Prezzi benzina: continua la lieve discesa, ma il petrolio risale

Possibili nuovi rincari nel corso dei prossimi giorni

Prezzi benzina: continua la lieve discesa, ma il petrolio risale

La situazione in Medio Oriente resta molto instabile, dopo il fallimento delle trattative di pace tra Stati Uniti ed Iran nel fine settimana, anche se ancora regge la tregua di due settimane annunciata da Donald Trump nei giorni scorsi. Il presidente degli Stati Uniti ha però parlato di un blocco navale sia nello stretto di Hormuz sia nei porti iraniani, in seguito al no iraniano al piano americano, ed il prezzo del petrolio è subito tornato in rialzo, salendo oltre i 100 dollari al barile.

“Godetevi gli attuali prezzi alla pompa – le parole del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf su questo tema – Con il cosiddetto “blocco”, presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone”. Nel frattempo, il weekend ha visto una lieve discesa dei costi dei carburanti ai nostri distributori, legati al calo del prezzo del petrolio della parte finale della scorsa settimana, dopo l’annuncio della tregua e della riapertura dello Stretto di Hormuz.

I prezzi di lunedì 13 aprile 2026

Entriamo nel dettaglio delle rilevazioni odierne, sempre in base all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed all’elaborazione di Staffetta Quotidiana. Il prezzo medio della benzina al self è di 1,783 euro al litro (-6 millesimi rispetto a venerdì), mentre quello del diesel è di 2,160 euro/litro (-21 millesimi). In autostrada, la benzina self è a 1,815 euro (-8), il diesel a 2,191 euro (-13), con le riduzioni fatte segnare da Eni, IP, Q8 e Tamoil. Per gli altri carburanti: Gpl servito a 0,799 euro/litro, metano servito a 1,582 euro/kg e Gnl 1,533 euro/kg.

“Nonostante di solito i prezzi salgano come un razzo – afferma, in una nota, il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona – questa volta non c’è stato il tempo materiale per decollare e per adeguarsi al rialzo del Wti di stamattina, quando ha superato i 104 dollari. Gli effetti di quanto accaduto ieri si avranno domani”.

Rincari in vista

La situazione, dunque, rischia di subire ulteriori scossoni negativi, dopo gli spiragli di fine scorsa settimana, in cui si sperava potesse essere vicina la pace ed il ripristino della regolare circolazione nello Stretto di Hormuz. Ovviamente si tratta di una continua evoluzione, in cui è difficile prevedere cosa potrà avvenire nei prossimi giorni, con i continui botta e risposta tra le due parti ed il citato possibile blocco navale nello stretto, imposto dagli Stati Uniti.

Però, è probabile che questo rialzo odierno sopra i 100 dollari al barile possa farsi sentire nei prossimi giorni anche ai distributori italiani, andando a colpire già prezzi elevatissimi, rispetto a quelli di un paio di mesi fa, prima dell’attacco in Iran. Con sempre la situazione legata allo sconto sulle accise da tenere conto: il prossimo 1° maggio scadrà la proroga del Governo e, di conseguenza, bisognerà capire cosa intenderà fare l’esecutivo sul tema.

Le mosse future

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha lanciato alcune raccomandazioni, nei giorni scorsi, per ridurre i consumi di petrolio e rispondere così a questa crisi energetica. Un punto è legato ad un aumento del ricorso allo smart working da parte delle aziende, per ridurre così gli spostamenti e la necessità di utilizzare le auto o, comunque, i mezzi di trasporto. Ma ci sono anche altre misure più difficili da attuare: come un possibile ricorso alle targhe alterne nelle grandi città oppure ad una riduzione di 10 km/h del limite di velocità in autostrada.

Insomma, allo studio c’è una limitazione della circolazione, per avere minore necessità di carburante e poter così cercare di far fronte a questa situazione complicata. Per ora, tuttavia, si tratta soltanto di ipotesi. La situazione italiana, al momento, non è così allarmante, ma il Governo valuterà se saranno necessari interventi di mitigazione nelle prossime settimane.

Il Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale del 2023, base su cui stanno lavorando i tecnici del Ministero dell’Ambiente per questa crisi energetica, prevede 3 livelli di crisi: preallarme (informazioni concrete su rischi per gli approvvigionamenti), allarme (riduzione degli approvvigionamenti affrontabile con gli strumenti di mercato), emergenza (riduzione degli approvvigionamenti non affrontabile con gli strumenti di mercato).

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