Rally di Sardegna 2007: “il rally si corre in paradiso”

27 Aprile 2007

Rally di Sardegna 2007: Dunque per gli organizzatori del Rally come per tutti i partecipanti la Sardegna non è soltanto il territorio di una gara motociclistica affascinante e irripetibile, ma è un vero paradiso. Per il suo ambiente naturale da molti definito il paradiso del Mediterraneo. Un paradiso a due passi da casa non soltanto per tutti gli italiani ma per un sempre maggiore numero di europei, che indicano la Sardegna come meta preferita per le loro vacanze. Per questo si è soliti dire il “Il rally si corre in Paradiso”.

Un paradiso di verde e di azzurro. Il verde della macchia mediterranea e delle grandi foreste e l’azzurro del suo mare e del suo cielo. Mare incontaminato che colleziona ogni anno le bandiere blu di Lega Ambiente, anche per le sue spiagge bianche disseminate lungo tutte le coste. Spiagge che si alternano a scogliere modellate dal vento, che da millenni sono eccezionali sculture. Autentiche opere d’arte della natura.

Opere della natura che i sardi hanno custodito e custodiscono gelosamente per offrirle ai tanti visitatori e soprattutto ai meno frettolosi e a quelli che come i fuoristradisti hanno il privilegio di poter arrivare sulle montagne, scoprendo la Sardegna più segreta. E quindi la sua storia, le sue secolari tradizioni, i sapori della sua gastronomia, i colori dei suoi tramonti e i silenzi dei suoi grandi spazi che raccontano misteri millenari. Per tutto questo la Sardegna è una regione che attira e affascina e per questo i fuoristradisti sono visitatori privilegiati, importanti e graditi, perché amanti della natura e quindi provvisti di quella cultura ecologica per cui ogni anno vogliono ritrovare la Sardegna sempre più bella e affascinante e quindi degna di un piacevole soggiorno.

Il rally è da anni per gli appassionati di fuoristrada l’occasione per scoprire la Sardegna dove poi ritornare per un viaggio senza l’assillo del cronometro. Per scoprire i piccoli paesi e l’eccezionale patrimonio archeologico dell’interno, seguendo i sentieri e gli sterrati del Rally dal litorale alle montagne. Per scoprire anche l’eccezionale ospitalità di una gente gelosa delle sue antiche tradizioni ma aperta alla modernità.

Questa è la Sardegna del Rally.

IL PERCORSO

Come recita lo slogan pubblicitario, il percorso del Rally, è in paradiso, Con questo si intende sottolineare quanto bella, unica ed ancora incontaminata sia la splendida terra sarda. Terra che da molti anni oramai ospita i più grandi piloti di questa fantastica kermesse, ma anche i più simpatici amatori che il Rally di Sardegna abbia mai conosciuto.

Come sempre il percorso per i piloti è segreto. La sera prima di ogni tappa i piloti ricevono il road-book, attraverso il quale scoprono, metro dopo metro la strada da percorrere. Il road-book è veramente uno strumento importante, perché consente un’ottima navigazione in piena sicurezza. Proprio per questo viene realizzato con il massimo scrupolo dalla organizzazione che pensa giustamente a segnalare il più piccolo ostacolo, il dosso o qualsiasi altro significativo dettaglio del percorso.

Il percorso prevede oltre 1300 chilometri di sentieri e sterrati con due tappe di oltre 300 km, un’ultima tappa di ben 362 chilometri.

É prevista per il pubblico un’informazione quotidiana su stampa, tv e sito internet che consentirà di vivere pienamente le fasi più spettacolari e suggestive della 21^ edizione e di conoscere i luoghi più emozionanti nei quali osservare la gara. L’accesso è gratuito. Sul sito www.rallydisardegna.org è possibile seguire la gara in tempo reale.

Il Rally di Sardegna 2007 anche nella sua 21^ edizione, predilige percorsi e località della Sardegna interna, meno conosciuta dalla grande massa dei turisti, ma non per questo meno affascinante. O forse proprio per questo più affascinante soprattutto per chi, della Sardegna vuole scoprire l’animo più nascosto, ancora selvaggio e incontaminato, la sua cultura, la sua storia, i suoi costumi, i suoi sapori e i suoi profumi conservati nei secoli da popolazioni che, accanto alla modernità, conservano gelosamente la loro civiltà ancestrale, fatta anche della sincera ospitalità di tante comunità della Gallura, della Barbagia, dell’Oristanese del Campidano e dell’Ogliastra.

Alla valorizzazione di questo importante patrimonio che ha pezzi pregiati che l’Unesco ha definito patrimonio dell’intera umanità. Come i canti dei Tenores di Bitti in provincia di Nuoro o il grande Nuraghe di Barumini nel Medio Campidano oggi dedicano la loro attenzione le nuove e vecchie province in cui è diviso il territorio dell’isola.

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