GWM svela la squadra rally raid 2026: nel progetto anche Rebecca Busi
L'obiettivo è quello di rafforzare la presenza del marchio nei grandi raid internazionali e preparare l’assalto alla Dakar
Great Wall Motor alza il livello delle proprie ambizioni nel motorsport internazionale e lo fa presentando un team rally raid dal profilo globale. Nel quartier generale di Baoding, in Cina, il gruppo ha svelato la line-up che prenderà parte al programma sportivo 2026, con il Taklimakan Rally come primo grande banco di prova e la Dakar come orizzonte strategico.
A guidare l’evento è stato il Chairman Wey
L’evento, guidato dal Chairman Wey, ha avuto il tono di una dichiarazione d’intenti. Non una semplice presentazione istituzionale, ma una vera immersione nella cultura sportiva che GWM vuole costruire attorno al proprio marchio. Al centro della scena, quattro piloti di alto profilo: Pau Navarro, Nicolas Cavigliasso, Gerard Farrés e l’italiana Rebecca Busi, scelta come volto emergente di una nuova generazione del rally raid.
La cornice scelta da GWM non è stata casuale. Durante la presentazione sono state mostrate alcune vetture simbolo del percorso sportivo e tecnologico del costruttore cinese. Tra queste, l’Haval H8 che nel 2014 conquistò la prima vittoria di tappa cinese alla Dakar e il #208 Haval H9 guidato personalmente dal Chairman Wey nella Dunhuang Endurance Race 2025. Accanto a loro anche una NASCAR ibrida in grado di superare i 300 km/h e il primo motore V8 “track-spec” sviluppato internamente da un costruttore cinese.
“È il primo V8 cinese progettato specificamente per la pista”, ha dichiarato il Chairman Wey durante la visita. Un dettaglio tecnico che sintetizza bene l’approccio del gruppo: usare il motorsport non solo come vetrina, ma come laboratorio per accelerare lo sviluppo di tecnologie ad alte prestazioni.

Il progetto nasce da una chiamata globale lanciata il 26 marzo 2026, appena 36 giorni prima della presentazione ufficiale. In poco più di un mese, quella che inizialmente poteva sembrare un’operazione d’immagine si è trasformata in un programma concreto, capace di attrarre alcuni dei nomi più interessanti della disciplina.
Pau Navarro arriva con il titolo di più giovane vincitore nella storia della categoria Dakar Challenger. Nicolas Cavigliasso porta con sé l’esperienza di due successi alla Dakar in due categorie differenti. Gerard Farrés rappresenta il profilo del veterano capace di confrontarsi con strutture ufficiali anche partendo da progetti privati. Rebecca Busi, invece, incarna la crescita di una nuova generazione di pilote, sempre più presenti nelle competizioni endurance internazionali.
“Perché lasciare l’Europa per correre in Cina?”, ha spiegato Navarro accanto al #208 Haval H9. “Perché il chairman di questa azienda non si limita a firmare assegni. Si mette al volante. E questo fa la differenza”. Parole che confermano come il coinvolgimento diretto del management sia uno degli elementi centrali della strategia GWM.
La visita privata guidata dal Chairman Wey si è poi trasformata in un confronto tecnico. I piloti hanno condiviso osservazioni su telaio e sospensioni direttamente con il management, mentre GWM ha illustrato la propria visione industriale. Tra gli elementi più rilevanti figurano la nuova architettura “GF track-first” e il V8 twin-turbo HOTV a 90 gradi, più leggero di circa 30 kg rispetto ad altri propulsori cinesi equivalenti. “Ho guidato vetture ufficiali dei più grandi marchi europei”, ha dichiarato Cavigliasso. “Qui ho visto qualcosa di autentico. Non stanno copiando nessuno”. Una frase che fotografa la volontà di GWM di costruire un’identità sportiva propria, senza limitarsi a replicare modelli già esistenti.
L’obiettivo del gruppo va oltre la singola partecipazione al Taklimakan Rally. GWM vuole creare una piattaforma permanente in grado di collegare talenti internazionali e giovani piloti cinesi, riducendo il divario con le grandi scuole del motorsport globale. “Storicamente, i piloti cinesi erano costretti a investire milioni per competere all’estero, senza avere realmente le stesse opportunità”, ha spiegato un portavoce dell’azienda. “Oggi siamo noi a portare qui i campioni del mondo. È così che si costruisce una vera nazione del motorsport”.

Tra le voci più significative della giornata c’è anche quella di Rebecca Busi. “Wey ha detto: ‘Non una persona, ma azione’”, ha raccontato la pilota italiana. “Gli ho creduto quando ho visto il V8. Gli ho creduto quando ho sentito parlare dei 36 giorni. E gli crederò ancora quando taglieremo insieme il traguardo”.
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