Museo Ferrari, inaugurata la nuova ala dei “mulotipi”

Prototipi una volta distrutti, ora salvati per gli appassionati

Museo Ferrari - La memoria storica del Cavallino Rampante aggiunge un nuovo capitolo: si tratta dei mulotipi, le prime versioni delle auto che tanto successo hanno avuto nel mondo e che ora raccontano la loro storia al pubblico degli appassionati

Novità molto interessanti al Museo Ferrari di Maranello. Il cuore pulsante della storia del Cavallino Rampante, infatti, si è ulteriormente allargato, e insieme alla sezione Formula 1 e alla mostra sulle supercar del marchio (che continuerà fino al prossimo settembre), sarà ora possibile visitare la nuova sezione dei “mulotipi”. Si tratta in pratica dei muletti dei prototipi (da cui il nome) delle vetture che poi sono entrate in produzione effettivamente, insieme anche a qualche edizione speciale particolarmente interessante.

Si tratta di vetture che di solito vengono distrutte alla fine del processo produttivo, ma alcune di loro sono sopravvissute per dare viva a questa sezione molto curiosa del Museo della rossa. Qui ad esempio possiamo trovare un modello di LaFerrari ancora completamente coperto dal camuffamento (F150). Proprio lo stesso prototipo che tante volte avevamo visto in passato ritratto nelle tradizionali foto spia. L’auto verde, invece, monta uno dei primi prototipi di HY-KERS, il sistema semi-ibrido che poi ha effettivamente esordito sulle vetture di maranello.

Insieme a queste auto davvero interessanti, ne troviamo altre realizzate ad hoc per una qualche particolare occasione. Troviamo ad esempio la 612 Scaglietti che nel 2008 fece il giro dell’India per diffondere la magia e l’esclusività del marchio Ferrari. Lo stesso modello, tre anni prima, aveva invece portato la Rossa a contatto con la Cina. Come dimenticare, poi, la F355 che fece il Tour Mondiale nel 1997? Oppure la 599 GTB Fiorano che nel 2006 si cimentò nel Panamerican Tour? Insomma, tante novità per un Museo Ferrari che, oggi ancora di più, diventa una meta irrinunciabile non solo per chiunque ami il Cavallino di Maranello, ma anche per ogni appassionato d’auto che si rispetti.

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