Transizione ecologica, il ministro Cingolani: “Serve gradualità. Ok a incentivi per auto termiche meno inquinanti”

"Impensabile imporre un'elettrificazione di massa per decreto"

Transizione ecologica, il ministro Cingolani: “Serve gradualità. Ok a incentivi per auto termiche meno inquinanti”

La transizione energetica che attende l’Italia e l’Europa nell’immediato futuro, coinvolgendo in maniera determinante il settore automotive, è sempre più spesso al centro del dibattito e lo sarà ancor di più nei prossimi anni alla luce della fertilità legislativa attraverso la quale le istituzioni governative puntano a imporre dall’alto il passaggio dai combustili fossili alle fonte rinnovabili, con l’elettrico in primo piano.

Incentivi anche per le auto termiche che inquinano meno

In un quadro in continuo fermento emerge chiaro il pensiero di Roberto Cingolani, ministro per la Transizione Ecologica, che in diversi occasioni ha affermato della necessità che questo processo di transizione avvenga gradualmente e non in modo drastico dall’oggi al domani, e debba essere accompagnato da sostegni pratici per far si che possa coinvolgere la maggioranza dei cittadini. In quest’ottica vanno infatti lette le dichiarazioni di Cingolani al recente G20 di Napoli col quale ha ammesso l’intenzione di voler varare agevolazioni, ovvero incentivi, per le auto che inquinano meno, anche a motore termico. Quindi non esclusivamente auto elettriche o elettrificate, ma anche le vetture con alimentazioni termiche di ultima generazione con un impatto ambientale contenuto. 

Tante criticità da risolvere

Pensiero che Cingolani ha ribadito in una recente intervista a Quattroruote sottolineando come ci sia da fare i conti con tutta una serie i problematiche pratiche difficilmente risolvibili in breve tempo: “La transizione ecologica – afferma il ministro – è una trasformazione industriale, economica, sociale e organizzativa colossale, che è impensabile fare in un anno. Oggi non abbiamo abbastanza energia rinnovabile, non abbiamo una rete elettrica smart in grado di gestire un energy mix discontinuo, non abbiamo punti di ricarica sufficienti”. 

Transizione che durerà dieci anni

Sul fatto che servirà del tempo per mettere in pratica un processo ad alta complessità, e che avrà anche degli inevitabili effetti sui livelli occupazionali, Cingolani ha dichiarato: “Bisogna capire che questa è una transizione che durerà dieci anni, come dice John Kerry. E che è più complessa di quanto ci immaginiamo. Una transizione ecologica ha a che fare con la demografia, l’economia, l’agricoltura, l’energia, la mobilità. Molti dicono che così facendo si produrranno centinaia di migliaia di posti di lavoro. Ma che fare di quelli che si perderanno nel frattempo?”.

Sostituire le 12 milioni di auto altamente inquinanti in Italia

I tempi lunghi necessari alla transizione ecologica passano anche da passaggi intermedi che spesso non vengono nemmeno presi in considerazione. A tal proposito il ministro afferma: “Sono stato accusato di essere poco green. Ma sono convinto del fatto che le filiere italiane consolidate vadano salvaguardate. Certo, guardando al futuro: vanno inserite in un percorso di innovazione e sostenibilità. Anche Francia e Germania ragionano così. In Italia ci sono 12 milioni di auto altamente inquinanti. Intanto possiamo pensare a sostituire quelle. Anche con aiuti, con incentivi per l’acquisto di auto meno inquinanti”.

Lo stesso Cingolani evidenza come l’esigenza sia quella di svecchiare il parco auto oggi circolante in Europa, anche con incentivi per le auto termiche meno inquinanti: “Transizione significa esattamente questo: passare progressivamente a tecnologie sempre meno dannose per l’ambiente. Senza editti dall’oggi al domani“.

Produzione elettrica rinnovabile

In contemporanea è pero necessario pensare al potenziamento delle infrastrutture di ricarica: “Serve una rete intelligente per gestire una richiesta di elettricità altalenante. Con il PNRR investiamo su quello. E servono quelle 30.000 centraline di ricarica che ci siamo impegnati ad installare. La produzione elettrica deve diventare sempre più rinnovabile, perché se per far circolare un’auto elettrica uso energia da fonti fossili, o peggio da carbone, non facciamo nessun progresso“.

Impensabile imporre un’elettrificazione di massa per decreto

Quello delle rete di ricarica è solo uno dei problemi che frenano la diffusione dell’auto elettrica, un altro è legato alla sostenibilità economica, con Cingolani che sottolinea come oggi non esista una vettura elettrica che sia competitiva in termini di costi rispetto alla sua corrispettiva versione con motore termico. “Se mettiamo insieme questa serie di criticità, – afferma il ministro – è evidente come sia impensabile imporre un’elettrificazione di massa per decreto”. Serve quindi costruire, spiega Cingolani, “progressivamente un Paese nuovo, raggiungendo un compromesso sostenibile tra la necessità di avere un ambiente protetto e quella di conservare lo Stato sociale. Non possiamo morire d’inquinamento, ma neppure di disoccupazione: occorre procedere step by step, per far crescere insieme domanda e offerta”.

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