Auto elettriche, marzo da record in Italia: immatricolazioni in crescita del 71,1%

Il presidente di Motus-E, Fabio Pressi: “L’elettrico può guidare la ripresa del mercato auto nazionale

Auto elettriche, marzo da record in Italia: immatricolazioni in crescita del 71,1%

Marzo 2026 rappresenta un passaggio importante per il mercato delle auto elettriche in Italia. Le immatricolazioni di vetture full electric hanno toccato un nuovo record, dando un contributo concreto alla ripresa dell’intero comparto automobilistico nazionale. Nel mese appena concluso, infatti, sono state registrate 16.033 nuove auto elettriche, con una crescita del 71,1% rispetto a marzo dello scorso anno. La quota di mercato sale così all’8,6%, contro il 5,4% dello stesso periodo del 2025.

Crescita record per la vendita di auto elettriche in Italia a marzo 2026

È un dato che colpisce, soprattutto in un Paese che finora ha sempre rincorso gli altri grandi mercati europei sul fronte della mobilità elettrica. Il risultato di marzo non basta ancora a colmare il ritardo accumulato, ma manda un segnale chiaro: recuperare terreno è possibile, a patto che il sistema accompagni davvero questa transizione.

A spingere il risultato ha contribuito in buona parte la consegna dei veicoli acquistati con gli incentivi andati esauriti in un solo giorno lo scorso ottobre. Ma ridurre tutto a questo sarebbe semplicistico. Il boom di marzo racconta anche di un mercato che inizia a rispondere meglio, grazie a una gamma più ampia di modelli elettrici, a prezzi più vicini alle possibilità di una parte più larga di consumatori.

Il dato del trimestre conferma questa tendenza. Tra gennaio e marzo 2026 le immatricolazioni di auto elettriche hanno raggiunto quota 37.836, con un aumento del 64,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche la quota di mercato migliora in modo sensibile, passando dal 5,2% al 7,8%. Intanto cresce pure il parco circolante elettrico italiano, che al 31 marzo arriva a 396.811 vetture.

A leggere questi numeri come un’opportunità, più che come un semplice exploit, è Fabio Pressi, presidente di Motus-E. Secondo Pressi, il record di marzo dovrebbe spingere istituzioni e operatori a una riflessione più ampia. “La lettura dei dati europei e il record raggiunto in Italia a marzo devono innescare una profonda riflessione”, osserva il presidente di Motus-E, rilevando come in questa fase “le auto elettriche si stanno dimostrando, in Italia e in Europa, in grado di guidare il recupero del mercato auto complessivo”.

Il confronto con gli altri Paesi europei, però, resta lì a ricordare quanto il cammino sia ancora lungo. A febbraio 2026 la quota di mercato delle auto elettriche era al 26,8% in Francia, al 22% in Germania, al 9,2% in Spagna e al 24,2% nel Regno Unito. Nello stesso periodo, l’Italia era ferma al 7,9%. Il record di marzo migliora il quadro, ma non cambia ancora la sostanza: il gap resta ampio.

Ed è proprio da qui che parte il ragionamento di Motus-E. Secondo Pressi, gli incentivi dello scorso ottobre e la crescente disponibilità di modelli elettrici più accessibili hanno permesso a molte famiglie di avvicinarsi a vetture di nuova generazione, più sicure e meno costose nella gestione quotidiana. In altre parole, l’elettrico comincia a uscire dalla nicchia e a parlare anche a chi, fino a poco tempo fa, considerava il nuovo irraggiungibile.

Per trasformare questa accelerazione in una traiettoria stabile, però, servono scelte precise. Il punto non è soltanto continuare con gli incentivi, ma costruire una strategia più credibile e di lungo periodo. Una strategia che dia certezza ai consumatori, visibilità agli operatori e coerenza all’intera filiera.

Il vero nodo, secondo Motus-E, riguarda soprattutto le flotte aziendali. È questo il segmento che in molti mercati europei ha fatto da moltiplicatore alla diffusione delle auto elettriche, contribuendo ad aumentare rapidamente i volumi e a creare poi un mercato dell’usato più ampio e accessibile. In Italia, invece, questo canale continua a essere frenato da una fiscalità poco favorevole e da un quadro normativo che non aiuta.

Auto elettriche, marzo da record in Italia: immatricolazioni in crescita del 71,1%

Per questo Pressi insiste sulla necessità di rivedere in profondità il trattamento fiscale riservato alle flotte. È lì, sostiene, che si gioca una parte decisiva della sfida. Senza una spinta più forte su questo fronte, il rischio è che anche risultati importanti come quello di marzo restino episodi isolati, utili a fare notizia ma insufficienti a cambiare davvero il passo del mercato.

Il record delle auto elettriche, dunque, è una buona notizia. Ma soprattutto è un test. Dice che la domanda c’è, che l’offerta sta maturando e che il mercato può reagire. Adesso, però, tocca alla politica industriale fare il resto. Perché il divario con l’Europa non si colma con un solo mese positivo, ma con una direzione chiara. E marzo, in questo senso, potrebbe essere ricordato come l’inizio di qualcosa di più grande.

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