Stellantis e Leapmotor annunciano l’intenzione di espandere la loro partnership
Più produzione elettrica in Spagna, nuovi modelli tra Figueruelas e Villaverde e una strategia comune
Stellantis e Leapmotor si preparano a scrivere un nuovo capitolo della loro collaborazione, con l’ambizione di trasformare una partnership nata da poco in un asse industriale sempre più strutturato nel mercato globale dell’auto elettrica. I due gruppi stanno valutando un ampliamento dell’intesa strategica, puntando su produzione europea, nuovi modelli a batteria e maggiore competitività dei prezzi.
Stellantis e Leapmotor intendono approfondire ed espandere la loro cooperazione
L’obiettivo è rafforzare la presenza di Leapmotor fuori dalla Cina e, allo stesso tempo, sostenere la strategia elettrica di Stellantis in Europa. La logica dell’operazione è chiara: combinare la scala industriale, la rete commerciale e la conoscenza dei mercati locali di Stellantis con la capacità tecnologica e la rapidità di sviluppo di Leapmotor, uno dei protagonisti più dinamici nel comparto dei veicoli a nuova energia. Il risultato atteso è una gamma di auto elettriche più accessibili, prodotte vicino ai clienti europei e in grado di rispondere a una domanda che resta sensibile soprattutto al prezzo.
La collaborazione tra le due aziende era partita nell’ottobre 2023, quando Stellantis è diventata il maggiore azionista singolo di Leapmotor, acquisendo una quota di circa il 21%. Contestualmente è nata Leapmotor International, joint venture controllata al 51% da Stellantis e al 49% da Leapmotor. Alla società sono stati affidati i diritti esclusivi per la vendita e la produzione dei modelli Leapmotor al di fuori della Cina.
In Europa, dopo il lancio dei modelli T03 e C10 nel 2024, Leapmotor International ha ampliato rapidamente la propria presenza. La rete è arrivata a superare gli 850 punti vendita e assistenza, mentre nel 2025 le consegne nel continente hanno oltrepassato quota 40.000 unità.
La crescita non si è limitata all’Europa. Nel 2025 Leapmotor International ha esteso le proprie attività anche in Sud America, Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa, fino al debutto del marchio in Messico nell’aprile 2026. Una traiettoria che conferma la volontà di costruire una presenza globale, sfruttando mercati diversi e segmenti in forte evoluzione.
Il fulcro della nuova fase potrebbe essere la Spagna. Nello stabilimento Stellantis di Figueruelas, a Saragozza, le parti stanno valutando un aumento significativo della produzione. Tra le ipotesi allo studio c’è l’aggiunta di una nuova linea destinata a un C-SUV elettrico a marchio Opel, con un possibile avvio produttivo nel 2028. Il modello andrebbe ad affiancare le attuali produzioni di Peugeot 208 e Lancia Ypsilon.
Sempre a Figueruelas, Leapmotor potrebbe portare la produzione del suo C-SUV B10, con un avvio potenziale già nel 2026. Sarebbe un passaggio importante per la localizzazione europea del marchio cinese, oltre che un segnale concreto della volontà di trasformare la joint venture in un vero strumento industriale, non solo commerciale.
Lo stabilimento di Figueruelas ha un valore particolare nella storia di Stellantis e di Opel. Attivo dal 1982, il sito ha prodotto oltre 10 milioni di Opel Corsa ed è uno dei poli industriali più riconoscibili della presenza Opel in Europa. L’eventuale arrivo di nuovi modelli elettrici rappresenterebbe quindi anche una continuità simbolica: un impianto storico chiamato ad accompagnare la transizione verso la mobilità a batteria.
Il futuro C-SUV Opel allo studio potrebbe inoltre beneficiare di componenti forniti attraverso Leapmotor International. L’obiettivo sarebbe migliorare l’accessibilità economica per i clienti europei, sfruttando componenti competitivi e una filiera più integrata. In una fase in cui il prezzo resta uno degli ostacoli principali alla diffusione delle auto elettriche, la possibilità di ridurre i costi senza sacrificare tecnologia e qualità diventa un elemento centrale della strategia.
“Questo piano di espandere la nostra partnership di successo con Leapmotor è una vera vittoria per entrambi”, ha dichiarato Antonio Filosa, ceo di Stellantis. Secondo il manager, il progetto può sostenere “la produzione, i posti di lavoro e la localizzazione avanzata in Europa” di veicoli elettrici “di livello mondiale a prezzi accessibili”.
Accanto alla produzione, un altro fronte riguarda gli acquisti. Stellantis e Leapmotor intendono cooperare attraverso Leapmotor International per sfruttare la loro dimensione combinata. L’obiettivo è rafforzare la competitività dei prezzi facendo leva sull’ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia, ma anche valorizzando le capacità della supply chain europea.
Questa doppia direttrice punta a rendere la filiera più resiliente e a ridurre il time-to-market dei nuovi modelli. In altre parole, le due aziende vogliono produrre più rapidamente, con costi più controllati e con una maggiore capacità di adattamento alle condizioni dei diversi mercati. Un equilibrio non semplice, ma decisivo in un settore in cui la competizione sui veicoli elettrici si gioca sempre più su tecnologia, prezzo e velocità industriale.
Un ulteriore tassello riguarda lo stabilimento di Villaverde, a Madrid. La prevista espansione della partnership potrebbe includere l’assegnazione al sito di un nuovo modello Leapmotor dalla prima metà del 2028. Si tratta di un passaggio particolarmente rilevante, anche alla luce della prevista conclusione della produzione della Citroën C4 nello stesso stabilimento.
Sul tavolo c’è inoltre un possibile trasferimento della proprietà del sito alla controllata spagnola di Leapmotor International. La produzione a Villaverde sarebbe allineata ai requisiti del “Made in Europe” e i veicoli verrebbero commercializzati da Leapmotor International sia nel mercato europeo sia in Medio Oriente e Africa.
Per Zhu Jiangming, fondatore e ceo di Leapmotor, l’alleanza ha già dimostrato il proprio valore. “Le tecnologie all’avanguardia di Leapmotor, combinate con la portata globale di Stellantis, le profonde radici regionali e i marchi automobilistici molto amati, renderebbero questa partnership straordinariamente potente”, ha affermato. Il manager ha anche sottolineato come la joint venture abbia consentito al marchio di arrivare in cinque continenti in meno di tre anni, rafforzandone portata e reputazione internazionale.
Il percorso resta comunque ancora in fase di valutazione. Le parti stanno conducendo studi di fattibilità e attività preliminari di sviluppo nell’ambito degli accordi già esistenti. L’eventuale ampliamento della cooperazione industriale sarà subordinato alla firma degli accordi definitivi e alle consuete autorizzazioni.
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