Crisi dei chip, Bosch: “Forniture limitate fino al 2022”

Carenza di semiconduttori destinata a durare ancora

Crisi dei chip, Bosch: “Forniture limitate fino al 2022”

La fine della crisi dei chip non arriverà a breve, con la situazione problematica di forniture per le aziende costruttrici che perdurerà per tutto il 2022. A prevedere che la crisi dei chip durerà per almeno un altro anno e mezzo è Volkmar Denner, amministratore delegato della Bosch, principale fornitore mondiale di componentistica per veicoli e, di conseguenza, uno dei maggior acquirenti al mondo di semiconduttori per applicazioni nel settore automotive.

Situazione allarmante e lontana dal risolversi

Parlando al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, Denner ha affermato: “Ci aspettano mesi difficili e la situazione potrebbe rimanere tesa fino al 2022”. Le preoccupate dichiarazioni del numero uno di Bosch seguono i toni allarmistici delle affermazioni di numerose altre realtà del settore che nelle ultime settimane si sono dette sempre più preoccupate dalla carenza di chip e dalle relative conseguenze sulla produzione. 

Gli effetti della crisi dei chip si traduce concretamente in una perdita complessiva di oltre 90 miliardi di euro di ricavai per l’industria automobilistica, con un calo di produzione di quasi 4 milioni di veicoli solo nel 2021, stando a quanto stimato dagli analisti della società di consulenza AlixPartners. 

In difficoltà anche Volkswagen e Stellantis

Nel settore auto la carenza di semiconduttori rischia di avere effetti ancora più pesanti, rispetto a quelli già provocati in questi mesi, per alcuni grandi costruttori come i gruppi Volkswagen e Stellantis, che prevedono entrambi un secondo trimestre peggiore del primo in termini di disponibilità di forniture di chip. Nonostante in molti si aspettino un progressivo miglioramento della situazione già dalla prossima estate, anche Richard Palmer, direttore finanziario di Stellantis, ha parlato di un perdurare della crisi di chip nel 2022. 

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