Emissioni, il regolamento europeo norma le omologazioni dei veicoli e non la loro circolazione

La sentenza della Corte di Giustizia Ue

Emissioni, il regolamento europeo norma le omologazioni dei veicoli e non la loro circolazione

Le limitazioni alla circolazione decise dalle amministrazioni locali sulla base dei livelli di emissioni delle auto e dei veicoli commerciali leggeri trovano un ostacolo normativo nella Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Il massimo organo giuridico comunitario ha infatti bloccato il tentativo di alcune capitali europee di imporre tali limitazioni respingendo il ricorso, in quanto irricevibile, presentato dalle municipalità di Parigi, Madrid e Bruxelles, col quale puntavano ad annullare una parte del regolamento ratificato dalla Commissione europea al fine di avviare la procedura di prova delle emissioni in condizioni di guida reale (RDE). In sostanza, le tre città europee ricorrenti sostengono che la sezione che definisce i valori massimi delle emissioni di ossidi di azoto durante i test di omologazione impedisca loro di imporre limitazioni alla circolazione degli stessi veicoli in base alle loro emissioni inquinanti. E per tale motivo attraverso il ricorso chiedevano l’annullamento di questa sezione del regolamento europeo. 

I motivi del respingimento del ricorso

Rivendicando il diritto di poter regolare la circolazione per ridurre l’inquinamento atmosferico, le tre città europee avevano precedentemente visto accogliere in parte i loro ricorsi da parte del Tribunale dell’Unione europea. Quest’ultimo aveva stabilito che le tre municipalità fossero “direttamente interessate” dal regolamento perché “incide direttamente sull’esercizio delle competenze normative” in materia di regolamentazione della circolazione automobilistica. Germania, Ungheria e Commissione europea hanno successivamente impugnato la sentenza del tribunale che è stata ora annullata dai giudici della Corte di Giustizia Ue motivando tale decisione col fatto che “gli obblighi imposti agli Stati membri ai sensi della direttiva” sull’omologazione dei veicoli a motore “riguardano l’immissione in commercio dei veicoli a motore e non già la loro successiva circolazione“.

Interpretazione non corretta 

Corte di Giustizia che inoltre precisa che l’interpretazione alla base della decisione del tribunale non sia corretta, chiarendo che “l’interpretazione del tribunale equivale ad attribuire all’articolo 4, paragrafo 3, secondo comma, della direttiva 2007/46 una portata ampia, al fine di suffragare la conclusione che tale disposizione osti a talune limitazioni locali in materia di circolazione dirette, in particolare, a tutelare l’ambiente”. Al contrario, sottolineano i giudici di Lussemburgo, “il tribunale ha commesso un errore di diritto nello stabilire che il regolamento riguardi direttamente le città ricorrenti”. Sulla base di tali motivazioni la sentenza è dunque stata annullata e i ricorsi respinti perché “irricevibili”.

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