Mercato auto in crescita a giugno, ma Artusi (Federauto) frena gli entusiasmi: “Prevalgono fattori contingenti”
Il presidente di Federauto: "Il mercato ha bisogno di risposte strutturali dall'Europa"

Il mercato automobilistico italiano ha fatto registrare un proseguimento del trend positivo, con il mese di giugno che, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si è chiuso con 146.423 immatricolazioni di nuove auto, segnando un +10,6% rispetto alla stesso mese del 2025. Un risultato che, secondo l’analisi di Federauto, la federazione italiana concessionari auto, è strettamente legato a fattori contingenti.
I fattori noleggio a breve termine e bonus semestrali dei concessionari
“Le immatricolazioni di auto nuove a giugno – afferma il presidente di Federauto Massimo Artusi – registrano un’accelerazione rispetto alla tendenza, giustificata dall’inflottamento del noleggio a breve termine e dalla necessità per i concessionari di conseguire i bonus a chiusura del semestre, tramite un volume di auto immatricolazioni che, per la prima volta nel 2026, oltrepassano la soglia del 10% sul totale delle targhe del mese. Questi numeri spingono il primo semestre dell’anno ad un sostanziale recupero rispetto alla performance del 2025″.
L’ecobonus spinge l’elettrico
Spostando l’attenzione sull’incremento registrato dall’elettrico, Artusi aggiunge: “Nell’ambito delle alimentazioni, guardiamo con attenzione il dato di crescita delle immatricolazioni BEV, positivamente influenzate dall’ecobonus MASE che ha ancora davanti a sé un lasso di tempo sufficiente per giungere a termine. Il Ministero dell’Ambiente ha anche chiarito che le richieste di rimborso dei voucher presentate dai concessionari entro il 30 giugno, saranno liquidate successivamente”.
Guardando alla prospettive del piano di incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli elettrici, il presidente di Federauto spera nella sua incisività in termini di vendite: “Nell’ambito delle misure di incentivazione, l’auspicio è che la recentissima adozione da parte del MIMIT del DPCM recante la rimodulazione delle risorse del Fondo Automotive per il periodo 2026-2030, recante in particolare contributi per l’acquisto di veicoli commerciali nuovi a basse emissioni, possa contribuire a muovere il mercato dei veicoli commerciali leggeri”.
Servono fattori strutturali dalle istituzioni Ue: sostegno alla proposta Salini
In conclusione all’analisi sui numeri del mercato auto italiano di giugno, Artusi dichiara: “Il netto incremento di giugno è, tuttavia, – come abbiamo visto – frutto di una combinazione di tre fattori contingenti: l’obiettivo dei bonus semestrali da parte dei concessionari, la domanda del noleggio a breve termine e gli effetti dell’ecobonus. Ben vengano i fattori contingenti, ma il mercato ha bisogno di fattori strutturali. Per questo, restiamo concentrati sull’iter delle modifiche al Regolamento UE sulla CO2 per la quale ci auguriamo che il Parlamento europeo recepisca la proposta del relatore Salini, nonostante funzionari della Commissione, esibendo variazioni percentuali di decimali, tentino di inquinare il dibattito, azzardando – in report ufficiali – un abbandono dei derivati dal petrolio da parte degli automobilisti, preoccupati dalla crisi di Hormuz. Sono gli ennesimi tentativi – ci auguriamo gli ultimi – di imporre una scelta dirigista inefficace, incomprensibile e immotivata che spinge il report a definire accessibile un prezzo di 25.000 euro per l’acquisto di un’auto a batteria. Al contrario, gli automobilisti domandano prezzi realistici, a prescindere dall’alimentazione, anche per attenuare i pesanti costi complessivi legati all’automobile esplosi negli ultimi anni”.
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