Ponte sullo Stretto: c’è il si della commissione tecnica sulla fattibilità

Parere favorevole al ponte a una o a tre campate, no al tunnel

Ponte sullo Stretto: c’è il si della commissione tecnica sulla fattibilità

Nonostante la recente esclusione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) avesse fatto pensare ad un accantonamento dell’idea di una sua prossima realizzazione, il progetto del ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del dibattito politico. A riaprire la questione è il si alla fattibilità dell’opera da parte della commissione tecnica voluta dal precedente ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli.

Ok a ponte a una o a tre campate, no al tunnel

La relazione finale degli esperti che hanno valutato una serie di progetti per la realizzazione di un opera di collegamento tra la Sicilia e la Calabria dà parere favorevole alla fattibilità di due opzioni: il ponte a campata unica e quello a tre campate. Parere negativo invece al progetto del tunnel sotterraneo, possibilità alternativa al ponte della quale si era parlato negli scorsi mesi. 

Quali coperture finanziarie?

Del progetto del ponte sullo Stretto e del relativo parere della commissione di esperti si discuterà nei prossimi giorni con l’arrivo del testo in Parlamento e in commissione ambiente. Al di là della fattibilità dell’opera, rimane il punto interrogativo sulle coperture finanziare ad un progetto da almeno 5 miliardi di euro e per il quale mancano i tempi per farlo rientrare tra le opere finanziabili con i soldi europei del Recovery Fund. 

L’ultima parola al Parlamento

Il ponte sullo Stretto rischia però ancora una volta di finire al centro di un dibattito ideologico tra forze della maggioranza con opinioni differenti sull’opera: da una parte c’è chi la ritiene strumento utile e fondamentale per colmare lo svantaggio economico legato all’insularità, mentre dall’altra c’è chi pone l’accento sui costi ambientali, sul rischio sismico e sull’incoerenza con lo stato della rete stradale e ferroviaria di Sicilia e Calabria. Una consapevolezza della contrapposizione più ideologica che fattuale che ha anche il ministro dei Trasporti Giovannini che ha affermato: “È importante che il dibattito che si svilupperà da questa relazione sia basato sui fatti e non diventi ideologico”.

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