Xiaomi, boom di vendite ma conti in rosso: 5.600 dollari persi per ogni auto

Il colosso cinese cresce con SU7 e YU7, ma la divisione auto resta in perdita: nel primo trimestre 2026 il rosso stimato è di 5.600 dollari per vettura

Xiaomi, boom di vendite ma conti in rosso: 5.600 dollari persi per ogni auto

La corsa di Xiaomi nell’auto elettrica continua a crescere, ma i numeri raccontano una storia più complessa di quanto sembri. Il marchio cinese è riuscito a entrare con decisione in un settore nuovo, portando con sé la forza di un nome già molto conosciuto nel mondo della tecnologia. Le sue vetture stanno attirando attenzione, gli ordini sono consistenti e le consegne aumentano. Tuttavia, l’automotive è un terreno molto diverso da quello degli smartphone: qui servono fabbriche, fornitori, logistica, assistenza, investimenti pesanti e una redditività che spesso arriva solo dopo anni.

Xiaomi cresce sul mercato, ma i conti dell’auto restano sotto pressione

Nel primo trimestre del 2026, Xiaomi ha consegnato 80.856 veicoli, registrando una crescita del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. È un risultato che conferma il buon interesse del pubblico cinese verso la gamma elettrica del gruppo. Ma accanto al dato commerciale c’è quello finanziario: il segmento auto ha chiuso il trimestre con una perdita operativa di circa 420 milioni di euro.

Rapportando questa cifra alle vetture consegnate, Xiaomi avrebbe perso circa 5.100 euro per ogni auto venduta. Il dato è ancora più rilevante se confrontato con il primo trimestre del 2025, quando la perdita stimata era di poco superiore agli 800 euro per unità. In dodici mesi, quindi, il rosso per veicolo è aumentato del 538%.

Non è una situazione insolita per un costruttore che sta entrando in una fase di forte espansione, ma resta un segnale da osservare con attenzione. Vendere più auto aiuta a costruire presenza sul mercato, ma non basta da solo a rendere sostenibile un progetto industriale. Soprattutto in Cina, dove la competizione nell’elettrico è altissima e i prezzi sono spesso usati come leva per conquistare clienti.

I ricavi del segmento auto e AI innovation hanno raggiunto 19,9 miliardi di yuan, pari a circa 2,6 miliardi di euro. Il prezzo medio di vendita si è attestato intorno ai 235.000 yuan, circa 32.000 euro per veicolo. Il margine lordo, però, è sceso al 20,1%, rispetto al 23,2% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo Xiaomi, la flessione è legata a diversi fattori. Hanno inciso i sussidi all’acquisto sulle tasse, l’aumento dei costi dei componenti principali e una minore incidenza delle consegne della SU7 Ultra, il modello più redditizio della gamma. In pratica, Xiaomi sta consegnando più vetture, ma con un mix commerciale meno favorevole e costi più elevati.

A spingere i volumi è stata soprattutto la YU7, il SUV elettrico che in dieci mesi ha raggiunto 232.000 unità consegnate. Anche la nuova generazione della SU7, lanciata a marzo, ha raccolto una risposta forte dal mercato, superando gli 80.000 ordini. Aprile ha confermato questa tendenza, con 36.702 vetture vendute, pari a una crescita del 28,4% su base annua e del 71,2% rispetto a marzo.

Xiaomi, boom di vendite ma conti in rosso: 5.600 dollari persi per ogni auto

La strategia del gruppo passa anche dall’ampliamento della gamma. La YU7 GT, proposta a circa 52.000 euro e la versione standard della YU7, da circa 31.700 euro, dovranno contribuire a migliorare i ricavi nei prossimi trimestri. Intanto Xiaomi continua a rafforzare la propria presenza commerciale in Cina, con una rete arrivata a 490 punti vendita in 143 città.

Le perdite non sembrano però rallentare i piani del marchio. Xiaomi guarda già all’Europa, dove il debutto è previsto nel 2027 con SU7 e YU7. Sarà una prova molto importante, perché il mercato europeo dell’elettrico è competitivo, più regolato e già presidiato da costruttori tradizionali e nuovi marchi cinesi.

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