source”, nel senso che qualsiasi azienda può far costruire un proprio Pod compatibile. Al lancio ne abbiamo visti tre, uno realizzato dalla Pullman, una catena di alberghi e resort, uno dalla Sofitel, azienda hi-tech francese, e infine uno dalla JCDecaux, azienda specializzata in stazioni e arredo urbano in generale (se guardate presso le fermate dei bus della vostra città potreste vedere il loro logo). Il primo, il Pullman Power Fitness, è una sorta di “carrozza” personale dotata di cyclette e vogatore, per sfruttare al meglio i momenti di traffico intenso. La Sofitel En Voyage, invece, ricorda quasi una lettiga degli antichi romani e punta soprattutto al comfort e al relax. L’ultima, invece, è la JCDecaux City Provider e rimanda come idea al concetto di autobus personale a chiamata. L’idea è che nelle città possa essere presente una corsia dedicata a questi mezzi, che tramite app e intelligenze artificiali provvederanno a collegarsi al Pods più adatto alle esigenze del cliente e trasportarlo comodamente per la città. Non si tratta naturalmente di un concept per le lunghe percorrenze, anche perché la velocità di punta sarebbe di 35 km/h, ma di uno che vuole rendere più produttivi o più rilassanti i trasferimenti all’interno delle nostre aree urbane.

Quando potremo vedere in strada i Pods e quanto costeranno?

“È abbastanza difficile rispondere a questa domanda – ci ha spiegato Anne Laliron, vice presidente della divisione Prodotti Futuri di Citroën – Si tratta di una “visione”, non di un concept pronto all’uso. Stiamo pensando a questo come ad un nuovo concetto, una nuova visione della mobilità attraverso le città. Quando abbiamo iniziato questo progetto il nostro obiettivo era quello di allargare questo genere di soluzioni a tutte le persone sulle strade. L’idea è quella di massimizzare le risorse, specialmente quelle tecnologiche, e di ottimizzare il tempo trascorso dagli utenti nei Pods. Direi che volevamo mostrare come potesse essere il futuro della mobilità nelle città e come potevamo ridurre il traffico, ottimizzando insieme l’uso delle nostre risorse. Questa era una delle questioni che ci venivano poste e questa è una delle soluzioni che proporremmo oggi. Se massimizziamo l’uso di apparecchi come ciò Citroën Skate, potremo anche democratizzare la mobilità urbana e, allo stesso tempo, offrire nuove esperienze ai clienti, che potranno così godersi meglio il tempo passato muovendosi per le strade.”

Come sono nati i Pods?

Volevamo proporre una soluzione nuova e dirompente per quanto riguarda la guida autonoma e la mobilità – ci ha raccontato Pierre Leclerc, direttore Design di Citroën – Al giorno d’oggi non è per nulla divertente guidare in alcune città, attaccati al paraurti dell’auto davanti in coda. Le auto sono spinte fuori dalle città, ma sappiamo anche che al momento la guida autonoma è molto costosa e non si può equipaggiare su un’auto regolare. L’idea, quindi, è stata quella di sviluppare un robot che avrebbe avuto tutta la tecnologia necessaria, quindi batterie, guida autonoma e sterzo. Su quel robot troviamo quattro cilindri che si alzano e rappresentano i punti fissi sui quali si basano i progetti open source su Internet. Da lì chiunque può sviluppare qualsiasi cosa. Può essere uno scatolone, ma anche qualcosa di completamente diverso. L’idea è di reinventare l’esperienza, restituendo tutto il tempo che si perde stando in coda nel traffico. Abbiamo cercato partner che volessero reinventare il loro business e l’esperienza dei Pods. Il primo è stato Sofitel, pensando a trasferimenti di lusso tra aeroporti e hotel. Il secondo è stato Pullman, che spinge molto sui centri fitness e quindi ha creato un Pod nel quale fare effettivamente sport mentre si va al lavoro o si viaggia, ricaricando anche la batteria dello Skate. Infine abbiamo JCDecaux, conosciuto in tutto il mondo per le fermate degli autobus e molti altri elementi presenti sulle strade, che ha creato una fermata del bus che viene letteralmente a prenderti in autonomia. Con rotte flessibili che possono anche far visitare la città. […] Ovviamente però, siccome questo sistema dovrà muoversi su corsie riservate, ci sarà bisogno anche dell’aiuto delle amministrazioni per essere utile nei centri città”.

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