Porsche Cayman GT4, l’ultima di una stirpe [PROVA SU STRADA]

La più estrema delle Cayman sfoggia una meccanica al top

Un progetto che fa la felicità dei puristi e di chi ami la pista, basato sul trapianto del cuore della 991 Carrera S (aspirato), ma anche su elementi provenienti dalla prestigiosa GT3. Ad arricchire la ricetta una aerodinamica affinata e che non vuole nascondere le velleità di un’auto estrema

Servizio fotografico: LINGEGNERE

Porsche Cayman GT4 – Il mondo degli appassionati Porsche è uno dei più legati alla tradizione. Modelli come la 911 hanno attraversato oltre 50 anni di storia delle quattro ruote, portando fino ai giorni d’oggi concetti come il motore posteriore a sbalzo, sulla carta folle e contro logica. Abbandonare il raffreddamento a liquido con la 996 è stato un passaggio doloroso per molti puristi, anche se poi le nuove vetture hanno saputo riconquistare e convincere tutti.

Oggi ci troviamo di fronte ad un momento di transizione, con il downsizing che sta toccando tutta la gamma, dalla nuova Carrera “turbata” alle nuove Boxster e Cayman 718 che rinunciano a 2 dei 6 cilindri, tornando alle origini, al 4 boxer con cui Porsche debuttò con la 356 (il cui propulsore derivava da quello del Maggiolino). La Cayman GT4 rappresenta quindi il canto del cigno per un certo tipo di auto, destinata ai puristi, ma anche ai collezionisti date le sue tante particolarità.

Design e Interni:

Rating: ★★★★½ 

Il giallo è il suo colore, perché lei ama mettersi in mostra
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La GT4 è una Cayman estrema, nel look e nella tecnica. Fuori mostra la sua cattiveria con splitter, prese d’aria aggiuntive ed un’ala posteriore che non nasconde le sue velleità pistaiole. Non si tratta di gadget, perché la deportanza raggiunge l’importante quota di 100 Kg. L’idea è quella di “esportare” i concetti di una GT3 sulla “piccola” di Casa Porsche, ma soprattutto, di assecondare nel migliore dei modi il flat six 3.8 litri, per la prima volta montato in posizione centrale. Concepita dal reparto Motorsport di Porsche a Weissach, i cambiamenti a livello estetico sono stati tali da renderla quasi irriconoscibile. Nel periodo della nostra prova su strada in molti non hanno infatti capito che si trattasse di una Cayman! Non a caso la scritta Cayman sparisce sia dalla coda che all’interno dell’auto, per essere sostituita da “GT4”, quasi fosse un modello completamente a se stante. Con tutte quelle prese d’aria il muso cambia decisamente look, richiamando in modo piuttosto forte quello di una 911 GT3. Se escludiamo la forma dei fari, le differenze diventano molto poco evidenti. I richiami continuano nella vista laterale, grazie ai cerchi dedicati da 20” di color platino, che però non hanno il fissaggio monodado, oltre che per gli specchietti con supporto sdoppiato. Sulla GT4 troviamo le grosse prese d’aria laterali, assenti sulla 911 per il differente posizionamento del propulsore, e che rispetto ad una “normale” Cayman sono qui carenate, per incanalare meglio l’aria per l’aspirazione. La zona posteriore è dominata dalla grossa ala in carbonio, sorretta da supporti in alluminio con finitura scura, che produce circa 100 Kg di deportanza se sommata al profilo della coda, sapientemente sagomato e rivolto verso l’alto (Gurney Flap). Il doppio scarico centrale con finitura nera anticipa solo in parte le magie della valvola di cui è dotato, che scopriremo in seguito. Nel complesso la GT4 cresce di 34 mm in lunghezza, ma scende di 18 in altezza, per merito dell’assetto ribassato. Un difetto? Oltre al fatto che non deve dispiacervi essere al centro dell’attenzione, perché la GT4 non è certo un’auto molto discreta, lo splitter anteriore è davvero molto basso e, senza un sistema per sollevare almeno il muso dell’auto, basta poco per strisciarlo per terra.

Interni: Anche dentro vuole assomigliare alla GT3
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Dentro i punti di contatto con la GT3 sono molti, dai dettagli noti ai conoscitori della 991 estrema, come i due tasti separati per lo spegnimento di ESC ed ESC + TC, a quel nastro per aprire la portiera, ma anche per elementi che opzionalmente possono rendere la GT4 ancora più estrema. Ci riferiamo al roll bar abbinato alle cinture a 6 punti con il pacchetto Clubsport (4 mila euro), oppure ai magnifici sedili a guscio in fibra di carbonio. Il volante richiama invece la hypercar 918 Spyder ed ha una corona in alcantara che scende dai 370 mm di quello della Cayman GTS ai 360. Non mancano poi i classici richiami Porsche al modello che si sta guidando, che diventa “GT4”, sia sul fondo del contagiri centrale che sulla schermata di accensione e spegnimento. Più in generale i toni scuri e l’accostamento di pelle ed alcantara, che è impiegata a profusione, oltre che per la corona del volante, sulla leva del cambio, sulle maniglie del rivestimento porta, sul coperchio del vano portaoggetti del tunnel centrale, sui montanti anteriori e sul cielo, così come sulla fascia centrale dei sedili di serie, mentre quelli a guscio in carbonio, optional di cui il nostro esemplare era dotato, sono praticamente tutti ricoperti in alcantara, tranne una piccola porzione dei fianchetti (per il resto hanno finitura con carbonio in vista). Di questi sedili va detto che sono una piccola opera d’arte, li si ama in pista e nella guida sportiva. Hanno anche una pratica regolazione elettrica in altezza e consentono di “scendere” di qualche centimetro rispetto a quelli di serie, dettaglio molto apprezzato su auto come il GT4. Di contro su tragitti lunghi sono scomodi e, insieme alla insonorizzazione ridotta, rendono quest’auto meno confortevole di qualsiasi altra Cayman. Non cambia invece la disposizione e la capacità di carico dei due bagagliai, uno sotto al lunotto posteriore (184 litri), l’altro sotto al cofano anteriore (150 litri). Fa sempre un certo effetto riuscire a caricare caschi, telecamere, fotocamere e tutto il nostro materiale senza alcun problema, su un’auto specialistica per l’uso in pista: praticità Porsche rispettata anche in questo caso!

Comportamento su Strada:

Rating: ★★★★★ 

Una delle auto più piacevoli da guidare a livello assoluto
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Sotto la carrozzeria gli interventi non sono da meno, con assetto ribassato di ben 30 mm, con l’impianto frenante ed il prestigioso avantreno presi niente meno che dalla sorella maggiore 911 GT3. A dire il vero la GT4, che a molti può sembrare diversa soprattutto dal punto di vista estetico, differisce maggiormente da un’altra Cayman principalmente proprio per due altri elementi: motore e telaio. Del primo vi diremo in seguito, del telaio i pregi e le migliorie arrivano dal trapianto di numerosi componenti della GT3. I quattro dischi da 380 mm non fanno rimpiangere i carbonceramici, offerti come optional, nemmeno nelle staccate in pista (parola di Michela Cerruti), mentre le sospensioni, dotate di serie di PASM, hanno tarature specifiche, dove la posizione normale è stata studiata per ottenere il tempo al Nurburgring, mentre la Sport è consigliata solo nell’uso in piste con asfalto più piatto. L’elettronica è ovviamente spinta molto più verso la prestazione piuttosto che essere conservativa. Prova ne è il fatto che anche in pista, a controlli spenti la GT4 “gira” di meno in caso di errore in curva, mentre quando ci si affida alle briglie dell’elettronica ci si trova spesso a sentire l’auto chiudere da sola la traiettoria con un sovrasterzo di potenza. Merito del PTV (Porsche Torque Vectoring) che sposta la coppia sulla ruota esterna, in modo da correggere addirittura mandando leggermente di traverso la GT4. Il differenziale è di tipo autobloccante meccanico (27% in accelerazione e 22% in rilascio) e l’impostazione generale è votata al piacere di guida, quasi più che alla pura efficacia e quindi al tempo sul giro. Quello che sorprende è che non è però troppo cattiva o difficile da guidare, come dicevamo a controlli spenti tende più al sotto che al sovrasterzo e non è mai eccessivamente nervosa o complessa da gestire. Una cosa notevole, se pensate che stiamo parlando di una vettura a motore centrale e trazione posteriore, caratteristica che già da sola dovrebbe portare ad una certa difficoltà nella gestione dell’auto sul filo o oltre il limite di aderenza, molto più rigida e precisa di una Cayman “normale”. Rollio e beccheggio sono infatti ridotti sostanzialmente a zero e le differenze sono evidenti fin dai primi metri, anche solo spostando l’auto in parcheggio.

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La GT4 a dispetto di tutto ciò è invece addirittura più neutra e facile da guidare, soprattutto in pista ed in condizioni di aderenza “normali”. Sul bagnato per strada diventa invece più nervosa e l’elettronica piuttosto permissiva porta a movimenti “importanti” del retrotreno. L’abbiamo guidata anche su fondi innevati, dove la cautela è d’obbligo, anche se alla fine non ci ha creato particolari problemi. Quanto alla posizione di guida, anche grazie ai magnifici sedili a guscio di cui abbiamo già parlato, è praticamente perfetta. La pedaliera è leggermente disassata verso destra e la frizione può suscitare qualche piccolo appunto da parte di qualcuno. Noi la abbiamo trovata ottima, anche se per alcuni risulta pesante. Dopo che ce lo hanno fatto presente abbiamo valutato meglio la cosa e riteniamo che il carico richiesto sul piede, maggiore rispetto ad una vettura “normale”, si faccia notare solo nel traffico cittadino. Di contro la giusta consistenza fa parte del gusto del cambio manuale di cui parleremo più avanti. Mentre differente è il discorso di Michela Cerruti, pilotessa italiana a cui abbiamo concesso più che volentieri il volante della GT4 per alcuni giri in pista, che se ha molto apprezzato le doti dell’auto, tra l’altro era la sua prima volta su una Porsche, ci ha però fatto notare che la corsa lunga del pedale, per lei che non ha leve lunghissime, rende l’utilizzo del freno in contemporanea con la frizione piuttosto scomodo, costringendola ad una posizione innaturale. Problema che però ha notato a vettura ferma e che, nei giri in pista è sostanzialmente svanito. La Cayman GT4 è un’auto che regala enormi soddisfazioni e che resta comunque fruibile anche per la vita di tutti i giorni o per andare a farci la spesa (non stiamo scherzando, che ci crediate o no). Va detto che però, oltre alla scomodità dei sedili a guscio, nei viaggi lunghi anche la ridotta insonorizzazione trasforma il piacere della sonorità magnifica del motore via via in un fastidio, anche a valvola chiusa.

Motore e Prestazioni:

Rating: ★★★★★ 

Il flat six della GT4 rende la Cayman un’altra auto
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Avevamo avuto il piacere di provare la sorella scoperta, la Boxster Spyder, trovandola la migliore Boxster di sempre, in gran parte per merito del trapianto di motore dalla Carrera S. La analoga Cayman, con il look e qualche altro dettaglio più tecnico e pistaiolo, non poteva che confermare le nostre ottime impressioni. Il flat six, rigorosamente aspirato, di 3.8 litri di cubatura eroga qui 385 cavalli a 7.400 giri e 420 Nm di coppia costante dai 4.750 ai 6.000 giri. Al motore è abbinata una trasmissione manuale, dettaglio tutt’altro che secondario. Era da tempo che non provavamo certe sensazioni e dobbiamo ammettere che, da cultori dei cambi senza il vecchio pedale della frizione, la GT4 ha saputo farci ricredere. Certe sensazioni da pelle d’oca e certe soddisfazioni che regala un manuale come questo sono senza dubbio una perla rara nel panorama automobilistico attuale. Gli innesti sono sempre perfetti, contrastati e precisi, con la chicca della doppietta automatica in scalata, utilizzando la modalità Sport. Non è la soluzione migliore se si vive con il cronometro in mano, perché con il PDK si riuscirebbe a limare qualche decimo sul giro, ma con emozioni totalmente differenti. Il motore poi, rispetto al 6 cilindri della Cayman S o GTS, quest’ultima non molto lontana dal mero punto di vista dei numeri, con “soli” 45 cavalli in meno, ha differenze che si fanno notare per il tiro molto più corposo ai bassi e per un allungo incredibile in alto. Ai medio – bassi regimi, la spinta è infatti tutta un’altra storia, mentre agli alti, oltre i 4.500 – 5.000 giri, il gioco diventa davvero molto interessante. Qui gli effetti del VarioCam Plus si fanno sentire e si “gode” fino ai 7.800 giri. Lo 0-100 viene bruciato in 4,4 secondi, la velocità massima si avvicina alla soglia dei 300 Km/h (295), ma non è questo che conta e forse nemmeno il 7,40 ottenuto all’inferno verde della Nordschleife. La filosofia che sta dietro ad un’auto così è quella di una elettronica poco invasiva, zero parametri su cui agire prima di inserire la prima e partire, ma puro godimento dietro a quel volante in alcantara. Di regolazioni in realtà ce ne sono anche, sia per la presenza del PASM con assetto attivo, sia per le tarature che consentono di modificare geometrie ed altezze, ma più che un’arma da tempo sul giro la GT4 vuole essere l’amante perfetta di ogni uomo, un oggetto in grado di regalare emozioni il cui ricordo resterà impresso a vita nella mente. Il cronometro è solo una conseguenza di un feeling perfetto con il pilota, grazie alla precisione ed alla rapidità di quest’auto.

Per chi punta tutto e solo al tempo sul giro, esiste poi la possibilità di avere una GT4 “pronto gara” (non omologata), cioè la Clubsport. Dotata di un cambio PDK specifico per l’uso in pista e di un differenziale autobloccante meccanico altrettanto specifico, oltre che di molti altri dettagli tecnici per renderla perfetta per la guida tra i cordoli.

Consumi e Costi:

Rating: ★★★★½ 

Si porta a casa un pezzo da collezione, il cui valore è destinato inesorabilmente a salire
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Il voto al prezzo (4.5 stelle) a qualcuno sembrerà generoso, in realtà tiene conto delle grosse differenze, tecniche, estetiche e di sostanza, rispetto alle altre Cayman a listino, dove una S è offerta a circa 67 mila euro, un GTS ad oltre 76 mila. A conti fatti gli 89 mila della GT4 non sono quindi una follia. Parliamo di un’auto con un motore completamente diverso, con gran parte della meccanica trapiantata dalla 911 GT3, ma soprattutto di una produzione molto limitata, si dice che in Italia ne siano arrivate molto meno di 50 esemplari. Questo ne ha già fatto una preda molto interessante per i collezionisti, ma non solo. Al momento in cui scriviamo questo articolo gli annunci di vendita sono tutti tra i 120 ed i 140 mila euro! Ma possedere una GT4 sarà un piacere anche per chi non avesse finalità speculative, sapere di poter usare per qualche anno un GT4 senza dover mettere in conto praticamente nulla alla voce perdita del valore nel tempo. Al prezzo di listino vanno poi aggiunti gli optional, alcuni quasi obbligatori per quest’auto, come i sedili a guscio in carbonio (2.873,10 €), altri evitabili o addirittura quasi fuori luogo, come il PCM, Porsche Communication Management (3.226,90 €) che include il navigatore. L’esemplare in prova era dotato di parecchi accessori a pagamento, per un totale di circa 18 mila euro, che facevano lievitare il salto ad oltre 107 mila euro. Se a qualcuno interessasse l’aspetto consumi, la Cayman GT4 utilizzata in modo gentile è in grado di restare nell’intorno dei 10 Km con un litro (allineandosi con il dato dichiarato di 10.3 l/100 km), in pista o guidando godendosi appieno le prestazioni dell’auto, sinceramente si perde interesse a questo aspetto.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Piacere di guida assoluto, a 360 gradi. Resta comunque fruibile per l’uso quotidiano ed ha un importante interesse collezionisticoInsonorizzazione votata alle emozioni forti, altezza da terra splitter anteriore.

Porsche Cayman GT4: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★★ 
Accelerazione:★★★★½ 
Ripresa:★★★★½ 
Cambio:★★★★★ 
Frenata:★★★★★ 
Sterzo:★★★★★ 
Tenuta di Strada:★★★★★ 
Comfort:★★★½☆ 
Infotainment:★★★★☆ 
Abitabilità:★★★★☆ 
Bagagliaio:★★★★☆ 
Posizione di guida:★★★★★ 
Dotazione:★★★★½ 
Prezzo:★★★★½ 
Design:★★★★½ 
Finitura★★★★★ 
Piacere di guida:★★★★★ 
Consumi:★★★★☆ 

Guarda la galleria completa degli scatti in pistahttp://www.motorionline.com/foto/porsche-cayman-gt4-prova-al-circuito-tazio-nuvolari/

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