Nissan vede la svolta: utile operativo positivo e piano Re:Nissan al centro del rilancio
Il piano Re:Nissan procede in linea con gli obiettivi
Nissan chiude l’anno fiscale 2025 con un bilancio che racconta una fase di passaggio. Non ancora una svolta piena, ma qualcosa di più di una semplice tenuta. Il gruppo giapponese resta alle prese con conti difficili, in particolare sul fronte dell’utile netto, ma i dati mostrano anche alcuni segnali di miglioramento che arrivano soprattutto dalla seconda parte dell’esercizio.
Nissan chiude l’anno fiscale 2025 con utile operativo positivo
Lo scenario, del resto, non era semplice. L’anno fiscale concluso il 31 marzo 2026 si è sviluppato in un contesto internazionale segnato da inflazione, impatto dei dazi, volatilità dei cambi e mercati con dinamiche molto diverse tra loro. Fattori che hanno continuato a pesare sull’intero settore automotive e che per Nissan hanno reso ancora più importante il lavoro interno di riorganizzazione.
Il punto centrale resta il piano Re:Nissan. È da qui che passa il tentativo del gruppo di rafforzare la propria struttura, ridurre i costi e migliorare la qualità del business. In altre parole, Nissan sta cercando di costruire basi più solide prima di accelerare davvero sulla crescita. Un percorso che richiede tempo, ma che nell’anno fiscale 2025 ha iniziato a mostrare qualche risultato concreto.
A livello operativo, il gruppo ha chiuso l’esercizio con un utile positivo di 58 miliardi di yen e un margine dello 0,5%. Il dato è inferiore rispetto ai 69,8 miliardi dell’anno precedente, ma conferma comunque la capacità dell’azienda di restare in territorio positivo in una fase di mercato molto complicata. Il contributo principale è arrivato da una gestione più attenta dei costi e da una maggiore disciplina nell’esecuzione delle attività industriali e commerciali.
Le vendite globali hanno raggiunto 3,15 milioni di veicoli. I ricavi consolidati si sono attestati a 12.007,9 miliardi di yen, contro i 12.633,2 miliardi dell’anno fiscale 2024. Il risultato netto resta negativo, pari a -533,1 miliardi di yen. È una perdita ancora rilevante, ma in miglioramento rispetto ai -670,9 miliardi dell’esercizio precedente. Il segnale, quindi, è duplice: la pressione sui conti resta, ma si è leggermente attenuata.
Un elemento particolarmente osservato è il flusso di cassa automotive. Nell’intero anno fiscale il dato è stato negativo per 480,8 miliardi di yen. Tuttavia, nella seconda metà dell’esercizio, il flusso di cassa è tornato positivo a 112 miliardi di yen. È uno dei passaggi più significativi del bilancio, perché indica che le misure introdotte stanno cominciando a produrre effetti sulla capacità dell’azienda di generare liquidità.
Anche la posizione finanziaria fornisce un cuscinetto importante. Alla chiusura dell’anno fiscale, la liquidità netta del business automotive era pari a 1,17 trilioni di yen. Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti del comparto automotive ammontavano a 2,2 trilioni di yen. Sommando anche 1,4 trilioni di yen in crediti verso le società finanziarie, la liquidità complessiva raggiungeva 3,6 trilioni di yen. Una dotazione che consente al gruppo di affrontare con maggiore margine un periodo ancora incerto.
Il quarto trimestre ha mostrato segnali più marcati di recupero operativo. I ricavi netti consolidati sono stati pari a 3.429,9 miliardi di yen, poco sotto i 3.490 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. L’utile operativo, però, è salito in modo deciso a 68,1 miliardi di yen, rispetto ai 5,8 miliardi del quarto trimestre dell’anno fiscale 2024. Il margine operativo ha raggiunto il 2%. Il risultato netto è rimasto negativo, a -282,9 miliardi di yen, ma il miglioramento rispetto alla perdita di 676 miliardi registrata un anno prima è netto.
Per il 2026 fiscale, Nissan mantiene un approccio prudente. Le condizioni di mercato restano difficili: concorrenza intensa, inflazione, cambi instabili e tensioni geopolitiche continueranno a rappresentare elementi di rischio. Nonostante questo, il gruppo prevede ricavi per 13.000 miliardi di yen, un utile operativo di 200 miliardi e un utile netto di 20 miliardi. Alla luce di queste stime, la società non prevede la distribuzione di dividendi.
Il piano Re:Nissan continuerà a guidare le scelte del gruppo. Le priorità sono la riduzione della struttura dei costi, la revisione della strategia prodotto e mercati, e il rafforzamento delle partnership. Nel 2025 fiscale Nissan ha già fatto progressi verso l’obiettivo di ridurre i costi per 500 miliardi di yen, intervenendo sia sui costi fissi sia su quelli variabili. La trasformazione riguarda anche la produzione. L’azienda ha avviato il consolidamento della propria rete industriale globale, con l’obiettivo di passare da 17 a 10 stabilimenti. L’esecuzione è già partita su sette siti. In parallelo, anche la ricerca e sviluppo è stata coinvolta nel percorso di efficienza, con una riduzione del costo orario di ingegneria del 18%, vicina al target del 20%, senza rallentare i progetti.
Nei principali mercati, Nissan sta puntando a una crescita più selettiva. Negli Stati Uniti l’attenzione si concentra su un mix più orientato al canale retail. In Giappone, i nuovi lanci hanno sostenuto le vendite. In Cina, invece, il gruppo sta adottando un approccio più mirato, con focus sui NEV e su una presenza più disciplinata. Per Ivan Espinosa, Presidente e CEO di Nissan, l’anno fiscale 2025 ha segnato una fase di esecuzione rigorosa del piano Re:Nissan e di rafforzamento delle fondamenta. Ora l’azienda punta a entrare in una fase diversa, più orientata alla crescita e sostenuta dalla visione “Mobility Intelligence for everyday life”.
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