Hyundai rinnova il sostegno ad Arts Council Korea fino al 2034 per il Padiglione coreano alla Biennale di Venezia

Hyundai dà seguito al suo storico supporto al Padiglione coreano dell’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia

Hyundai rinnova il sostegno ad Arts Council Korea fino al 2034 per il Padiglione coreano alla Biennale di Venezia

Hyundai Motor Company conferma il proprio sostegno al Padiglione coreano della Biennale di Venezia, portando avanti una collaborazione iniziata nel 2015 con Arts Council Korea, conosciuta anche come ARKO. Il rapporto proseguirà fino al 2034 e segna un impegno di lungo periodo a favore dell’arte contemporanea coreana, in uno dei contesti culturali più autorevoli e osservati al mondo.

Hyundai dà seguito al suo storico supporto al Padiglione coreano

La Biennale di Venezia è un appuntamento che va oltre la semplice esposizione. Ogni edizione trasforma la città in un punto d’incontro tra artisti, curatori, istituzioni e visitatori provenienti da Paesi diversi. Si entra nei Padiglioni, si attraversano installazioni, si incontrano linguaggi nuovi. E spesso si esce con domande diverse da quelle con cui si era entrati. È anche per questo che il Padiglione coreano ha assunto negli anni un ruolo importante: non si limita a presentare opere, ma propone percorsi capaci di mettere in dialogo memoria, identità e presente.

“Negli ultimi dieci anni abbiamo sostenuto con orgoglio gli artisti nel portare le loro visioni al mondo attraverso il Padiglione coreano alla Biennale di Venezia. Con altri dieci anni di collaborazione, Hyundai conferma il proprio impegno verso sperimentazione artistica, dibattito critico e nuove conversazioni future” ha dichiarato DooEun Choi, Art Director, Hyundai Motor Company.

Alla Biennale Arte 2026, il Padiglione coreano presenterà “Liberation Space: Fortress/Nest”, mostra commissionata da ARKO e curata da Binna Choi, con opere di Goen Choi e Hyeree Ro. Il punto di partenza è il periodo successivo alla liberazione della Corea, tra il 1945 e il 1948. Ma la mostra non si ferma alla ricostruzione storica. Prende quel momento e lo porta nel presente, interrogandosi su cosa significhi oggi parlare di liberazione, protezione, resistenza e rinascita.

La liberazione, in questo progetto, non viene raccontata come un evento concluso. È qualcosa che continua. Un processo che attraversa corpi, luoghi e comunità. Per questo il Padiglione sarà trasformato in un ambiente vivo, quasi un organismo, dove gli interventi scultorei dialogheranno direttamente con l’architettura. Lo spazio non sarà solo uno sfondo, ma parte attiva del racconto.

Tra le opere centrali ci sarà “Meridian” di Goen Choi. L’artista lavora da anni con materiali industriali legati agli ambienti domestici e urbani. Per il Padiglione coreano, tubi di rame attraverseranno gli spazi interni ed esterni, creando linee che potranno ricordare aghi, lance, rami o fasci di luce. Il risultato sarà un intervento fisico, diretto, capace di far percepire l’edificio come un corpo attraversato da segni e tensioni.

Eppure, quei tubi non parleranno soltanto di frattura. Suggeriranno anche connessione, passaggio, circolazione. Persino guarigione. La fortezza evocata dal titolo della mostra non sarà quindi una struttura chiusa, immobile, costruita solo per difendere. Diventerà piuttosto uno spazio che può aprirsi dall’interno, lasciando emergere nuove possibilità. Anche parti del Padiglione rimaste a lungo chiuse verranno riattivate, contribuendo a trasformare l’edificio in un luogo sensibile e mutevole.

Accanto a questo intervento troverà spazio “Bearing” di Hyeree Ro. Qui il tono cambia, diventando più intimo, ma non meno collettivo. L’opera affronta temi come la nuova vita, la cura, la comunità e l’identità nazionale. Al centro c’è l’immagine del grembo, inteso come luogo di protezione, trasformazione e inizio. La morte, in questa prospettiva, non è soltanto una fine. È anche una soglia, una condizione da cui può nascere un nuovo movimento.

L’installazione sarà composta da circa 4.000 elementi in organza rivestiti di cera, stratificati come scaglie di pesce o foglie di loto. Una presenza leggera e al tempo stesso intensa, pensata per creare un “Padiglione nel Padiglione”. I visitatori saranno accompagnati attraverso otto stazioni, dedicate a passaggi fondamentali dell’esistenza: lutto, memoria, osservazione, vita, attesa, pianificazione, condivisione e riparazione.

Hyundai rinnova il sostegno ad Arts Council Korea fino al 2034 per il Padiglione coreano alla Biennale di Venezia

Il percorso costruito da Hyeree Ro invita a rallentare. A osservare. A entrare in uno spazio in cui fragilità e cura convivono. La materia, delicata ma resistente, diventa parte del messaggio. Uno degli aspetti più rilevanti dell’edizione 2026 sarà inoltre la prima collaborazione ufficiale tra il Padiglione coreano e il Padiglione giapponese nella storia della Biennale di Venezia. Un’iniziativa significativa, perché mette in dialogo due contesti culturali legati da storie vicine, complesse e talvolta dolorose. La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia si svolgerà dal 9 maggio al 22 novembre 2026 presso i Giardini di Venezia.

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